Attualità News

Paisiello aspetta la sua… casa

Il genio musicale celebrato dal grande critico Isotta. Con lo sguardo a Monte Oliveto

La facciata della casa di Paisiello
La facciata della casa di Paisiello

Giovanni Paisiello, il Cigno di Taranto, come volle definirlo Vito Forleo nel suo “Tarato dove la trovo” (Cressati, 1926) ma, direi Cigno europeo, lo ritrovo nella pagina “Cultura” del Corriere della sera del 26 Luglio 2006; pagina che conservo nel mio archivio di documenti storici e culturali. È un saggio del grande critico (per me il più dotto) musicale Paolo Isotta che è stato pubblicato in occasione dell’inaugurazione della trentaduesima edizione del festival della Valle D’Itria a Martina Franca; è in omaggio al dramma lirico “I giuochi di Agrigento”; una revisione dell’arte paisielliana alla luce storica del Settecento- Ottocento, ma soprattutto un esame esegetico ed estetico della grandezza musicale del nostro Paisiello quale propiziatore di un messaggio artistico avvenire e non sempre riconosciuto nel suo merito e nel suo profetico valore.

Al di la della scuola napoletana con i suoi Cimarosa, Leo, Durante, Iommello, Traetta, Mercadante, Piccinni, Paisiello raccolse e produsse del passato i ritmi di una musica fondamentalmente psicologica e preparò per il futuro una musica fondamentalmente corale. A settembre di quest’anno nella città che gli diede i natali, ci sarà nuova edizione del benemerito festival. Ma Taranto, che pur si vanta di avergli dato i natali, non ha, ad oggi, reso onorata la sua casa natale in quella bella piazza Monte Oliveto dove da poco è stato riaperto all’arte e alla preghiera dei devoti il santuario della Madonna della salute, a cura della diocesi tarantina. Quel rudere con quella lapide è segno purtroppo, com’è ancor oggi un essere di scarsa sensibilità ed è cosa civilmente indecorosa. Ma torniamo all’illustre critico Paolo Isotta. Scrive: “Paisiello, a pieno titolo, può considerarsi un geniale precursore dello stile classico-romantico, uno dei protagonisti della musica quale compositore delle autorità e di successi quasi senza rivali, autorità e successi estesi da Parigi a Pietroburgo”. Fu considerato uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta opera buffa, maestro di cappella dell’imperatrice Caterina II di Russia, e poi a Parigi musicista preferito alla corte di Napoleone, per il quale imperatore, in occasione dell’incoronazione a Notre Dame, scrisse il “Te Deum”; opera che meravigliò gli studiosi del suo tempo.

E tuttavia, per Paolo Isotta, Paisiello alle sue opere buffe preferiva una sua opera tragica, la “Fedra”, ed è il lato della sua vasta opera tra commedia e tragedia, che purtroppo viene poco considerata. Ma Paisiello, per Paolo Isotta, fu musicista tragico. La “Fedra” è del 1788, ma non dimentichiamo “I Pittagorici”, “I giuochi di Agrigento”, “ElFrida”. Autore tragico dunque oltre che notoriamente comico. Ma il critico Isotta dice che oltre che musicista “buffo” fu anche un genio molto vicino al giovane Beethoven; anzi al musicista Haydn Paisiello è parente stretto con la sua scrittura orchestrale, di una fantasia e di una novità che anticipa “Il sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn con la combinazione degli oboi, dei clarinetti, dei fagotti che sono solo di Paisiello; resta da dire che non meno elisio è il genio melodico che, munitosi di schiettezza musicale quasi asimmetrica, rende la musica di sorpresa in sorpresa. E ancor più rilevante è la concezione formale, il peso attribuito al coro, il fatto che i pezzi di insieme prevalgano sulle arie solistiche. Il giudizio critico dell’illustre musicologo, ci fa riflettere ancor più che siamo di fronte ad un genio musicale che apre la via ad altri grandi compositori, da Mozart a Rossini e sin anche a Donizetti. Ancor di più tutto ciò perché Taranto consacri, attraverso il festival settembrino, il nome di tanto suo cittadino il cui busto è visibile sulla facciata dell’opera di Parigi. E allora onoriamolo e rispettiamone la casa natale, che è come un rispettare la civiltà dell’arte nella civiltà di un popolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche