14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca News

Strage di pecore, scatta l’allarme

I proprietari sono costretti ad anticipare ingenti somme sperando poi nei rimborsi della Regione

Pecore
Pecore

MARTINA FRANCA – Oltre una quarantina di pecore sono state assalite, qualche notte, fa da un branco di lupi nelle campagne tra Martina Franca e Villa Castelli, in contrada Trazzonara. Trentatrè ovini sono stati uccisi, cinque pe­core sono disperse a seguito del­la incursione dei lupi ed altre otto sono rimaste ferite.

“Un danno di non poco conto per l’allevatore Cataldo Elia, titolare di Masseria Varrone. Non è la pri­ma volta che nelle campagne tra la provincia di Taranto e Brindisi si registrano attacchi di lupi in alle­vamenti di ovini ma anche di ca­prini, di cavalli e asini- dice la Cia Due Mari- non si fermano, dunque, i danni arrecati dalla fauna selva­tica agli allevamenti del territorio. Oltre alla perdita dei capi, gli alle­vatori sono costretti a sborsare in­genti somme (60 euro circa a capo) per lo smaltimento delle carcasse. Somme che devono essere antici­pate, sperando poi nei rimborsi da parte della Regione Puglia e nei contributi per il ristoro dei capi persi.

Insomma oltre al danno la beffa.

La problematica dei danni da sel­vatici è, ormai, diventata insosteni­bile. La crescita dell’incidenza dei danni è esponenziale. I problemi e i danni si riscontrano su diversi piani.

Sul piano economico-produttivo per le aziende agricole rendendo impossibile esercitare l’attività agricola con fenomeni di abban­dono. Sul piano ecologico-am­bientale, a causa di abbandono si verificano conseguenze sulla tenu­ta dell’asseto idrogeologico dei ter­ritori, crescono le alterazioni eco­sostenibili e disequilibri tra specie con estinzioni di animali caratteri­stici dei nostri territori.

Sul piano civilistico-salutistico, con una protezione non gestita dei selvatici si stanno diffondendo ma­lattie agli animali da reddito e/o domestici, crescono episodi di in­cidenti stradali, e anche se sporadi­che aggressioni all’uomo”.

A tal propostio dichiara il presi­dente della Cia – Agricoltori Ita­liani Due Mari Piero De Padova: “L’attuale legislazione europea ed italiana è obsoleta in quanto nata in un contesto temporale in cui risultava prioritario focalizzarsi sulla conservazione della fauna in via di estinzione. Oggi la situazio­ne è cambiata accanto a specie da tutelare ci sono specie che sono diventate in sovrannumero, addirit­tura infestanti. Nel mese di maggio abbiamo presentato sia al Ministro dell’Agricoltura che a tutti gli As­sessori Regionali delle Politiche Agricole un progetto di radicale riforma della legge 157/92. Sono stati individuati dei punti salenti da riformare, il primo è nel principio di fondo della legge, passare da “protezione” a “gestione”, occor­re ricercare e mantenere la densità giusta delle singole specie in equi­librio tra loro e compatibilmente con il territorio. Il secondo punto è nel distinguere la gestione della fauna selvatica dall’attività venato­ria – continua De Padova – la ge­stione è intesa come governo di un territorio, l’attività venatoria come attività ludico-ricreativa, la fauna selvatica va gestita tutto l’anno e va programmata con la parteci­pazione di tutti i portatori d’inte­resse. Un altro punto è l’autotutela degli agricoltori. riteniamo che gli agricoltori, sentito il parere dell’I­SPRA, sui propri fondi possa agire in autotutela”.

“Ribadiamo ancora una volta – dichiara il direttore della CIA – Agricoltori Italiani Due Mari Vito Rubino – che il risarcimento del danno agli allevatori deve essere integrale sia dei danni diretti che indiretti, e dovrà comprendere an­che il valore genetico nel caso di aggressioni di animali. Abbiamo chiesto al Ministro delle Politiche Agricole di farsi promotore per ri­formare la Regolamentazione Eu­ropea degli aiuti di Stato, in quanto i danni subiti dalla fauna selvatica non devono essere considerati aiuti di Stato, ma risarcimento per danni subito da fauna selvatica patrimo­nio dello Stato”

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