«Il nuovo Governo riparta dalla questione ex Ilva» | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 08:45:00

Cronaca News

«Il nuovo Governo riparta dalla questione ex Ilva»

Grido d’allarme dalla Fiom. I nodi Altoforno 2 e immunità penale

L'ex Ilva ora Arcelor Mittal
L'ex Ilva ora Arcelor Mittal

Il nuovo gover­no che nascerà dall’accordo tra Movimento Cinquestelle e Par­tito Democratico deve riparti­re dalla questione ex Ilva. È la Fiom Cgil che definisce quel­la che riguarda ArcelorMittal «una delle più minacciose, tra le molte vertenze ancora bloc­cate e che restano appese al filo sottile della crisi di governo».

Le questioni sul tappeto sono due, e sono assolutamente fon­damentali per il proseguimento dell’attività produttiva del sito di Taranto: il cosiddetto “esi­mente penale” e lo stop dell’Al­toforno 2.

«Non c’è solo l’esito del tavolo tecnico sulla situazione del­lo stabilimento di Taranto fra i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, l’a­zienda e i commissari in am­ministrazione straordinaria. Rimangono ancora troppe le incertezze legate allo stabili­mento di Taranto, il cui destino si intreccia con i siti di Corni­gliano e Novi Ligure» dicono i metalmeccanici della Cgil.

Per Gianni Venturi, segretario nazionale e responsabile del­la siderurgia per la Fiom, resta infatti «necessario sbloccare il decreto imprese che ancora non è stato pubblicato sulla Gazzet­ta Ufficiale e che introduce per l’ex Ilva una norma che modifi­ca quanto stabilito dal decreto crescita, fissando al 6 settembre il superamento delle esimenti penali per ArcelorMittal».

A questo si aggiunge poi la ne­cessità di scongiurare il rischio di spegnimento dell’altoforno 2 che «metterebbe in serio peri­colo la produzione complessiva a Taranto con le inevitabili ri­cadute che riguarderebbero al­meno un migliaio di lavoratori».

Sono già 1.700 i lavoratori dell’Ilva in amministrazione straordinaria in cassa integra­zione, così come sono 1.400 coloro che dal primo giorno di luglio sono interessati dalla cassa integrazione ordinaria in ragione delle difficoltà del mer­cato dell’acciaio. «Questa situa­zione – continua Venturi – rende evidente l’urgenza di decisioni chiare pur in una condizione di particolare delicatezza istitu­zionale derivante dalla crisi di governo e dai conseguenti svi­luppi».

La Fiom ritene quindi «fonda­mentale» la convocazione di un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali non appena si sarà definito il quadro politico-istituzionale».

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