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Giochi 2026, «Insieme, per vincere la sfida»

Piero Bitetti: Taranto unita in vista dei Giochi. Va riconosciuto il giusto merito al Comune

Giochi del Mediterraneo
Giochi del Mediterraneo

«L’attribuzione a Taranto dell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo nel 2026 dovrebbe rappresentare un motivo di orgoglio per l’in­tera comunità ionica e invece così non è. Subito si affacciano dubbi sulle nostre capacità di essere all’altezza di un evento di tale portata per non parlare dell’attività quasi compulsiva a ridimensionare i meriti dell’Am­ministrazione comunale e del sindaco di Taranto Rinaldo Me­lucci». Così il consigliere comu­nale e provinciale Piero Bitetti.

«Proprio non ce la fanno, alcuni personaggi, a distinguere i fatti dalle opinioni. Il fatto, oggettivo e dunque incontrovertibile, è che la nostra città sarà protagonista di un movimento sportivo inter­nazionale che porterà tanti bene­fici al nostro territorio. Non solo risorse economiche ma anche in­frastrutture e visibilità mediatica in un’ottica di complessiva valo­rizzazione del nostro territorio. Sarebbe quindi il caso di gioire e non di sollevare, già da subi­to, perplessità. Si riconosca anzi, senza apparire più realisti del re, il giusto merito al Comune di Taranto e agli altri soggetti che hanno contribuito a traguardare questo risultato storico. Solo in un secondo momento si passi a discutere delle visioni di futuro da proporre ai cittadini, delle scelte da operare, delle cose da fare. Su questi temi il confronto è legittimo e direi persino indi­spensabile. Ma questo non signi­fica, o non dovrebbe significare, mettere in discussione quanto di buono è stato fatto in questa spe­cifica circostanza. Distinguere i fatti dalle opinioni rappresen­ta, dovrebbe rappresentare, una questione di maturità che do­vrebbe interrogare soprattutto la nostra classe dirigente. Mi per­metto quindi di lanciare un ap­pello alla responsabilità affinché ciascuno di noi, per il ruolo che ricopre, possa dare una mano per la migliore riuscita possibile dei Giochi. È un appello che mi sento di rivolgere al mondo delle imprese, ovviamente alle società sportive, alle realtà associative e al mondo della scuola, alle isti­tuzioni locali e agli esponenti del mondo politico che, ai vari livelli, rappresentano il territo­rio ionico. Dobbiamo insomma dimostrare, ora più che mai, ma­turità e senso di appartenenza alla nostra terra».

«Le Olimpiadi del Mediterraneo saranno sicuramente una grande occasione per la città di Taranto e per molti comuni della provin­cia: ma non per Palagiano» nota con rammarico Preneste Anzo­lin.

«Dieci Comuni in provincia, ol­tre Taranto, ospiteranno le gare e negli impianti di alcuni di essi si svolgeranno anche le discipline paraolimpiche; negli impianti di altri sette comuni, poi, i 4.000 atleti partecipanti potranno al­lenarsi. Ma a Palagiano no! E come sarebbe stato possibile! E dove sarebbe stato possibile! Forse l’unica possibilità avrebbe potuto essere costituita dal “Pa­lazzetto dello sport”, ma quella struttura, il cui avvio dei lavori risale al 1983, è ancora incom­piuta e abbandonata al degrado da lungo tempo, nonostante tutte le amministrazioni che si sono succedute ne abbiano fatto og­getto di grande propaganda».

«Ovviamente – continua Anzolin – come sempre accade, ognuno addurrà le proprie motivazioni e saprà indicare presunte respon­sabilità e ritardi di altri e/o la mancanza di risorse. La verità è che, a fronte del tanto, troppo, tempo trascorso, nessuna “moti­vazione” può essere più ritenuta accettabile e non restano che le gravi responsabilità. E, intanto, Palagiano a perso un’altra buona occasione!

Ora, vogliamo augurarci che almeno questa occasione persa possa costituire forte impulso per l’amministrazione in cari­ca per accelerare le procedure, adottare tutti i provvedimenti necessari per cantierizzare in tempi strettissimi il completa­mento della struttura. E chissà che non si riesca ad approfittare dei tempi supplementari. Un’ul­tima annotazione a margine, ma non troppo. Se la situazione delle strutture sportive a Pala­giano è così grave e deficitaria è anche conseguenza della col­pevole mancata adozione del­la strumentazione urbanistica generale (PRG prima e PUG dopo), prescritta come obbligo dalla normativa nazionale e re­gionale dal 1980. Nell’ambito di tali strumenti urbanistici, infatti, si sarebbero dovute individuare le aree per il recupero degli stan­dard e, tra questi, anche quelle per l’impiantistica sportiva».

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