09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 08:03:03

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Martina Franca, perizia psichiatrica per la cantante

Artista giapponese accusata di aver perseguitato direttore d’orchestra

Il momento dell’arresto davanti a Palazzo Ducale
Il momento dell’arresto davanti a Palazzo Ducale

MARTINA FRANCA – Una vi­cenda di stalking a dir poco sin­golare, iniziata un mese fa a latere del Festival della Valle d’Itria e ap­prodata in aula, in Tribunale a Ta­ranto, dove la cantante e il direttore d’orchestra si sono ritrovati faccia a faccia. Lei, imputata, con l’accusa di atti persecutori, Ayko Miyamo­to, 29 anni, giapponese, già allieva dell’ “Accademia del bel canto” di Martina. Lui, Sesto Quatrini, 35 anni, direttore nei principali teatri del mondo, parte civile, costretto a spostare le prove di un concerto a Dusseldorf per poter testimoniare al processo.

Dinanzi al giudice mo­nocratico Sara Gabellone, Quatri­ni, assistito dall’avvocato Giuseppe Campanelli, il maestro ha ribadito quanto denunciato nei vari episodi succedutisi nell’arco di un anno in Italia e all’estero. Gli ultimi, in ordine di tempo, a Martina il 29 e il 30 luglio, giorni in cui erano in corso prove e spettacoli della ras­segna internazionale martinese. Quatrini ha spiegato di aver vissuto momenti di ansia e paura, costret­to a muoversi e persino a dirigere sotto scorta l’opera di maggiore interesse mediatico dell’edizione 2019 della rassegna lirica, Ecuba di Manfroce. “La sera in cui ho di­retto la prima di Ecuba c’erano la diretta su Radio3 e le riprese della Rai. Nella serata più impegnativa, sono rimasto fuori da Palazzo Du­cale, per motivi precauzionali, fino ad un quarto d’ora prima dell’inizio dell’opera. Ero in un fortissimo sta­to di tensione malgrado sapessi che i carabinieri vigilavano e svolgeva­no il loro lavoro anche per garan­tire la mia sicurezza”. Mentre gli applausi del pubblico sancivano il successo dell’opera, i militari del­la compagnia di Martina, di fronte all’ulteriore violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi fre­quentati dalla vittima, arrestavano la ragazza che si era barricata in un bagno, prelevandola con l’aiuto del personale del 118 e dei vigili del fuoco.

Quatrini ha manifestato la sua preoccupazione per l’incolumi­tà dei suoi cari. “Ero preoccupato non solo per me ma soprattutto per la mia compagna e i miei familiari anche loro destinatari di inquietan­ti messaggi minatori della ragazza. Come se non bastassero l’ansia e la paura – ha sottolineato il maestro – ancora adesso devo fare i conti con non poco imbarazzo. Questa vicenda mi crea una pubblicità che non gradisco, voglio essere cono­sciuto per la mia carriera artistica non perché vittima di stalking. Per questo continuo a rifiutare tante ri­chieste di interviste”. Nell’udienza, durata circa tre ore, la mezzoso­prano giapponese ha reso dichiara­zioni spontanee piuttosto sorpren­denti. Prima ha messo in dubbio l’identità di Quatrini: “Non è lui il maestro”. Ma è stata smentita dai documenti esibiti su richiesta del difensore della stessa imputata, av­vocato Gaetano Vitale. Poi ha re­spinto gli addebiti e ha fornito una sua versione dei fatti sostenendo di “sentirsi perseguitata” e di essere accusata ingiustamente dal mae­stro costretto a farlo per presunte minacce.

Il difensore dell’imputata ha chie­sto e ottenuto dal giudice la perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di stare in giudizio (fa­vorevole il parere del pm Daniela Putignano). Nella prossima udien­za, l’11 settembre, sarà affidato l’incarico allo psichiatra Francesco Scapati. Intanto, la Miyamoto resta ai domiciliari in una comunità di accoglienza a Taranto sia per l’ar­resto in flagranza a Martina sia per il nuovo provvedimento restrittivo, i domiciliari del gip del tribunale di Piacenza che ha disposto l’ag­gravamento della misura per le violazioni contestate a Martina.

 

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