17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca News

Ex Ilva, «Si rischia di perdere 500 posti di lavoro»

Francesco Rizzo coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto
Francesco Rizzo coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto

«Si sta attuando una mattanza nell’indotto locale che coinvolge direttamente le aziende in appalto allo stabilimento ex Ilva gestito da ArcelorMittal. Nel cambio di appalto aziende come Castiglia, Quadrato, Chemipul e Sodexo, che impiegano in totale circa 1.000 unità, si rischia di perdere sino a 500 posti di lavoro a causa dei numerosi contratti in scadenza che, appunto, con le aziende che perdono gli appalti, non vengono riconfermati. L’indebolimento dell’indotto locale gioca a favore della Alliance Green Services, una società di servizi controllata dalla stessa Arcelor Mittal».
Lo afferma l’Usb in merito all’indotto del siderurgico tarantino.

«Ribadiamo quanto già detto pochi giorni fa proprio su questo argomento, e cioè – dichiara Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb Taranto – che contro gli accordi stipulati e contro tutti i proclami, Arcelor Mittal persegue il suo progetto di azzeramento delle aziende dell’indotto, e questo è solo l’inizio. Massimizzare il profitto e minimizzare i costi porta solo al ribasso in termini di sicurezza e diritti dei lavoratori. Al sindaco di Taranto e al presidente di Confindustria Taranto diciamo in maniera chiara che c’è bisogno di intervenire vigorosamente ed in tempi immediati a tutela dei lavoratori e delle aziende locali. Questa situazione può avere un impatto sociale devastante perché con l’esclusione dall’appalto di aziende storiche andiamo incontro al collasso della già debole economia locale».

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