17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca News

Indotto del Siderurgico, «Schiaffo alle imprese del territorio»

Casartigiani Taranto: «Trasporto tagliato fuori»

Le imprese di trasporto
Le imprese di trasporto

«Indotto trasporto tagliato fuori». È l’allarme lan­ciato da Casartigiani in merito alle aziende dell’indotto del si­derurgico.

«Nei giorni scorsi tutte le azien­de partner di Arcelor Mittal han­no ricevuto un nota con la quale la stessa lamenta il proseguire della crisi dell’acciaio in Euro­pa, infatti, le commesse in cam­po automobilistico, industriale e costruzioni sono deboli, Inoltre, il continuo sforzo per l’ambien­talizzazione perpetuato vede l’azienda impegnata fortemente, tutto questo costringe la stessa a chiedere ai propri fornitori una diminuzione delle tariffe di tra­sporto minimo al 5% sul com­penso applicato nel 2019. Tale richiesta è assurda – commenta Giacinto Fallone, presidente del­lo Sna Casartigiani Taranto sez. autotrasporto conto terzi – viag­giamo da anni con tariffe che non rispecchiano i costi soste­nuti, che ha prodotto un mercato delle stesse, grazie all’utilizzo di provvigioni spesso diverse tra i vari soggetti intermediari, con range che varia dal 4% al 18% sulla tariffa pagata da Ex Ilva, tutto questo porterebbe a viag­giare con tariffe da fame che non permetterebbero di rispet­tare i costi minimi per garantire la sicurezza dei mezzi, le paghe contrattuali ai dipendenti».

«Giunge in piena estate come un fulmine a ciel sereno, questa lettera di Arcelor Mittal, sen­za nessuna contrattazione con i sindacati datoriali degli autotra­sportatori e della logistica, una revisione delle tariffe a ribasso già al minimo da anni, visto i vari cari benzina e alla crisi delle aziende causata dal man­cato pagamento delle fatture del 2015 con a.s. Ilva. Insomma uno ulteriore schiaffo alle imprese del territorio con la minaccia di utilizzare aziende fuori dal territorio – commenta Stefano Castronuovo, segretario di Casartigiani Taranto che aggiun­ge – abbiamo scritto ai nostri parlamentari ionici, in maniera che si possa affrontare il prima possibile questo grave problema, che ancora una volta penalizza il territorio».

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