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Il grande rimpianto di Thomas Fabbiano

Agli Us Open il sangiorgese non replica l’impresa compiuta al primo turno

Thomas Fabbiano
Thomas Fabbiano

Si è chiuso con due vittorie e due sconfitte il “super thursday” a Flushing Meadows per i tennisti italiani. Berrettini e Lorenzi si sono in­fatti qualificati per il terzo turno dello Slam statunitense mentre sono usciti di scena Fabbiano (con molti rimpianti) e Sonego.

E’ sfumato il possibile derby tricolore al terzo turno.

Thomas Fabbiano non è riusci­to a dare seguito all’impresa dell’esordio.

Il 30enne pugliese di San Gior­gio Jonico, numero 87 Atp, alla quarta partecipazione nel main draw a Flushing Meadows dove nel 2017 ha raggiunto il terzo turno, protagonista dell’elimi­nazione dell’austriaco Dominic Thiem, numero 4 del ranking e del seeding (non in perfette condizioni), primo top-five bat­tuto in carriera, è infatti stato sconfitto per 67(3) 57 64 63 63, dopo tre ore e quaranta minuti di lotta, dal kazako Alexander Bublik, numero 75 del ranking mondiale, alla sua prima par­tecipazione allo Slam a stelle e strisce. “Dovrò stare attento perché lui è capace di tirare vin­centi da ogni parte del campo”, aveva detto Thomas alla vigilia, nonostante il piccolo vantaggio psicologico di aver vinto in tre set l’unico precedente disputato lo scorso anno negli ottavi del challenger di Ilkley (erba).

Fabbiano è partito bene al­lungando sul 4-1: ha difeso il vantaggio fino al 5-2 ma poi si è fatto riagguantare (5-5) pri­ma di imporsi al tie-break per 7 punti a 3 dopo essere stato indietro 1-3. Grande equilibrio anche nel secondo parziale con il 22enne di Gatchina costretto però a salvare palle-break a ri­petizione (primo, terzo, quinto e nono game): nell’undicesimo gioco il pugliese è finalmente riuscito a strappargli il servizio e poi, dopo aver cancellato due chance per il contro-break, ha chiuso per 7-5.

Una fiammata di Bublik nel de­cimo gioco della terza frazione, sotto forma di quattro risposte robuste, ha permesso al kazako di strappare il servizio all’az­zurro, di aggiudicarsi il set (6-4) dimezzando lo svantaggio. Sostenuto da un servizio a dir poco devastante Bublik ha pre­so un break di vantaggio anche nel quarto parziale, chiusi poi per 6-3. Nel quinto set il kaza­ko ha tolto la battuta all’azzurro nel quinto game e replicando al nono (6-3) su un diritto d’attac­co incrociato tirato furi da Fab­ Bublik

biano, completando così la sua incredibile rimonta. Per Bublik ben 48 ace.

Molti rimpianti per il tennista sangiorgese.

Ha invece fallito il secondo esa­me di spagnolo Lorenzo Sone­go.

Il 24enne torinese, numero 49 Atp, alla seconda partecipazio­ne allo Slam newyorkese (nel 2018 da lucky loser eliminò Gilles Muller e poi cedette a Khachanov), dopo aver liqui­dato all’esordio in tre set Mar­cel Granollers, numero 91 del ranking mondiale, ha ceduto per 62 64 62, in un’ora e 54 minuti di partita, a Pablo Andujar, nu­mero 70 Atp, approdato per la prima volta in carriera al terzo turno (in sette partecipazioni).

Un bilancio dei precedenti con il piemontese che ha vinto l’ulti­mo, giocato a febbraio al primo turno di Cordoba, in Argentina.

Un Sonego particolarmente falloso ha ceduto due volte il servizio nel primo set (primo e settimo gioco) con Andujar che se lo è aggiudicato per 6-2. Spa­gnolo chirurgico anche nella seconda frazione, portata a casa (6-4) grazie ad un break al terzo game.

Giornata no per il piemontese che ha ceduto il servizio anche in avvio di terzo set e di nuovo nel terzo gioco riuscendo solo a rendere un po’ meno severo il risultato finale (6-2).

Prima volta al terzo turno di Flushing Meadows per Matteo Berrettini: il 23enne romano, numero 25 del ranking mon­diale e 24esima testa di serie, alla seconda presenza nel tabel­lone principale degli US Open (dodici mesi fa fu eliminato all’esordio), dopo il successo in quattro set sul francese Richard Gasquet, numero 36 Atp, si è imposto per 75 76(5) 46 61, in poco meno di tre ore di gioco, sull’australiano Jordan Thomp­son, numero 55 Atp.

Matteo ha vinto l’unico pre­cedente contro il 25enne di Sydney, disputato negli ottavi del futures di Santa Margherita di Pula quattro anni fa.

1 Commento
  1. ENZO 3 mesi ago
    Reply

    Ho visto in diretta l’incontro tra il nostro Fabbiano contro il Kazaco e, non essendo un tecnico, mi sono chiesto dei perchè. Il Kazako tirava cannonate da tutte le parti e il risultato di 48 ace è il conto di quelle staffilate e la mia domanda da incompetente era la stessa: perchè Fabbiano al lancio del Kazaco si posizionava sempre al limite della sua area non si spostava un poco più verso il centro in modo tale da poter almeno riparare ad alcune delle cannonate ? Ogni volta mi veniva da gridare: “spostati più a sinistra. Niente da fare e l’avversario infilava continuamente i suoi “ace”. Perchè tutto questo ? E’ la domanda di un tifoso e solo tifoso.

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