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Provincia di Taranto in festa con i Santi Patroni

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

La Chiesa di Santa Maria in Campitelli di Grottaglie
La Chiesa di Santa Maria in Campitelli di Grottaglie

Questa settimana il commento del prof. Antonio Fornaro sarà incentrato su tre ri­correnze religiose che si svolgono nella provincia di Taranto e, più precisamente, i santi patroni di Pulsano, San Gregorio a Mandu­ria e la Madonna di Campitelli a Grottaglie.

Intanto vediamo i santi della settimana che va dal 2 al 9 set­tembre; San Gregorio I, Santa Rosalia patrona di Palermo, San Pietro Van Tu, Sant’Eleuterio di Spoleto, San Marco Crisini e San Sergio I.

Questa settimana la Chiesa fe­steggia la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Misericordia, del Divin Pastore, Della Pietà, Della Stella e Natività di Maria.

Questi i detti della settimana: “Della luna settembrina sette lu­nazioni si indovinano”, “Di San Mattia il primo tordo è mio” (è aperta la caccia), “Di San France­sco le melograne si mettono nel canestro”, “La vigna necessita di costante cura”, “L’acqua piovana non sta ferma in cielo”.

Affollate le effemeridi di questa settimana di Giuseppe Cravero. Dal 2 al 9 settembre 1901 si svol­se a Taranto nella Chiesa di San Domenico il congresso cattolico che vide la partecipazione di tre cardinali e di numerosi vescovi e arcivescovi.

A causa delle proteste anticleri­cali non fu effettuata la già pro­grammata processione conclusi­va dell’evento.

Il 2 settembre 1923 Taranto fu staccata amministrativamente da Lecce e diventò autonoma. Nac­que così la provincia dello Jonio il cui primo presidente fu Nicola Mattei.

Il 5 settembre 1803 morì il gene­rale francese Laclos che fu sepol­to per suo volere nell’Isola di San Paolo.

Successivamente la sua tomba fu profanata e si dispersero le tracce del defunto generale.

Il 7 settembre 1934 Benito Mus­solini venne a Taranto per inau­gurare il Palazzo del Governo e nel primo pomeriggio in via Garibaldi, all’altezza della Disce­sa Vasto dette il primo colpo di piccone al Palazzo Saracino. Con tale atto furono abbattute le case fatiscenti e furono costruite le at­tuali palazzine di Via Garibaldi.

I pulsanesi festeggiano i santi pa­troni Trifone e la Madonna dei Martiri.

La tradizione popolare vuole che la devozione per San Trifone sia stata introdotta nel paese nel XVI secolo in un anno in cui le cam­pagne furono invase dalle caval­lette.

La gente, disperata, si recò nella Chiesa Madre, e portò in pro­cessione tutte le statue dei santi presenti in Chiesa. Quando uscì il quadro raffigurante San Trifone, per miracolo le cavallette abban­donarono Pulsano e si diressero verso il mare.

Nella Chiesa di Santa Maria la Nova al Santo è dedicato un alta­re e una statua a grandezza d’uo­mo che lo raffigura con la gola ta­gliata e con la palma del martirio.

I pulsanesi scelsero come loro Pa­trono ai tempi dei fatti di Otranto del 1480 anche la Madonna detta Dei Martiri.

La leggenda narra che sia stato un generale turco a far dono ai pulsanesi dell’immagine della Madonna perché rimase colpito dalla fede dei soldati pulsanesi guidati da Giovanniantonio delli Falconi, anche se poi finirono per essere massacrati nella battaglia a Otranto contro i Turchi.

La seconda festa patronale della settimana è quella di San Grego­rio a Manduria che lo festeggia come patrono della città.

I manduriani festeggiano il loro patrono due volte durante l’anno: il 12 marzo quando si ricorda il giorno della morte di San Grego­rio.

Per l’occasione la festa è soltanto liturgica. Il 3 settembre si ricor­da la elezione di San Gregorio a Pontefice ed è festa civile e reli­giosa.

Anticamente i manduriani ebbero come loro patroni l’Immacolata, San Carlo Borromeo e San Pie­tro. Elessero San Gregorio come loro patrono nel 1700 perché fu­rono liberati per intercessione del Santo dalla peste. Alla fine del 1900 fu realizzata dal cartapesta­io leccese Raffaele Caretta una statua del Santo.

L’ultima festa tradizionale della provincia per questa settimana è quella in onore della Madonna di Campitelli a Grottaglie.

I grottagliesi venerano oggi la Madonna di Campitelli nella par­rocchia a Lei intitolata dall’anno 2000.

Nella Chiesa si conserva una piccolissima tela che raffigura Sant’Anna e lateralmente la Ma­donna Bambina. Si tratta di una tela databile intorno al 1500 che probabilmente fu commissionata da qualcuno per grazia ricevuta.

Sulla parete della Cappella dalla quale è stata salvata la parte della tela oggi esposta nella Parrocchia c’era un trittico che rappresentava Sant’Apollonia, la Sacra Famiglia e Sant’Agata.

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