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Il flop delle “big”: ma Taranto guarda oltre

Al via la preparazione per la gara di Casarano dopo la sconfitta casalinga con il Brindisi

Le squadre in campo (foto Capriglione da tarantofc.it)
Le squadre in campo (foto Capriglione da tarantofc.it)

Plumbeo. È stato un lunedì grigio, quello trascorso, per il Taranto. Di certo, non ciò che ci si aspettava di vive­re all’indomani del debutto in campionato dell’ambiziosissima squadra affidata ad un tecnico di spessore quale Nicola Ragno. Inu­tile nascondere la delusione per la sconfitta casalinga contro il Brindisi neopromosso, che per la prima volta ha violato il campo dello stadio Erasmo Iacovone con un gol al 90’, dopo una partita in cui a rendersi più pe­ricolosi erano stati decisamente i rossoblù – il cui gioco però, va detto chiaramente, non ha convinto.

Ci ha messo la faccia nel dopogara, parlan­do ai microfoni di Studio 100 tv, Giuseppe Genchi: «Ho sbagliato, avrei dovuto far gol in almeno in una delle due occasioni che mi si sono presentate: una squadra che deve vincere il campionato non può permettersi questi errori. E quando ti rendi conto che non puoi vincere, devi essere bravo a non perder­la. Una lezione che ci servirà per il futuro. Peccato perché volevamo cominciare bene, anche se la sconfitta è una punizione eccessi­va dato che il Brindisi ha portato a casa l’in­tera posta in palio sfruttando la nostra unica indecisione» le parole del centravanti del Ta­ranto. «Era la prima di campionato e in avvio si stagione è normale essere un po’ lenti; sia­mo stati poco lucidi, incapaci di concretizza­re le palle gol che abbiamo creato, dobbiamo migliorare» gli ha fatto eco Leo Guaita.

«Pensiamo a rialzarci» le parole di Nicola Ragno. Il tecnico ha incassato la fiducia della società («ringrazio il presidente» ha com­mentato) e spiegato la ‘sua’ partita: «Verso la fine del match pensavo che anche il pareggio potesse starci stretto… il Brindisi si è difeso, portando a casa la vittoria con un solo tiro in porta. Noi non abbiamo concesso nulla, ma non l’abbiamo buttata dentro; in alcune giocate ci è mancata la manovra, anche se ho avuto la sensazione che la palla non volesse entrare». Ragno non mette comunque Gen­chi sul banco degli imputati: «Non facciamo processi, mi auguro solo che da domenica prossima si concretizzi di più. La rabbia, e la delusione, è che il Brindisi ha vinto con un solo tiro in porta. Andiamo avanti. Certo, volevo partire con il piede giusto, ma nè io nè i calciatori intendiamo abbatterci». Ragno ha citato anche Andria e Foggia, le cui sconfitte «non sono un caso» perchè «questo è un gi­rone difficile» per ribadire che «non esistono squadre che “ammazzano il campionato”» nè «corazzate». Proprio la caduta delle big è sta­to il segno distintivo di una giornata strana, tipica di inizio stagione – a cui hanno fatto seguito le clamorose dimissioni da allenatore del Foggia di Amantino Mancini, ex calcia­tore di Roma e Inter. Certo, il Taranto deve svoltare subito, a partire dalla prossima par­tita, domenica in trasferta: la complessa gara di Casarano. Da segnalare la querelle tra la società del Taranto e Canale 85, emittente che ha lamentato il fatto di aver visto i suoi giornalisti posti in gradinata e non in tribu­na stampa. “Il Gruppo Editoriale Distante era stato in precedenza informato; sono stati, inoltre, assicurati n.9 accrediti nel pieno ri­spetto delle normative vigenti; nessun boi­cottaggio, quindi, tanto che una telecamera era presente sul terreno di gioco e, fatto non secondario, nostri tesserati hanno risposto alle domande dei vostri cronisti” la replica diffusa dal club presieduto da Massimo Gio­ve. Ad intervenire anche la Fondazione Ta­ras che “invita il presidente Giove e l’ufficio stampa del club a ricomporre ogni attrito con gli operatori dell’informazione, a riconoscere e rispettare ruoli e professionalità al lavoro, guidando anche in tal modo una scrupolosa professionalizzazione della struttura societa­ria”.

1 Commento
  1. Vincenzo 3 mesi ago
    Reply

    Anch’io, abbonato per le partite del Taranto, sono rimasto basito a vedere una squadra messa in campo non per vincere il campionato ma per cercare di salvarsi. Ho visto giocatori reduci da una bevuta collettiva di cammomila diluita in un misto di medicinali usati per dormire. L’unico che, secondo me, si è salvato è il giocatore di colore che meritava il gol in almeno una delle occasioni capitate. Difesa da rivedere perchè è sembrata carica di paura con tanti passaggi al portiere. Secondo me, e spero ardentemente di sbagliare, anche quest’anno vedremo vincere altri.

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