21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca News

Brindisi: no al carbone per Taranto. La video-dichiarazione

Riccardo Rossi
Riccardo Rossi

Nasce un caso fra Taranto e Brindisi. Un sorta di derby del carbone, in questa circostanza. I fatti: Arcelor Mittal ha bisogno di un approdo per scaricare car­bone, visto che a Taranto è sotto sequestro la banchina del quarto sporgente dove il 10 luglio una tragica tromba d’aria spezzò una gru e la vita di Cosimo Massaro.

Arcelor Mittal si sarebbe quindi rivolta all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che governa anche il porto di Brindisi. E qui è insorto il sindaco Riccardo Rossi. Il primo cittadino, in un vi­deo pubblicato su facebook, ha spiegato la propria posizione: «Siamo assolutamente contrari. Brindisi ha avviato la stagione ver­so la decarbonizzazione. Finalmente stiamo intravedendo la fine dell’uso del carbone a Brindisi anche all’interno delporto. L’utiliz­zo di questa banchina, quella delle crociere, va contro le nostre idee».

«Il porto di Brindisi – dice ancora Rossi – si deve sviluppare in altre direzioni: traffico passeggeri, crociere, merci. Non vogliamo­più essere asserviti al carbone con ricadute ambientali importanti. In questo caso, poi, il carbone arriverebbe a Taranto attraverso centinaia di camion che attraverserebbero la città, la circonvallazione e la provincia.Per questo esprimeremo parere negativo. Il por­to di Brindisi deve avere tutt’altra storia».

Venerdì la questione sarà affrontata in una riunione convocata dal presidente dell’Auto­rità di Sistema, Ugo PatroniGriffi. In quella sede il Comune di Brindisi con il sindaco Rossi esprimerà, come annunciato, parere negativo. Quale sarà la decisione dell’Auto­rità di Sistemadi fronte alla netta opposizio­ne del Comune di Brindisi? C’è il rischio di un conflitto tra Porto e Comune? Staremo a vedere.

Il problema, come detto, è nato in quel­la drammatica sera di luglio. Un inciden­te drammatico, tre gru finite una su l’altra e quella dove manovrava Massaro finita in mare. Dello sfortunato gruista di Fra­gagnano non si ebbero notizie per diversi giorni. Poi, tre giorni dopo, il ritrovamen­to del corpo di Cosimo Massaro ad opera dei sommozzatori dei carabinieri. Il corpo di Massaro era nel vano argani, ad alcuni metri di profondità. Immediate le pole­miche, lo scontro tra sindacati e azienda e, ai funerali, in una piazza gremita e pro­fondamente commossa a Fragagnano, le durissime parole dell’arcivescovo Filippo Santoro: «Quest’ennesima morte è un’altra lezione dolorosa e insopportabile di come le politiche industriali e la complessità del sistema di questo grande stabilimento non siano ancora allineati con il vero benessere dell’uomo. C’è un vento malefico che ogni volta sembra vincere sul vento buono delle rette intenzioni e sullo sguardo propositivo sul futuro».

Siamo contrari alla richiesta di Arcelormittal, ex Ilva, ad utilizzare il porto di Brindisi per sbarcare carbone e materiale ferroso per alimentare l'Ilva di Taranto.#riccardorossisindaco #portodibrindisi #ilva #comunedibrindisi

Pubblicato da Riccardo Rossi su Martedì 3 settembre 2019

1 Commento
  1. Fra 2 anni ago
    Reply

    Ecco un altro furbetto perbenista,il dolce sindaco non conta quanti brindisini vengono a lavorare a Taranto e non solo nel siderurgico. Dovrebbero limitare le assunzioni ai baresi e i brindisini che della nostra città sfruttano solo il lavoro e poi se ne tornano a casa criticando la nostra situAzione assurda . Comunque è stato un errore lasciare in mano a degli indiani la nostra maledetta fabbrica,questi sono peggio dei Riva ,vogliono inquinare ancora di più e fare profitti ,altro che cambiamento o riconversione . Siamo in balia delle onde .

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