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Rousseau e il deficit di rappresentanza

Sulla piattaforma di Casaleggio ha votato lo 0,75% degli elettori del M5S

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Secondo gli ultimi dati Eu­rostat, con il 35,2% l’Italia è il paese con il più alto tasso di over 65 rispetto alla popo­lazione di età compresa fra i 15 e i 64 anni, con 46,3 anni detiene il record dell’età me­dia più alta di tutta Europa.

Ormai si sa, gli over 70 hanno una vita atti­va, vanno in vacanza, fanno sport, parlano con figli e nipoti attraverso smartphone… insomma, non si sentono anziani e non vogliono essere considerati tali. Niente di nuovo insomma, se solo non fosse che nel paese più anziano d’Europa il destino del governo nascente sia stato appeso sino a ieri sera all’esito di un e-voting su una piat­taforma informatica.

Secondo il XV Rapporto Censis sulla co­municazione, l’accesso alla rete per gli over 65, che come visto costituiscono una parte consistente della popolazione italia­na, continua ad essere molto limitato, e ben il 74% dei cittadini sopra i 65 anni non utilizzano internet. Come descritto dallo studio ISTAT “Cittadini, imprese e ICT”, al 1 Gennaio 2018 solo il 9% degli over 64 ha dichiarato di aver utilizzato internet ne­gli ultimi 3 mesi, quasi ventidue milioni di italiani non hanno mai usato internet.

La gran parte dei cittadini sopra i 65 anni che dichiarano di utilizzare internet, lo fa secondo i dati Eurostat per informarsi su tematiche di attualità (63,7%), sui propri interessi e passioni (60,7%) e per approfon­dire temi legati alla salute e al benessere (40,3%). Dall’analisi dei dati ISTAT evince come solo il 16% degli over 64 che hanno usato internet negli ultimi 3 mesi ha di­chiarato di aver acquistato online merci o servizi negli ultimi tre mesi. Solo il 4,7% degli over 64 intervistati ha dichiarato di utilizzare servizi di pagamento online come PayPal.

Tra i fattori che inibiscono l’accesso ad internet spiccano le difficoltà legate all’u­tilizzo dei servizi, ma in particolare la diffidenza nei confronti della sua utilità e della condivisione dei dati personali: per quanto molti anziani siano completamente in grado di effettuare una ricerca sul web, sono ancora pochi colori i quali si fidano di sistemi di registrazione che comportano la condivisione dei dati anagrafici, e sono una netta maggioranza coloro i quali diffidano di sistemi che comportano la condivisione di dati personali particolarmente sensibili, come accade per gli ecommerce o appunto i sistemi di e-voting.

In base i dati del Ministero dell’Interno al 30 giugno 2018, sappiamo che le persone aventi diritto al voto sono all’incirca 51mi­lioni e 400mila, comprese le circoscrizioni estere. Alle ultime elezioni politiche, che hanno visto un’affluenza pari al 73,27%, hanno votato 34 milioni di cittadini. Gli elettori che in quella occasione votarono Movimento Cinque Stelle furono 10 milio­ni e cinquecento mila.

Gli attivisti iscritti alla piattaforma Rousseau sono 117mila, poco più dell’1% di coloro che hanno votato Movimento Cinque Stelle alle ultime politiche.

Gli attivisti che ieri hanno votato per la nascita del nuovo governo sono 79mila e 634, lo 0,75% degli elettori del Movimento del 2018, lo 0,2% dei 34 milioni che hanno votato alle ultime politiche, lo 0,15% degli aventi diritto.

Proprio mentre in paesi piú giovani del nostro, come ad esempio la Svizzera, dove il sistema di e-voting è ormai consolidato, dove i dati sull’accesso alla rete sono ben più incoraggianti dei nostri, ci si comincia a porre il problema della sicurezza del voto e della sua manipolabilità, l’Italia sembra aver legittimato con la votazione di ieri, Rousseau come un qualsiasi legittimo cri­terio di selezione.

Poco conta la Costituzione, poco conta quanto descritto dal Garante della Privacy con il provvedimento del 21 dicembre 2017, poco conta che si si tratti di una piattafor­ma informatica privata, e poco contano gli evidenti conflitti di interesse relativi alla figura di Davide Casaleggio, al contempo fondatore del Movimento, Presidente della Casaleggio Associati, e Presidente dell’As­sociazione Rousseau.

Ancor prima di un problema di sicurez­za, manipolabilità e segretezza del voto, si pone un evidente problema di rappresen­tatività delle istituzioni democratiche del paese.

La legittimazione politica del voto di ieri potrebbe rappresentare un problema enor­me per il futuro del nostro paese e delle sue istituzioni democratiche.

In un paese dove non è mai stato ricono­sciuto agli elettori il diritto di decidere da chi essere governati è un rischio che fa­remmo bene non sottovalutare.

 

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