Cronaca News

Melucci: «Vogliamo un “salva Taranto”»

Il Sindaco polemico dopo l’ultimo provvedimento “Salva Ilva”

Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

«Il governo giallo-verde, prima di calare il sipario, ci ha lasciato un altro bel decreto “sal­va Ilva”. Il tempo della iniziale fi­ducia ha purtroppo dovuto lasciare il passo ad una profonda preoccu­pazione, all’impellente bisogno di attenzione per Taranto. Aspettiamo rispettosi di conoscere il nome del prossimo ministro allo Sviluppo Economico del governo Conte-bis e una risposta dello stesso premier incaricato su quali siano le scelte strategiche per la nostra città e per l’ex Ilva, al momento non tangibili in alcuno dei 26 punti dell’accordo di maggioranza. Insomma, aspet­tiamo che prima o poi si avveri il sogno di un decreto salva Taranto e salva tarantini».

Così il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in una dichiarazione rilasciata nella mat­tinata di ieri, mercoledì 4 settem­bre, prima dell’ufficializzazione della nuova squadra di governo che vede Stefano Pauanelli, già capo­gruppo al Senato del M5s, al Mise. Ad ogni buon conto, la nomina del ministro cambia poco nella sostan­za: Melucci reclama più attenzione per la città dopo l’ennesimo atto normativo che ‘garantisce’ la gran­de industria. Infatti, nell’articolo 14 del decreto Imprese che ha appena avuto il placet del Quirinale trova spazio, nei fatti, una nuova versione dell’immunità penale per Arcelor Mittal, gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto, nel lin­guaggio tipico dei provvedimenti legislativi. La stessa multinaziona­le franco-indiana aveva annuncia­to l’intenzione di lasciare la guida della fabbrica tarantina se non fosse stato ripristinato l’esimente penale. Adesso, Am “continue­rà ad operare oltre il 6 settembre pur continuando a monitorare gli impatti giuridici, normativi e ope­rativi relativi all’impianto di Ta­ranto per quanto concerne la sua attività” come si legge in una nota dell’azienda. A commentare anche il Ceo di Am Italia, Matthieu Jehl: «Il nuovo decreto legge significa che, almeno per il momento, siamo in grado di continuare a gestire lo stabilimento di Taranto oltre il 6 settembre, pur continuando a va­lutarne l’impatto potenziale. Ora dobbiamo affrontare la questione dello spegnimento che è stato in­giunto per l’altoforno numero due.

I Commissari Straordinari dell’Il­va AS, responsabili della questio­ne, hanno presentato al Tribunale di Taranto una nuova istanza a tale riguardo. Mi auguro che si trovi una soluzione che ci consenta di continuare a far funzionare i tre altiforni indispensabili per la so­stenibilità a lungo termine dello stabilimento di Taranto. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i nostri dipendenti che continuano a gestire l’impianto».

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