24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca News

Immunità ex Ilva, i dubbi dei Cinquestelle

I parlamentari tarantini escono allo scoperto

L'ex Ilva
Una veduta dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto

«Il Governo ha ritenuto di chiarire in maniera stringente che non ci sarà immunità per il gestore Mittal in sede penale, civile e amministrativa per la violazione di norme sull’incolumità pubblica, sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori. Le residuali tutele legali sono inoltre limitate solo per alcuni impianti – non a tutto lo stabilimento – dove è prevista la realizzazione delle singole prescrizioni ambientali con un tempo ben definito fino alla realizzazione della singola prescrizione».

Detta così sembrerebbe un plauso all’operato del governo uscente sulla riscrittura dello scudo penale per Arcelor Mittal. A ben vedere, però, la pattuglia dei parlamentari tarantini del M5S non nasconde riserve sull’operato del governo uscente. «Tuttavia con questo testo – dichierano infatti GianPaolo Cassese, Rosalba De Giorgi, Alessandra Ermellino, Mario Turco e Giovanni Vianello – riteniamo non raggiunto il bilanciamento degli interessi tra impresa, cittadini e diritti costituzionali, in virtù della mancanza di una Valutazione del Danno Sanitario preventiva che ci possa dire già da subito quale sarà l’impatto sanitario quando tutte le prescrizioni verranno realizzate». «Inoltre – proseguono i cinque parlamentari – poiché lo Stato ha ritenuto strategiche le fabbriche di Taranto, alla città deve essere riconosciuta la sua strategicità proseguendo e formalizzando il piano di riconversione economica che, tra le altre cose, possa dotarla di infrastrutture per i collegamenti da e per Taranto, università di Taranto, tutela del patrimonio naturalistico, paesaggistico e archeologico, area marina protetta delle isole Cheradi e del Mar Piccolo, Sovrintendenza Speciale, in quanto riteniamo insufficienti, oltre che datati, gli interventi del CIS, che comunque devono essere accelerati nella realizzazione».

«Questa – concludono – è la nostra posizione che porteremo sul tavolo del nuovo Esecutivo. Invitiamo i colleghi della nuova maggioranza a sostenere le nostre proposte». Dunque, con tutta la prudenza del caso, siamo di fronte ad un fatto che non era mai accaduto nei quattordici mesi di governo M5S-Lega: un punto si vista moderatamente critico espresso dai parlamentari pentastellati sulla conduzione della vertenza industriale e ambientale della città. Argomento sul quale tutti i parlamentari tarantini erano sempre stati rigidamente allineati al governo uscente. Nella dichiarazione congiunta si dice (lo aveva già dichiarato al nostro giornale il sen. Mario Turco) che il nuovo decreto “Salva Ilva” è sbilanciato verso l’impresa, che finora non è stata introdotta la valutazione del danno sanitario che pure era un impegno formale assunto dal ministro Costa; infine, si ammette l’insufficenza del Cis e la necessità di accelerare i tempi. In queste righe si potrebbero persino leggere punte critiche nei confronti dell’ex ministro dello sviluppo, Luigi Di Maio, oggi ministro degli esteri, padre putativo del nuovo “Salva Ilva” nonché gestore del Tavolo sul Cis. E Di Maio è anche il capo politico del M5S. Che nei pentastellati cominci a tirare un’aria diversa ora che è stata suggellata l’allenza col Pd? Staremo a vedere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche