12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca News

Ilva, dopo la sosta riparte il processo “Ambiente Svenduto”

Lunedì prevista la ripresa del dibattimento

Il processo Ambiente Svenduto
Il processo Ambiente Svenduto

Dopo la pausa esti­va ricomincia lunedì 9 il processo Ilva, a carico degli ex vertici (pro­prietari e dirigenti) dello stabili­mento, di ex amministratori, poli­tici e funzionari pubblici. In tutto 47 imputati (44 persone fisiche e tre società) che rispondono di vari reati, il più pesante dei quali è il di­sastro ambientale doloso contesta­to ai vertici Ilva degli anni 1995-2013. Nell’ultima udienza di luglio, di fatto saltata per lo sciopero degli avvocati, il presidente della Corte d’Assise di Taranto Stefania D’Er­rico ha fissato per il 9 settembre la ripresa del dibattimento, con udienze anche martedì e merco­ledì. Si torna in aula nella vecchia Corte d’appello a Paolo VI.

Il calendario delle prossime udien­ze prevede l’esame di alcuni testi del pubblico ministero Mariano Buccoliero, soprattutto militari della Guardia di Finanza e fun­zionari Arpa che hanno svolto le indagini disposte dallo stesso magistrato e dipendenti dello sta­bilimento. Il pm ha chiesto e ot­tenuto l’ammissione, oltre che dei testimoni, anche della documen­tazione acquisita. L’acquisizione è stata contestata dai difensori degli imputati che hanno sostenuto l’i­nammissibilità delle richieste. Al­cuni avvocati hanno lamentato una “irruzione dell’indagine suppletiva nella fase del testimoniale difensi­vo” altri hanno eccepito che le in­dagini non riguardano “Ambiente svenduto” ma un procedimento parallelo, quello sul presunto di­sastro ambientale in un sito nelle vicinanze dello stabilimento, la gravina Leucaspide, peraltro già approdato in udienza preliminare. La contestazione, in sintesi, riguar­da lo sversamento illecito di cinque milioni di tonnellate di rifiuti indu­striali (polveri) dal 1995 al 2013 che hanno causato elevati livelli di inquinamento dei terreni e anche della falda. Davanti al gup sono fi­niti nove imputati, fra componenti della famiglia Riva ed ex dirigenti dello stabilimento, sui quali pende la richiesta di rinvio a giudizio. Pur trattandosi di indagini riguardanti un altro procedimento, secondo il pm Buccoliero si tratta di esiti di accertamenti prodotti “legittima­mente” in quanto ritenuti “utili per il procedimento”.

Le richieste della pubblica accu­sa sono state accolte dalla Corte. Dopo aver ascoltato nell’ultima udienza di luglio un ispettore dell’Arpa, il pm ha chiesto la ci­tazione di altri tre testi, il luogo­tenente della Guardia di Finanza Roberto Mariani, un altro militare delle Fiamme Gialle, Cosimo Ziz­zo e il funzionario Arpa Vincenzo Musolino citato come ausiliario di pg, non correttamente secondo la difesa che ritiene sia un consulente del pubblico ministero.

La ripresa del maxi processo sul disastro ambientale dell’Ilva ge­stione Riva promette altre scintille dopo quelle che hanno caratteriz­zato le ultime udienze di luglio, con una dialettica molto accesa so­prattutto fra alcuni esponenti della difesa e la Corte. L’integrazione di indagine approdata in aula ha allungato inevitabilmente i tempi del dibattimento iniziato tre anni e mezzo fa. Le ultime udienze hanno visto le sedie del pubblico rimane­re deserte. Sembra venga ritenuto un processo ad un capitolo di sto­ria chiuso per la fabbrica e per la città. Mentre le ansie, le apprensio­ni e (col nuovo Governo) le attese della comunità tarantina sono con­centrate soprattutto sul presente e sul futuro dell’ex Ilva ora Arcelor Mittal.

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