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Segni di luce, il disegno come progetto

Dal 14 settembre negli spazi del Crac Puglia la mostra di arte contemporanea

Segni di luce
Segni di luce

Nel centro stori­co di Taranto, nei suggestivi spazi del CRAC Puglia – Cen­tro di Ricerca Arte Contem­poranea, della Fondazione Rocco Spani Onlus, ubicato nell’ex Convento dei Padri Olivetani, sec. XIII, in Corso Vittorio Emanuele II, n. 17, sabato 14 settembre alle ore 18.30 avrà luogo l’inaugu­razione della mostra di arte contemporanea “Segni di luce: il disegno come pro­getto”, con tavole proget­tuali e disegni preparatori di Carlo Bernardini, Giulio De Mitri, Paolo Scirpa, Massimo Uberti. Conquistare la luce sia artificiale, sia naturale, rendere i suoi effetti e i suoi cambiamenti negli interni e negli esterni, sui corpi e sugli oggetti, è stata per secoli una ricerca fondamentale della pittura, ma solo nel XX seco­lo gli artisti si sono imposses­sati della luce, luce artificiale, non più dipinta. Il medium della luce artificiale viene uti­lizzata dagli artisti con estre­ma libertà, trattandola quasi come se fosse un colore da stendere sulla tela o come un materiale plastico con cui re­alizzare una scultura.

«La luce è sicuramente tra i medium più versatili, capace di coinvolgere il fruitore in dif­ferenti stati d’animo e in per­cezioni immersive e plurisen­soriali, – così afferma, nella presentazione in catalogo, la curatrice Sara Liuzzi, critico e storico dell’arte, docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – da questo principio si avvia un processo di studio e di analisi in cui la luce nell’arte viene conside­rata da un ulteriore punto di vista: il momento progettuale, ovvero la fase principale che ne preannuncia e ne disegna i tratti salienti dell’opera che si andrà a realizzare. Il per­corso espositivo della mostra si concentra su aspetti poco noti, eppure fondamentali della progettualità artistica: qual è la genesi di un’opera luminosa? E come si evolve lo studio preparatorio? (…) La creatività al servizio della ricerca artistica: è questo il punto di partenza della mo­stra, che intende focalizzare l’attenzione sugli aspetti se­gnici e progettuali che pre­cedono la rappresentazione dell’opera, portando così in auge la fase concettuale, la dimensione embrionale di un’idea dalle infinite possi­bilità realizzative, attraverso l’iter costruttivo – progetto e processo – che spesso muta nel corso della ricerca».

La rassegna presenta quattro artisti, di chiara fama interna­zionale, appartenenti a gene­razioni, formazioni e geogra­fie diverse, che hanno scelto, nel corso degli anni, la luce come medium fondamentale e principale della loro ricerca artistica. La mostra propone così un attento dialogo con gli artisti: Carlo Bernardini, Giulio De Mitri, Paolo Scir­pa, Massimo Uberti, i quali con le loro opere progettua­li ridefiniscono la Light Art, un linguaggio dell’arte al cui centro vi è l’attenzione per la luce, come mezzo e messag­gio estetico, come affermava il sociologo e studioso cana­dese McLuhan: “il medium è il messaggio”, così le opere di luce di questi artisti con­tengono il messaggio che è il contenuto del mezzo, sen­za il quale queste opere non potrebbero esistere. L’espo­sizione si struttura in quattro spazi, ognuno è dedicato a un artista che presenta un congruo numero di progetti e disegni preparatori per ope­re già realizzate o da realiz­zare. La mostra è promossa dal CRAC Puglia – Centro di Ricerca Arte Contempora­nea della Fondazione Rocco Spani Onlus, in collaborazio­ne con “MAS – Modern Apu­lian Style” e la galleria “Opere scelte” di Torino, patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Brera e da AMACI (As­sociazione dei Musei d’Ar­te Contemporanea Italiani), nell’ambito della XV Giorna­ta del Contemporaneo. Per l’occasione è stata realizzata una pubblicazione edita dal CRAC per la Collana di Arte Contemporanea “Arte e Nuo­vi Media”, contenente contri­buti istituzionali di Giovanna Tagliaferro, direttore della Fondazione Rocco Spani, e di Gemma Lanzo, cofonda­trice di MAS e curatrice di MAS Week, prefazione dello storico dell’arte Luigi Pao­lo Finizio, testo critico della curatrice Sara Liuzzi, schede biografiche degli artisti e ap­parato iconografico.

La mostra resterà aperta sino al 31 ottobre.

1 Commento
  1. Fra 2 settimane ago
    Reply

    Qui sembra un cimitero dove c’è luce ,poi se ci spostiamo nelle frazioni o nelle strade provinciali o comunali il buio è intenso ,sentire parlare di luce in questa città sembra assurdo ,non so cosa sia e non credo che ce ne sarà abbastanza , a noi delle tre terre è un lusso avere luce a acqua e gas ,figuriamoci le vostre favolette di luci ,futuro e innovazioni .

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