27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca News

Quelle giornate in villa Peripato

Dalle partite a flipper alle canzoni del juke box, tra giochi di bambini e risate

Quelle giornate in villa Peripato
Quelle giornate in villa Peripato

È tornata la vita in quell’angolo della villa Peripato dove per diverso tempo hanno re­gnato il buio e l’abbandono. Mer­coledì sera, infatti, è stato inau­gurato il nuovo bar “Peripatos Cafè”, nella caratteristica struttu­ra a forma di pagoda, su progetto dall’architetto Claudio Adamo, agli albori degli anni sessanta. Per chi entra dal cancello di via Mignogna, la presenza del locale è resa evidente da un’esplosione di luci, tale da ricordare la festa di San Cataldo dei tempi andati.

Quelle giornate in villa Peripato
Quelle giornate in villa Peripato

Nell’approssimarsi del taglio del nastro inaugurale, si sono affol­lati i ricordi lontani, di quando il locale si chiamava “Bar Pagoda”. Tornavano in mente i motivi dif­fusi dal juke box (“29 Settembre”, “Cuore Matto”, “Senza luce”…), le partite a calcio balilla, al ba­sket con le pulsantiere, al primo rudimentale simulatore di guida. I preferiti erano però i flipper: una moneta dava diritto di disputare cinque partite, con tutt’attorno, spesso, una piccola folla a fare il tifo per il giocatore. Ogni mille punti, un forte “plop” avvisava di un ulteriore set da disputare; ma se si esagerava nell’agitare il pia­no di gioco, una scritta luminosa annunciava il “tilt” con la conse­guente interruzione della partita. Quando la sete cominciava a far­si sentire, giungeva il momento di recarsi al bancone del bar per comprare il gelato, in una scelta alquanto variegata: dal ghiaccio­lo da trenta lire al più costoso, e gustosissimo, “Mottarello”.

E chi può dimenticare, inoltre, le ore trascorse a giocare alle “maz­ze” o a “guardie e ladri”, per l’in­tera Peripato? Alcuni, nelle pau­se, si divertivano anche a lanciare ghiande alle coppiette per distur­barne le focose effusioni oppure , a sera inoltrata, si ascoltavano i colloqui “gridati” tra i detenuti dell’allora carcere “Sant’Anto­nio” e i familiari, che si davano appuntamento al di là del muro di cinta, lungo il vialetto che dal bar conduce al laghetto dei cigni.

L’imperversare dei ricordi sva­nisce all’annuncio dell’inaugu­razione del “Peripatos”. Il tradi­zionale taglio del nastro tocca a Francesca Viggiano, assessore al patrimonio, assieme a una bam­bina, in rappresentanza dei tanti piccini, accompagnati dai geni­tori per l’occasione. All’interno la benedizione ai locali viene im­partita dal giovane sacerdote don Marco Crispino. Diverse le per­sonalità presenti, fra le quali l’as­sessore alla polizia locale Gianni Cataldino e il dott. Emanuele Di Palma, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di San Marzano, che ha sostenuto la coraggiosa iniziativa imprenditoriale.
Invece per i bambini degli anni sessanta, la maggiore autorità in cui potevano imbattersi in quel bar era il prof. Luigi Viesti, al­lora direttore della vicina scuola elementare “XXV Luglio”. E se in orari extrascolastici, magari in una pausa dei giochi per chiedere un bicchiere d’acqua (mai negato dal banconista), vi si incontrava il proprio maestro, questi, come affettuoso papà, poteva anche of­frire il ghiacciolo. E al ritorno a casa, tutti contenti, lo si racconta­va ai genitori!

Tornando alla serata dell’inau­gurazione, l’attrazione principale per i bambini è stata la mascotte di Topolino, che pazientemente ha posato per la foto di rito con i suoi affezionatissimi fans; sem­pre per loro, tanto divertimento con gli animatori, la baby dance e cartocci di popcorn a volontà. Per gli adulti, invece, c’è stato un ricco e prelibato buffet, “spazzo­lato” nel giro di pochi minuti.

Il “Peripatos Cafè” è affidato alla Hermes srl, di cui sono ammini­stratori Giuseppe Fiusco e Mauro Longo.

“Abbiamo avuto l’onore di gestire questa storica struttura, inserita nel più grande polmone verde nel cuore della città, grazie all’am­ministrazione comunale che ce l’ha concessa dopo regolare gara d’appalto, Vogliamo inoltre rin­graziare tutte le realtà che ci han­no sorretto in questo grande sfor­zo, in primis la Banca di Credito Cooperativo di San Marzano, che ha fortemente creduto in noi” – ha detto Mauro Longo.

Così invece ha riferito Giuseppe Fiusco: “Non sarà il solito bar, giusto per la consumazione. Ab­biamo infatti programma tante iniziative, a partire dalla promo­zione della cultura attraverso il ‘book sharing’ (per lo scambio di libri) all’interno del locale. Inoltre porteremo a Taranto la tradizione napoletana del ‘caffè sospeso’, cioè la possibilità per l’avventore di pagare il caffè a uno sconosciuto (magari il meno abbiente) che lo sorseggerà nel corso della giornata”.

 

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