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Francesco Boccia: «Taranto sarà la capitale della svolta green»

Il nuovo titolare degli Affari Regionali guidò l’Osl nella prima fase del dissesto

Francesco Boccia
Francesco Boccia

Taranto, il Sud, un dialogo sulle Autonomie. Ma anche la necessità di giungere ad una paci­ficazione sociale del Paese, parten­do dalla pacificazione politica. Sono alcuni dei messaggi lanciati dal neo-ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia che, per una fortunata coincidenza di eventi, ha debuttato nella sua città natale (Bisceglie), nel giorno del Giuramento del nuovo Governo.

Era tornato a casa per inaugurare la maratona delle idee digitali “Di­githOn 2019”, che lui stesso ha fon­dato quattro anni fa. Un ritorno tra sorrisi, pacche sulla spalla e tanti in­coraggiamenti a non sentire il peso della sfida.

Un impegno importante per il futuro di questo paese che rischia una pericolosa secessione con la divisione sempre più netta tra Nord e Sud
Io penso solo che questa storia del­le autonomie sia stata purtroppo og­getto di una brutta propaganda nel momento in cui la politica anziché occuparsi dei problemi delle perso­ne, si è occupata dei sondaggi, dei consensi, delle scadenze elettorali e ogni tanto ci vanno di mezzo dei provvedimenti. E il provvedimento sulle Autonomie è diventato ostag­gio di questa propaganda. Il mio invito a tutti è di andare oltre la pro­paganda, di non affrontare questo tema con pregiudizio. Io voglio pa­cificare il Paese. L’ho detto uscendo dal Quirinale (dopo il giuramento, ndr) e voglio farlo con l’aiuto di tut­to il Governo e con il Parlamento, maggioranza e opposizione. Noi non possiamo permetterci di far diventare questo un argomento divi­sivo. Purtroppo il tentativo che era stato già fatto si era arenato perché non erano d’accordo nella scorsa maggioranza. Penso che nel lavoro fatto da chi mi ha preceduto, il mi­nistro Erika Stefani, ci siano tutte le condizioni per riaprire un dialogo. Quindi dico: calma e gesso, sull’au­tonomia confrontiamoci. Parliamo di numeri, di redistribuzioni, di Lep – Livelli essenziali di prestazioni. Io voglio venga rispettata la Costi­tuzione.

Sarà importante riuscire a pacifi­care anche il rapporto tra Cinque Stelle e Pd, al di là della necessità di stare insieme.
Beh, ci siamo pacificati: abbiamo fatto un governo. Oggi finalmen­te si ascoltavano parole d’ordine che a me piacciono, come questio­ni sociali, alleanze sociali, lavoro, centralità del lavoro, dell’ambien­te, della scuola. È nato un governo che fa di queste alleanze sociali un collante importante. M5S e Pd guardano avanti, al futuro e io sono contento anche perché sono uno di quelli che auspicava questo accordo sei anni fa.

Si potrà andare oltre la pacifica­zione: il quadro di Governo con M5S e Pd può essere replicato anche a livello regionale? Magari anche in Puglia?
Lo auspico. È iniziato il cammino oggi, vediamo. Ora proviamo a ri­solvere i problemi degli italiani e poi, mi auguro e spero che non si debba più parlare di avversari po­litici ma di alleati nei territori. Ve­diamo, la strada è lunga. Se sono rose fioriranno, io sono sicuro che sulla risoluzione dei problemi delle persone, lavorando gomito a gomito con il presidente Conte, con il mi­nistro Di Maio, sarà quasi inevita­bile ritrovarsi insieme su una idea di Paese che toccherà tutti i territo ri. Però, insomma diamo tempo al tempo, partiamo da noi.

Inevitabile un riferimento alla “sua” Taranto, la città dove ha guidato l’Organismo di Liqui­dazione nella prima fase del dis­sesto. Una città che aspetta da questo Governo risposte molto precise.
Il governo Conte bis può dare “tan­to” a Taranto e al Sud. Questo è un governo che nasce per affrontare le principali questioni sociali. Il Mez­zogiorno deve rimuovere tutti gli ostacoli che non consentono una coesione sociale adeguata e Taranto è il simbolo di un Mezzogiorno stra­ordinario, che ogni volta si spacca la schiena per far quadrare i conti e poi però, deve combattere con con­dizioni oggettive di difficoltà: penso a tutto quello che abbiamo vissuto insieme in questi anni, dal crack (fi­nanziario, ndr), all’inquinamento, i reati ambientali, al consumo selvag­gio del suolo. Taranto sta cambian­do. Il sindaco Melucci sta facendo un grande lavoro. Emiliano è stato straordinario, ha messo la faccia a Taranto, si è preso gli insulti quasi come gli insulti che prendevamo in­sieme per l’alleanza Pd- M5S. Ora, quegli insulti li abbiamo dimentica­ti, penso che ora arriverà una svolta verde, una svolta green e Taranto diventerà la capitale di questa svolta.

3 Commenti
  1. ciccio 2 settimane ago
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    Già i reati ambientali… Soluzione ? Immunità penale.. Tra l’altro per una AIA già definita dai tecnici incaricati dalla procura insufficiente ( ricordate il loro piano ? Parole a vuoto) .. I governi del cambiamento si susseguono, ma per taranto non cambia mai nulla.

  2. Vito Domenico Maraglino 2 settimane ago
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    Parole, parole, parole…
    A Taranto sono destinate esclusivamente le attività industriali più redditizie e pericolose a livello ambientale, Ex Ilva, raffineria Eni, Cementir, e discariche sparse pericolose e non.
    Non illudiamoci, non cambierà mai nulla, non date retta a questi lestofanti, raccontano solo chiacchiere per accumulare consensi per le future elezioni.

  3. Ivan 2 settimane ago
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    Indennità penale . Cioè tradotto chiunque ha ucciso in precedenza può farlo. Noi a Taranto L’ilva l’eni non la vogliamo! vogliamo università, ricerca energie pulite che ci sono! Una differenziata che manca , edifici pericolanti( con un mondo archeologico sottostante). Noi ragazzi ci riprenderemo Taranto aldilà delle vostre politiche. e lo faremo con la forza.

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