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Sempre Beppe Genchi, una vita da bomber

Gli errori con il Brindisi, il gran gol e l’espulsione a Casarano per il capitano del Taranto

Beppe Genchi - Foto A. Castellaneta
Beppe Genchi - Foto A. Castellaneta

Sempre lui. Sempre Beppe Genchi.

Un inizio di stagione decisamente inten­so, quello del capitano rossoblu, l’attac­cante tornato a Taranto questa estate.

Nell’attesissimo esordio in campionato, in casa, con il Brindisi, il numero 9 si era fatto notare in campo per degli errori non all’altezza della sua fama; ma anche per averci ‘messo la faccia’, in un dopo­gara ovviamente non semplice, prenden­dosi sulle spalle il peso della sconfitta.

Tartanto (foto tarantofc.it)
Tartanto (foto tarantofc.it)

Domenica scorsa, a Casarano, dopo nemmeno venti minuti di gioco l’attac­cante originario di Bari è tornato a fare ciò che ha sempre fatto, tanto e bene: un gran gol, che ha permesso agli ionici al­lenati da Nicola Ragno di passare in van­taggio su un campo ostico come quello casaranese.

Un sinistro all’incrocio dei pali ‘di prege­vole fattura’, come si sarebbe detto nelle cronache d’antan; ma che assist da parte di Ciro Favetta, a cui va dato merito di un’azione eccezionale, con tre difensori salentini che non sono riusciti a fermare il bravo attaccante del Taranto.

Dopo l’espulsione di Genchi, la partita è inevitabilmente cambiata e la formazio­ne ospite ha dovuto giocare una gara di­fensiva, riuscendo comunque a portare a casa tre punti preziosissimi.

«Sono contento della prestazione della squadra, soprattutto dopo la mia espul­sione. Anche in dieci, abbiamo dimostra­to di essere un gruppo tosto e compatto, che ha voluto la vittoria a tutti i costi. La mia espulsione? Sono stato ingenuo, ma D’Aiello ha simulato facendo cadere l’arbitro nell’errore. Il gol è merito di Fa­vetta: ha fatto un gran lavoro» le parole di Genchi nei commenti del dopo partita al Capozza. «Sono orgoglioso della pre­stazione della squadra, l’importante è la­vorare bene e giocare sempre con questa mentalità; abbiamo ottenuto un successo che vale doppio» ha detto invece proprio Ciro Favetta.

«Genchi è stato ingenuo, ma ha dato il massimo sino a che è stato in campo. Di­ciamo che è caduto in trappola, con due difensori esperti come Mattera e D’Aiel­lo. È stata una vittoria meritata, la vitto­ria del gruppo» il commento, soddisfatto, di Ragno, che ha aggiunto: «D’Agostino (in panchina, ndr)? Non ho voluto ri­schiarlo, ma è un calciatore assolutamen­te importante, che ci darà una mano». Il mister ha schierato il suo Taranto con in porta ancora Giappone, a cui il trainer ha dato fiducia nonostante qualche incertez­za del giovane numero 1 all’esordio; in difesa De Caro, Luigi Manzo, Allegrini e Ferrara (39’ st Riccio), in mediana Guai­ta, Cuccurullo (4’ st Marino), Galdean (12’st Manzo S.) e Matute (35’st Ben­venga); Genchi e Favetta (20’st Croce) in attacco. Il Casarano di De Candia è sceso in campo con Guarnieri; Mattera, D’Aiello, Lobjanidze (15’st Santagata); Cianci (15’st Ielo), Giacomarro, Buffa, Morleo (37’st Palmisano); Balla (28’st Olcese), Tiscione, Mincica. Arbitro An­drea Ancora di Roma. Di grande signo­rilità il commento del presidente rossaz­zurro, Maci: «Complimenti al Taranto, ha dimostrato sul nostro campo di essere un’ottima squadra, ha recuperato i pun­ti persi immeritatamente in casa con il Brindisi».

Il Taranto dopo la vittoria ha regalato una maglia personalizzata all’archive­scovo Filippo Santoro, che non ha mai nascosto, la sua passione per il calcio, e che ha accolto il presidente del sodalizio rossoblu, Massimo Giove.

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