La notte magica di Paisiello e Mozart
La notte magica di Paisiello e Mozart

Hanno vissuto dav­vero una serata magica gli oltre duecento spettatori presenti sa­bato al secondo appuntamento del Giovanni Paisiello Festival in uno strapieno chiostro del mu­seo diocesano di Taranto.

E che sia stato un momento ma­gico lo si vedeva dal buon umo­re, dai volti distesi e dai sorri­si della gente alla fine di uno strepitoso concerto eseguito dall’Orchestra Nuova Cameri­stica, in collaborazione con sei giovani talenti del nostro “Con­servatorio” Paisiello.

Per tutta la serata ha aleggiato un senso di freschezza, armo­nia, perfezione, difficile da rac­contare, frutto di un’alchimia composta da tanti ingredienti: innanzitutto l’ottima scelta del programma, introdotto dalla originale e bellissima Simple Simphony di Britten, per arri­vare al confronto tra il nostro Paisiello ed il genio di Mozart; poi la magica cornice del chio­stro del Mudi, con le immagini di profilo del musicista tarantino incor­niciate nelle finestre alle spalle del palco; poi ancora l’altissimo livello dell’Orchestra Nuova Cameristica e dei magnifici musicisti tarantini che vi hanno collaborato: Giambat­tista Ruta e Michele Panà ai corni, Pierfrancesco Nigro e Sabrina Epi­fani agli oboi e le splendide soliste: l’arpista Benedetta Miro e la flautista Federica Pellegrini. E proprio l’arpa solista, così raramente proposta, ha aggiunto quel pizzico di magia in più alla performance: la grazia, l’elegan­za, la dolcezza, l’energia, l’ottimismo e la maturità artistica della appena ventenne tarantina DOC Benedet­ta Miro, hanno infatti conquistato e travolto tutti. E ancora è stato quasi magico, in un tempo di individuali­smo e gelosie, lo spirito di collabo­razione che ha unito quattro soda­lizi, gli Amici della Musica, la Banca di Taranto, il Touring Club Italiano, e l’Associazione Musicale Domenico Savino, che hanno condiviso la per­fetta organizzazione, che ha previ­sto, prima del concerto, anche la vi­sita del museo guidata dai volontari del Touring.

Ultimo elemento di magia si è vissu­to al momento dell’esecuzione del concerto K299 di Mozart, suona­to subito dopo un brano del nostro Paisiello: evidentemente indispettito che nella sua Taranto, a due passi da casa sua, il collega di Salisburgo stesse ottenendo tanto seguito, Pai­siello si è fatto sentire alzando con­tinue folate di vento e facendo vol­teggiare per il chiostro diverse parti d’orchestra, ma ciò ha reso ancora più piacevole la serata, anche grazie alla professionalità dell’orchestra e delle soliste, che sono state al gioco sorridendo pur senza perdere una nota.

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