Avvocati in aula
Avvocati in aula

In attesa che la Cassazio­ne fissi l’udienza per la discussione del ricorso della difesa degli ex vertici Ilva contro l’acquisizione degli atti del pro­cedimento sulla gravina Leucaspide, il processo Ambiente Svenduto è tornato in aula dopo la pausa estiva.

Tutto secondo calendario, con l’esame dei testi già indicati dall’accusa.

La vicenda sul presunto disastro am­bientale sulla gravina è, in buona sostan­za, un’indagine integrativa della Procura di Taranto su un procedimento parallelo. Per questo i legali degli imputati conte­stano l’acquisizione di verbali di somma­rie informazioni e altra documentazione chiesta dal pm Mariano Buccoliero e accordata dalla Corte d’assise circa due mesi fa con un’ordinanza impugnata dama difesa di otto imputati in entrambi i procedimenti.

Sul provvedimento emesso a luglio dal­la Corte d’assise e, nello specifico, sulla richiesta di annullamento chiesta dai di­fensori si esprimerà la Cassazione.

Intanto il processo prosegue con la vi­cenda Leucaspide.

Anche ieri, nella prima parte dell’u­dienza, hanno tenuto banco ulteriori ec­cezioni della difesa che sulla questione dimostra non solo di non avere alcuna intenzione di arretrare, ma anche di voler continuare a dare battaglia.

In sintesi, gli avvocati Pasquale Anni­chiarico e Luca Perrone hanno sostenuto l’inutilizzabilità delle prove documentali e testimoniali ammesse in dibattimento. Il collegio presieduto dal giudice Stefania D’Errico (a latere il giudice togato Fulvia Misserini) dopo una camera di consiglio di circa due ore ha rigettato le eccezioni. È stato esaminato, quindi, il primo teste, Cosimo Zizzo, negli anni scorsi dipen­dente dello stabilimento siderurgico ai tempi della gestione pubblica e della fa­miglia Riva, capo area dell’Agglomerato, attualmente in pensione.

Le polveri prodotte, le modalità di smal­timento, i campionamenti e i controlli sulle emissioni di diossine e altre que­stioni tecniche sono state oggetto dell’e­same del pm e del controesame dei di­fensori.

Poi è stata la volta di un militare della Guardia di Finanza, il luogotenente Ma­riani, che ha svolto un parte delle inda­gini sulla Leucaspide acquisendo docu­mentazione dalla attuale Arcelor Mittal (ed è stato già sentito per le indagini sul procedimento principale).

Questa mattina il processo torna in aula con l’esame di un tecnico in materia am­bientale, l’ingegnere Vincenzo Musoli­no, dell’Arpa di Brindisi, che sarà sentito come ausiliario di polizia giudiziaria.

 

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