18 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 06:47:33

Cronaca News

Palude la Vela e Mar Piccolo, l’Ecomuseo diventa regionale

Il riconoscimento dopo l’intensa attività portata avanti dal Comune

Palude La Vela
Palude La Vela

L’Ecomuseo della Palude la vela e del Mar Piccolo, grazie all’in­tensa attività portata avanti negli scorsi mesi dall’amministrazione Melucci, è di­venuto Ecomuseo di interesse regionale, unico esempio in Puglia nel 2019.

«Siamo orgogliosi di questo traguardo, raggiunto anche grazie alla collaborazio­ne dei partners del progetto Eco.Pa.Mar., finanziato da Fondazione con il Sud e Comune di Taranto» commenta l’asses­sore Viggiano.

Con il riconoscimento da parte della Re­gione Puglia l’Eco.Pa.Mar diventa a tutti gli effetti uno strumento di attuazione del Pptr, un luogo attivo di promozione della identità collettiva e del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico nella forma del museo permanente.

«Intendiamo avviare – fa sapere il sin­daco Melucci – un percorso di coinvol­gimento della comunità e di tutti i por­tatori di interesse al fine di valorizzare la memoria e l’identità storica del Mar Piccolo, ed attivare numerose iniziative di animazione territoriale tese a imple­mentare le conoscenze delle peculiarità culturali ed ambientali che caratterizza­no questo sorprendente tratto di costa. Abbiamo più volte rimarcato, dopo l’isti­tuzione dell’ecomuseo nello scorso mese di gennaio, l’importanza delle iniziative che ruotano intorno a questo progetto in termini di tutela della biodiversità ed ampliamento degli orizzonti economici e turistici. Ci avviciniamo anche alla ria­pertura della Palude che diverrà uno dei principali attrattori dell’intero territorio ionico e pugliese in generale».

«Abbiamo trasformato un’area comples­sa – interviene Francesca Viggiano – in un vero e proprio progetto di sviluppo in cui, come più volte detto, la natura e l’e­cosistema divengono museo di sé stessi, un luogo in cui i fenicotteri divengono il simbolo di una Taranto che comprende le proprie potenzialità e le trasforma in vera ricchezza. Un luogo in cui specie animali diverse come i fenicotteri rosa, il falco pellegrino ed i cavallucci marini divengono non solo preziosi esempi della fauna terrestre e marina della palude ma divengono caratterizzanti per un’intera area che di per se si presta a diventare volano per le nuove economie a cui l’am­ministrazione punta».

«Abbiamo intenzione – conclude il primo cittadino – di candidare Taranto a capi­tale green di Europa nei prossimi anni, l’Ecomuseo rientra a pieno titolo nella nostra strategia complessiva di migliora­mento della qualità della vita dei citta­dini e di conservazione del nostro eco­sistema naturale, l’area rappresenterà un elemento centrale della grande cintura del verde che vogliamo realizzare intor­no al perimetro cittadino, a cominciare dai lotti di forestazione urbana i cui can­tieri a breve vedranno la luce presso il quartiere Tamburi».

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