Processo Ambiente Svenduto
Processo Ambiente Svenduto

I difensori stoppano l’ac­quisizione della relazione Arpa sulle polveri e chiedono la nullità dell’udien­za. Fra accusa e difesa è di nuovo bat­taglia ma, questa volta, dai toni pacati. In calendario c’è solo un teste, Vincen­zo Musolino, funzionario dell’Agenzia regionale per l’ambiente, chimico in servizio a Brindisi, citato dal pubblico ministero Mariano Buccoliero. Musolino spiega che lo smaltimento delle polveri dell’Agglomerato Ilva non sarebbe stato effettuato in maniera corretta. Stando a quanto emerso dalle indagini, in consi­derazione dei livelli elevati dei metalli riscontrati quelle polveri andavano smal­tite come rifiuti pericolosi e non nella discarica interna del siderurgico come rifiuti non pericolosi. Per avvalorare la testimonianza il pm produce la relazione Arpa sulle emissioni di polveri dell’Ag­glomerato a conclusione di un’indagine suppletiva svolta nell’ambito del procedi­mento sulla gravina Leucaspide. I legali degli imputati si oppongono all’acqui­sizione della relazione al fascicolo del dibattimento. Opposizione accolta dalla Corte d’assise (dopo oltre un’ora di ca­mera di consiglio) che accoglie la tesi difensiva. In quanto ascoltato come au­siliario di polizia giudiziaria e non come consulente tecnico, quindi come se fosse un investigatore, la relazione non può es­sere acquisita. La pubblica accusa insiste per la prosecuzione dell’esame al fine di acquisire, questa volta attraverso la depo­sizione, il contenuto della relazione.

Gli avvocati degli ex vertici Ilva chiedo­no anche la nullità dell’udienza per “vio­lazione del diritto di difesa”. La Corte, presieduta dal giudice Stefania d’Errico (a latere il togato Fulvia Misserini e sei giudici popolari), rigetta e dispone la pro­secuzione dell’esame del teste. Il tema è qualsiasi

sempre quello delle polveri pericolose ri­levate negli elettrofiltri, alcune delle qua­li cancerogene, contenenti piombo e altri metalli (rame e zinco), in “quantità a mio avviso impressionante” sottolinea il chi­mico che evidenzia ancora: “E’ soprat­tutto il piombo a renderle pericolose”. Le sostanze nocive per la salute e per l’am­biente, polveri, diossine e idrocarburi po­liciclici aromatici sono documentate dai rapporti di prova dell’Arpa 2009-2013 ai quali il teste fa riferimento elencan­do valori che definisce “abnormi” poiché abbondantemente oltre i livelli massimi consentiti. Il processo Ambiente sven­duto, contro 47 imputati (44 persone fi­siche e tre società) torna in aula la mar­tedì prossimo, per proseguire mercoledì e venerdì. Con tre udienze a settimana secondo il calendario stabilito all’inizio del dibattimento, tre anni e mezzo fa.

 

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