Cronaca News

Sporchi e con le blatte, chiusi e poi riaperti due noti ristoranti

Operazione di Polizia di Stato e Guardia Costiera con la collaborazione della Asl

Chiusi e poi riaperti due noti ristoranti
Chiusi e poi riaperti due noti ristoranti

Sospese due note attività di ristorazione e sequestrati 24 chili di merce.

Ancora una operazione congiunta tra il Commissariato Borgo e la Guardia Co­stiera, in collaborazione con la Asl, in cui è stata disposta la chiusura tempora­nea di due locali della città riconducibili alla stessa compagine imprenditoriale. I due locali sono stati riaperti dopo che sono state ripristinate le condizioni igie­nico-sanitarie.

Il primo dei due locali, composto da una sala e da un dehor per la sommini­strazione di alimenti, presentava scarse condizioni igienico-sanitarie nel locale cucina, con sporco e unto tra gli arredi e le attrezzature. In particolare, sulla pavi­mentazione della cucina vi era la presen­za di animali infestanti come formiche, mentre all’interno dei frigoriferi erano presenti alimenti di vario genere dete­nuti in promiscuità e privi di qualsiasi copertura.

Chiusi e poi riaperti due noti ristoranti
Chiusi e poi riaperti due noti ristoranti

Nel locale di ristorazione adiacente, è stata riscontrata la stessa carenza di condizioni igienico-sanitarie, con la pre­senza di sporco pregresso e stantio nelle zone di preparazione e cottura degli ali­menti, nei depositi e nei servizi igienici.

All’interno della cella frigo, spenta ed adibita a deposito, è stata trovata una blatta morta, così come all’interno di una intercapedine presente tra la cucina e il bagno degli avventori dove è stato rin­venuto un discreto quantitativo di blatte morte.

Inoltre, è stato anche accertato che, in assenza di regolare contratto di fornitu­ra, l’acqua potabile era fornita dall’altro esercizio commerciale attraverso un’in­frastruttura di tubazioni.

Pertanto, il titolare delle due attività è stato denunciato per commercio di so­stanze alimentari avariate e per l’utiliz­zo di alimenti in cattivo stato di conser­vazione. Durante il controllo sono stati sequestrati circa 24 chili di prodotti ali­mentari vari e di prodotti ittici,

In un’altra operazione la Polizia di Stato ha denunciato padre e figlio che traspor­tavano 440 chili di cozze e 13 chili di datteri di mare.

In azione gli agenti del Commissaria­to Borgo, i quali in collaborazione con la Guardia Costiera e i funzionari della Asl, hanno segnalato in stato di libertà due persone, padre e figlio, già note alle forze dell’ordine e residenti nella provin­cia barese per ricettazione e commercio di sostanze alimentari nocive.

I poliziotti, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, hanno fermato un furgone il cui conducente, alla vista dell’auto della Polizia con manovre ano­mali ha tentato di depistare la Volante. I sospetti hanno trovato fondamento.

Il controllo del mezzo ha consentito di accertare che i due occupanti traspor­tavano 440 chili di cozze, chiuse in 40 sacchi ed un secchio con 13 chili di dat­teri di mare. Come accertato dai militari della Guardia Costiera e del personale della Asl, i prodotti ittici erano privi di qualsiasi certificato di tracciabilità ed erano trasportati in carenti condizioni igienico-sanitarie in un mezzo non re­frigerato e non coibentato. “Il dattero di mare appartiene ad una specie la cui pesca è vietata in ogni stato di crescita, causando un effetto devastante nei con­fronti dell’ambiente marino quale la de­sertificazione dell’area di estrazione- si legge in una nota della Questura- tant’è che risultano configurabili i reati di in­quinamento e di disastro ambientale. È ragionevole ritenere che la detenzione da parte dei due baresi di un quantitativo così rilevante di datteri e di mitili fosse destinata alla commercializzazione ed al consumo di quei prodotti. Pertanto, si è provveduto alla distruzione di merce po­tenzialmente nociva per la salute umana.

I due sono stati denunciati per commer­cio di sostanze alimentari nocive e per ricettazione perché i datteri di mare tra­sportati erano oggetto di attività illecita contro l’ambiente marino”.

1 Commento
  1. MICHELE MASTROMARINO 1 settimana ago
    Reply

    Scusate, ma sono realmente stanco di leggere notizie del genere, perché sono e restano solo notizie. In primis, tutti noi siamo avventori e dovrebbero essere pubblicati i nomi dei ristoranti, altrimenti la notizia è inutile darla. Inoltre, cosa mi significa che il ristorante riapre: dovrebbe restare chiuso, per punizione, almeno due anni, così, la prossima volta, qualcuno ci ripensa ad avere cucine sporche, cibo avariato e quant’altro, alla faccia dei clienti ignari.

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