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«Una legge speciale per la Xylella»

La richiesta della sen. Bernini di Forza Italia oltre allo stanziamento di un miliardo di euro

Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa
Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa - archivio

“Chiediamo di stanziare almeno un miliardo di euro nella legge di stabilità e chiediamo una legge speciale, che istituisca zone economiche speciali, per consentire alla Puglia di uscire “dall’omicidio” della Xylella”. Così la sen Annamaria Bernini, presidente del Gruppo di Fi al Senato, oggi durante la visita della delegazione di parlamentari Fi nei luoghi colpiti dalla Xylella. Con lei c’erano l’on Mariastella Gelmini, presidente del Gruppo Fi alla Camera, il commissario regionale di Fi, l’on Mauro D’Attis, i parlamentari Francesco Battistoni, Raffaele Nevi, Alessandra Gallone, Maria Spena, Vincenza Labriola, il presidente del Gruppo di Fi in Consiglio regionale Nino Marmo e il consigliere Domenico Damascelli. “Abbiamo visto zone desertificate, disastrate –ha aggiunto Bernini- e sulla linea di contenimento si vede in maniera plastica il dramma provocato dalla Xylella. Hanno sbagliato coloro che, da apprendisti stregoni, hanno trattato in maniera non scientifica un batterio che andava esaminato e contenuto con l’ausilio della scienza. E’ necessario fare ricerca ed è impressionante che, ancora oggi, non siano stati stanziati fondi nazionali e regionali per trovare una cura.

Aspettiamo al varco –ha aggiunto Bernini- il neo ministro Bellanova e il commissario Ue Gentiloni, dato che si tratta di un problema europeo, e lo facciamo con il massimo spirito costruttivo e collaborativo per il bene della Puglia”. “Oggi –ha dichiarato invece Mariastella Gelmini- abbiamo ascoltato Coldiretti ed altre associazioni di categoria perché il dialogo con i corpi intermedi è fondamentale. Forza Italia ha una posizione molto chiara rispetto ad un’emergenza che è stata trattata nel peggiore dei modi, perché si è perso molto tempo, sottovalutando il fenomeno e consentendo, così, al batterio di propagarsi e distruggere un patrimonio straordinario. Il danno è incommensurabile: si parla di circa un miliardo e duecento milioni di euro. In Commissione Agricoltura ci siamo battuti per accelerare l’approvazione del decreto Emergenza e riteniamo che sia indispensabile un Piano nazionale per rilanciare l’olivicoltura nazionale. Al governo nazionale –ha concluso Gelmini- chiediamo fatti concreti e zero chiacchiere”.

“La Xylella è un flagello che è stato colpevolmente sottovalutato –ha detto invece D’Attis- e basta fare una passeggiata da Brindisi in giu’ per avere contezza del fenomeno. Nel 2015 si parlava di piccoli focolai ed emergevano le prime richieste di eradicazioni su piccole aree. Ciò non è stato fatto e la Xylella avanza inarrestata. Ci sono delle responsabilità politiche ben precise e, probabilmente, ci saranno anche delle responsabilità contabili perché qualcuno sarà tenuto a risarcire i danni provocati non solo agli imprenditori, ma anche alle casse dello Stato, oltre alla sanzione inflitta dall’Unione Europea. Per la responsabilità politica, la prima a rispondere dovrà essere il centrosinistra alla guida della Regione Puglia, che dovranno andare a casa e farsi carico dei danni finanziari provocati alle casse pubbliche”. “Se si fosse attuato il Piano Silletti –ha detto Nino Marmoprobabilmente oggi non ci troveremmo dinanzi a un disastro di tale portata, agevolato dagli ambientalisti, dal Movimento 5 Stelle e dallo stesso Emiliano. La sentenza dell’Unione Europea inchioda Emiliano: Silletti è stato commissario straordinario fino al 2015, le piante sono state dissequestrate dalla magistratura nel 2016 e la sentenza riguarda il periodo dal 2013 al 2018, ovvero con Emiliano pienamente responsabile. Lo stanziamento apparente erogato dal governo nazionale e regionale era di 100 milioni, ma solo 30 milioni sono effettivamente in campo e sono stati messi dalla Regione: degli altri 70, promessi dall’ex ministro Centinaio, non vi è nemmeno l’ombra perché arriveranno, forse, da alcune economie del bilancio dello Stato da recuperare a fine anno.

Anche le risorse del decreto 44 sono bloccate, ancora in attesa del via libera del Cipe. Quindi, per la Xylella ad oggi sono stati destinati pochi spiccioli e nulla di più. La nostra opposizione in Regione sarà intransigente come sempre –ha concluso Marmo- e se Emiliano continuerà a girare a vuoto, saremo costretti a chiedergli i danni per tutto quello che non ha fatto. Dobbiamo restituire alla Puglia un futuro, facendo rinascere il Salento”. “Incalzeremo il governo giallorosso –ha aggiunto Vincenza Labriola- che cerca sul problema della Xyella di acquisire una nuova verginità, dimenticando che sono stati alla guida del Paese fino a qualche tempo fa. Il neo ministro dell’Agricoltura Bellanova faceva già parte dei governi Letta, Renzi e Gentiloni e ha permesso che il batterio deturpasse il nostro territorio economicamente e paesaggisticamente. Faremo in modo di inchiodare l’esecutivo alle proprie responsabilità: basta tavoli e incontri, è il momento di agire”. “La Xylella è il cancro della Puglia –ha affermato Domenico Damascelli, aprendo l’incontro con le associazioni di categoris – e non sono state avviate misure di contenimento, con un governo regionale che si è rivelato alleato della Xylella, omettendo di contrastarla. Non ottemperando agli obblighi imposti dall’Ue, contenuti nel Piano Silletti, non abbiamo potuto nemmeno usufruire, come Regione, dei contributi europei per ristorare i nostri agricoltori.

Ed oggi – ha proseguito Damascelli- il mondo produttivo pugliese, paga il prezzo di una crisi senza precedenti e senza alcun supporto economico da parte delle istituzioni”. “Noi chiediamo -ha aggiunto il sindaco di Ceglie Messapica, Luigi Caroli- l’immediata revisione delle aree di demarcazione: questo territorio è sano e solo per errore della Regione Puglia ci troviamo inseriti tra quelle “morte”. Chiediamo una ridefinizione dei perimetri e lo faremo tramite i nostri consiglieri regionali e l’immediata applicazione di tutte le prescrizioni previste per le aree infette”.

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