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Dieci concerti e il grande ritorno di “Hair”

Presentato il cartellone della 76a stagione concertistica degli Amici della Musica

Ivo Pogorelich
Ivo Pogorelich

Non solo classica per il cartellone della 76ª Stagione concertistica Amici della Musica “Arcangelo Speranza” di Taranto. Il ricco cartellone è stato presentato alla stampa ieri nel foyer del teatro comunale Fusco dal Presidente degli Amici della Musica Paolo Ruta e dall’Assessore alla Cultura Fabiano Marti. Dieci gli spettacoli al Teatro Comunale Fusco e cinque i concerti dedicati ai giovani talenti del pianoforte nel Salone della Provincia, che si snoderanno dal 18 novembre al 27 aprile, oltre all’appendice in maggio dedicata all’International Piano Competition (26-28 maggio).

Un’offerta musicale che abbraccia diversi generi e che intende andare incontro ai variegati gusti del pubblico. Quest’anno ad inaugurare la stagione il 18 novembre (fuori abbonamento) sarà Hair, il musical scritto nel 1967 per Broadway da James Rado e Gerome Ragni con musiche di Galt Mac- Dermot, una produzione MTS Entertainment (in collaborazione con la Compagnia della Rancia). Secondo appuntamento il 4 dicembre con il tributo ad Astor Piazzolla del violinista salentino Alessandro Quarta. Il 14 gennaio ritorna la tradizione concertistica del piano con Roberto Cappello, tra gli iniziatori della tradizione pianistica pugliese, nel 1976 vinse il Premio Busoni. Esegeta dalla tecnica trascendentale, Cappello dedicherà il concerto alle trascrizioni che Liszt realizzò del ciclo completo del “Canto del cigno” di Schubert e della Quinta di Beethoven.

Per gli amanti del jazz il 22 gennaio l’inedito incontro tra due straordinari musicisti cubani, Marialy Pacheco e Omar Sosa, ovvero la prima donna a vincere la prestigiosa competizione pianistica del Montreaux Jazz Festival e l’erede di una tradizione che affonda le radici nell’arte di Chuco Valdes, Gonzalo Rubalcaba e altri titani del latin jazz. Ancora tradizione musicale, lirica questa volta il 30 gennaio, con il giovane tenore Vincenzo Costanzo, vincitore dell’Oscar della Lirica nel 2014, e reduce dai trionfi con Myung-Whun Chung alla Fenice di Venezia e Tokyo, con Daniel Oren all’Arena di Verona e Pechino.

Il 17 febbraio l’Orchestra Maniscalchi farà ancora jazz, e più propriamente lo swing degli anni Trenta e Quaranta, quello delle sale da ballo dei tempi in cui c’era solo la radio. Il 5 marzo sarà la volta del tango con Roberto Herrera, personaggio simbolo già primo ballerino del Ballet Nacional Argentino diretto da Santiago Ayala e Norma Viola, in coppia con Laura Legazcue. Il 22 marzo con un programma che comprende musiche di Beethoven, Chopin e Ravel ritorna il grande pianoforte con Ivo Pogorelich la leggenda vivente, la cui esclusione dal Concorso Chopin fece andare su tutte le furie la giurata Martha Argerich, che se ne andò sbattendo la porta. Il 7 aprile ci sarà il ritorno del vincitore della passata edizione dell’International Piano Competition il francese Théo Ranganathan che suonerà nel Salone della Provincia, teatro anche delle cinque domeniche Young: la pianista Mariangelica Giannetta (1 dicembre), un recital lirico di giovani promesse del canto (22 dicembre), il violinista Mario Filippo Cavelli (26 gennaio), il quintetto di ance Game of Sax (16 febbraio) e il pianista Flavio Tozzi (15 marzo). Concerto di chiusura il 27 aprile al Teatro Fusco con l’armonica a bocca dello svizzero Grégoire Maret, salito sul primo gradino dei virtuosi di dopo la scomparsa di Toots Thielemans, e il colombiano Edmar Castañeda, arpista di stanza a New York che ha trasformato il suo strumento in uno strumento solista in ambito jazz.

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