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Taranto e Periferie: c’è il Festival dei giochi

Taranto e Periferie: c’è il Festival dei giochi
Taranto e Periferie: c’è il Festival dei giochi

Riconoscere il valore del gioco come mo­mento ludico di aggregazio­ne, riportare grandi e piccini per strada ai tempi del web e dei videogiochi e combattere il fenomeno dell’azzardopa­tia attraverso il “sano” diver­timento, totalmente gratuito: sono questi i tre principi sui quali si basa il concept del “Festival dei giochi”, mani­festazione nata nel 2004 da un’idea dell’associazione cul­turale “Casarmonica” di Ce­glie, presentato alla stampa in vista della cinque giorni che lo vedrà approdare nelle perife­rie di Taranto e al Borgo, dal 18 al 22 settembre.

È questo un altro appunta­mento che l’Amministrazione Melucci propone alla cittadi­nanza e che va ad arricchire ulteriormente il programma di eventi che ha animato i mesi estivi della città.

Si farà festa a Paolo VI (il 18 in via Sommovigo), alla Salinella (il 19 nell’area mercatale, in via Lago di Albano), al quartiere Tamburi (il 20, in via Grazia Deledda, area mercatale), a Lama (il 21 in via Sciabelle) e nelle piazze del centro di Ta­ranto (il 22 in piazza della Vit­toria e piazza Immacolata).

Grandi e piccini si confronte­ranno con i giochi “semplici” della tradizione come il tiro alla fune, il biliardone umano, lo shangai gigante, le cinque pietre, la campana, la trottola, il salto alla corda, la palla av­velenata, la pista delle biglie, la gara dei fischi, le botti ro­tolanti. E non solo. A partire dalle 16 (l’ingresso è libero) i luoghi scelti come location dei giochi si trasformeranno in un vero e proprio “Paese dei ba­locchi” itinerante.

«Il “Festival dei giochi” lo ab­biamo voluto fortemente – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Fabiano Marti – Ci piaceva l’idea di ritornare per qualche ora al passato, so­prattutto in un periodo in cui la comunicazione avviene tra­mite telefonini e il tablet è rifu­gio per tanti adolescenti.

I ragazzi dell’associazione ar­riveranno in massa per coin­volgere tutti, ma davvero tutti, affinchè questa che conside­riamo la prima di molte altre future edizioni, possa essere ricordata come un momento di grande allegria e diverti­mento». Nei giorni che prece­deranno il Festival, gli anima­tori entreranno nelle scuole per coinvolgere i ragazzi e far comprendere loro l’unica regola che vale: quella che si gioca insieme in strada e che il gioco e bello fino a quando è… gratis.

«Qui a Taranto approdiamo per la prima volta e con gran­de entusiasmo – ha detto Mirko Lodedo (nel tondino in alto), Capo banditore del Fe­stival e direttore artistico del­la manifestazione – Faremo quello che mi piace pensare come un “tour” in cinque lo­cation diverse e ci aspettia­mo che a partecipare siano bambini, adulti, anziani. C’è spazio per tutti. Leggerezza. Vogliamo portare leggerezza tra la gente – continua – Credo ne abbia bisogno, soprattutto in questo particolare periodo storico. Vogliamo che tutti si divertano in maniera genuina, per strada, come accadeva una volta».

Il Festival avrà anche una colonna sonora e musica e giochi si mescoleranno per rendere ancora più entusia­smante i diversi momenti ludi­ci. All’incontro con i giornalisti era presente anche Simone Salvemini, regista del docu­ mentario “Aspettando la cuc­cagna” in cui viene affrontato il tema del gioco d’azzardo.

«Insieme a Mirko Lodedo ab­biamo scritto questo proget­to che tra cento produzioni realizzate, ha vinto il “Social film fund” promosso da Fon­dazione “Con il Sud” e Apulia Film Commission il cui scopo era quello di sostenere quelle produzioni cinematografiche che avessero, come finalità, la realizzazione di opere sensibi­li a temi sociali. Noi abbiamo raccontato il sentimento che anima il Festival attraverso l’impegno costante di Mirko di diffondere il valore del gioco nella sua bellezza e purezza in contrapposizione, ovviamen­te, a quello d’azzardo».

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