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Palazzo degli Uffici, parte la nuova sfida

Inaugurato il cantiere, ripartono i lavori

Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici
Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici

L’abito nuovo c’è. Il velo che lo ricopre ricorda come era e come tornerà ad es­sere, una volta riportato alla luce.

Palazzo degli Uffici ha vissuto l’ennesimo capitolo, questa volta in positivo, della sua travagliata storia recente: il taglio del nastro del cantiere che dovrebbe inne­scare il definitivo percorso di la­vori per la sua rinascita.

Dopo Rossana Di Bello e Ippa­zio Stefàno, giovedì 12 settem­bre è toccato a Rinaldo Melucci sfidare la scaramanzia e i far­raginosi impasti amministrativi che da oltre quindici anni tengo­no imprigionato un palazzo che, se restituito alla vita cittadina, potrebbe davvero imprimere una svolta sociale ed economica ad un quartiere oggettivamente esausto come il Borgo.

Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici
Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici
Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici
Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici

L’entusiasmo e la determinazio­ne non mancano. Sorrisi e ab­bracci hanno testimoniato che questa volta c’è la convinzione che il traguardo possa essere davvero conseguito. Erano dav­vero in tanti a salutare questo evento: assessori, consiglieri co­munali, l’ammiraglio Salvatore Vitiello, il comandante provin­ciale dell’Arma, Luca Steffen­sen, il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, il presidente degli industriali, Antonio Marinaro, il presiden­te dei costruttori, Paolo Cam­pagna. E ancora rappresentanti sindacali, dirigenti (l’architetto Cosimo Netti, titolare dei lavori pubblici) e funzionari comuna­li. Dai fasti di Rossana Di Bello non si ricordava tanto clamore per l’apertura di un cantiere: può essere un sintomo positivo. Per esporsi fino a questo punto deve evidentemente esserci la consa­pevolezza che questa – e lo spe­riamo davvero – dovrebbe essere la volta buona.

Il sindaco Melucci è raggiante: «Finalmente procediamo con la riqualificazione di un pezzo fondamentale del Borgo e della Città. Questo palazzo è uno dei più grandi e importanti del patri­monio pubblico italiano. Sarà il simbolo di un nuovo modello di sviluppo, del futuro di Taranto».

Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici
Ripartono i lavori al Palazzo degli Uffici

Ribattezzato “Palazzo Archita”, in onore al più eccelso taranti­no di sempre, l’edificio ospiterà a livello strada attività commer­ciali e di ristorazione, nei piani superiori ci sarà spazio per la pinacoteca comunale e per de­stinazioni da condividere con il Museo Archeologico Nazionale. «Ci saranno – ha annunciato il sindaco – spazi per l’istruzione». Ritroverà posto nella sua sede storica il Liceo Archita, dopo le peregrinazioni di questi anni. E ci saranno ambienti anche per l’Università.

Il primo lotto di lavori, quello inaugurato, prevede il rifaci­mento dei solai per una spesa di circa due milioni di euro. Ci vorranno 270 giorni per portare a compimento questa prima fra­zione di interventi, poi si passerà alla facciata (5 milioni) e quindi alla definitiva ristrutturazione per altri 20 milioni. I fondi han­no seguito il percoso Cis-Cipe per gli interventi compresi nel Masterplan della Città Vecchia. Due anni-due anni e mezzo per finire tutto. Il primo lotto di la­vori se lo è aggiudicato una as­sociazione d’imprese tarantina, il Consorzio Sinergica, della quale è capofila la Quadrato Co­struzioni.

«Sarà un cantiere modello per tut­ti gli interventi futuri di restauro del nostro patriomonio storico e architettonico», profetizza l’asses­sore Ubaldo Occhinegro.

«Tutto questo – ha aggiunto Me­lucci – non sarebbe stato possi­bile senza una Soprintendenza particolarmente pimpante». E a nome della Soprintendenza è intervenuto l’architetto Carme­lo Di Fonzo: «Questo palazzo è l’emblema di Taranto, è stato l’e­lemento fondante della città nuo­va e quello di oggi è un nuovo inizio».

Emblematicità sottolineata sotto altri aspetti anche dal presiden­te della Camera di Commercio, Luigi Sportelli: «Questo maesto­so edificio in tutti questi anni è stato un emblema negativo per Taranto. Oggi rappresenta una speranza di rinascita, che appa­re ormai certa. Per questo quello di oggi è un evento che assume un significato più ampio di una semplice inaugurazione».

E allora che questa cerimonia rappresenti davvero un punto di svolta nella storia di questo Pa­lazzo che nel 2003 – amministrazione Di Bello – fu affidato alla Romagnoli per farne una sorta di centro direzionale. Poi gli in­ciampi a catena, compresa l’in­terdizione per sospette infiltra­zioni mafiose nel consorzio che anni dopo subentrò alla Roma­gnoli. Ogni volta una ripartenza, ogni volta una inaugurazione, puntualmente strozzata da ricor­si amministrativi e contenziosi. La chiusura definitiva nel 2013.

Ora la strada sembra finalmente in discesa, per quello che – era la fine degli anni ‘80 – l’ammi­nistrazione Guadagnolo vole­va trasformare in un teatro di prestigio. Con tanto di progetto firmato dall’architetto Canella. Non se ne fece nulla e il teatro, dopo quasi trent’anni, è appro­dato al Fusco. «Quello – qualcu­no suggerisce sornione – è stato solo l’aperitivo che abbiamo of­ferto alla città e al Borgo. Ce la faremo anche questa volta». E se davvero così fosse bisognerebbe davvero erigere un monumento alla ritrovata normalità.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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