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San Giorgio Jonico, Mino Fabbiano: «Coinvolgere le periferie nella vita sociale»

Intervista a tutto campo al primo cittadino

Il Palazzo di Città di San Giorgio Jonico
Il Palazzo di Città di San Giorgio Jonico

SAN GIORGIO JONICO – Gran­de fermento nella cittadina joni­ca soprattutto in questo scorcio di fine estate, che ha visto le strade riempirsi di gente attirata dai vari eventi organizzati dal­la amministrazione comunale e dalle associazioni presenti sul territorio.

Allora sindaco Fabbiano com’è andata quest’estate 2019?
Nelle ultime settimane si sono succeduti diversi eventi che han­no visto la partecipazione di tanti cittadini ma anche di molti forestieri che si sono affacciati in paese. Voglio anche in questa occasione ringraziare pubblica­mente il lavoro di tutta la Giun­ta che è stata impegnata nel non facile compito di organizzare gli eventi, degli uffici comunali coinvolti e, soprattutto, di tutte le associazioni del territorio che svolgono un ruolo prezioso e fon­damentale e senza le quali buo­na parte degli eventi organizzati non si sarebbero tenuti.

Al di là delle presenze registra­te, un dato importante è quella che è sembrata una ritrovata voglia dei cittadini di parteci­pazione agli eventi… un segna­le di inversione di tendenza ri­spetto al passato?
Credo di sì. Il partecipare è uno delle preoccupazioni più sentite di questa Amministrazione, che sta cercando di creare o ricreare quel senso di appartenenza che riteniamo sia importante per una comunità. D’altronde fin dal mo­mento del nostro insediamento, abbiamo dichiarato che ci sarem­mo occupati delle periferie, non solo dal punto di vista urbanisti­co ma anche, e soprattutto, sotto l’aspetto del coinvolgimento dei cittadini residenti in queste zone: le periferie sono più curate, più pulite e più coinvolte nella vita sociale della nostra comunità.

Sindaco dopo questi primi tre anni di mandato è possibile tracciare un quadro genera­le su alcuni punti di governo della sua Amministrazione?
Coraggio, lavoro e grande di­sponibilità. Credo siano questi i capisaldi dell’operato condotto e che porteremo avanti. Bisogna avere il coraggio di porre mano a progetti ambiziosi, lavorare in­tensamente per la realizzazione dei progetti e avere la disponibi­lità a dialogare con tutte le parti sia politiche che sociali, per con­dividere i percorsi lungo i quali i progetti si concretizzano.

Qualche esempio concreto di questi progetti?
Innanzi tutto la riqualificazione degli edifici scolastici comunali. Sicurezza, perfetta funzionalità e fruibilità dei luoghi in cui stu­diano i nostri bambini e i nostri ragazzi è sempre stata la prima­ria preoccupazione della Ammi­nistrazione. Sono stati presentati progetti di finanziamento (parlia­mo di diversi milioni di euro) ed avviati i relativi lavori, insomma possiamo dire, con un pizzico di soddisfazione, che fino alla fine del mandato avremo comple­tamente cambiato il volto delle scuole cittadine. E poi abbiamo candidato il finanziamento per il progetto di realizzazione della rete di fogna bianca di circa 20 milioni di euro e la riqualifica­zione e ammodernamento di tutti gli impianti sportivi comunali: dallo stadio alla pista di patti­naggio, dai campi da tennis alle palestre. I lavori sono già in cor­so o sono prossimi ad essere av­viati. Abbiamo inoltre migliorato la viabilità e la sicurezza dei più importanti snodi viari e reso il traffico, che giornalmente attra­versa il nostro abitato, più fluido e scorrevole.

Insomma un gran bel da fare per essere più vicino alle neces­sità e alle aspettative degli abi­tanti. A proposito dottor Mino Fabbiano com’è il rapporto tra il sindaco e i sangiorgesi?
Credo che gli amministratori ab­biano il dovere di mettersi all’a­scolto delle istanze dei cittadini e cercare, comunque, di dare delle risposte. È del tutto evidente che è impossibile risolvere le varie questioni che giornalmente ven­gono portate all’attenzione del Sindaco così come è assoluta­mente necessario dialogare con i cittadini cercando, per quanto possibile, di spiegare loro che l’interesse del singolo, seppure legittimo, va sempre contempe­rato con l’interesse generale che è, ovviamente, prevalente e che è il solo a cui deve uniformarsi l’a­zione amministrativa. Insomma, qualche volta, il Sindaco deve, anche se mal volentieri, dire di no.

Come si immagina San Gior­gio Jonico fra 10 anni?
Spero che la via tracciata con tanti sacrifici e tanto lavoro ci porti a vivere in un paese più ricco, non solo dal punto di vi­sta economico. Parlo di un pae­se più ricco di cultura, di valori, di umanità, un paese più giusto e più solidale, più accogliente e più vivibile. Insomma penso a una mia cittadina più a misura di essere umano e sempre meno “motorizzata”.

 

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