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Turco sottosegretario alla Presidenza, Taranto nel governo

L’emozione del senatore: «Opportunità per Taranto»

Giuseppe Conte e Mario Turco
Giuseppe Conte e Mario Turco

La voce è tremolante. Mario Turco fa fatica a nascondere l’emozione e a conservare il suo abituale aplomb isti­tuzionale. Il senatore ha appena saputo di essere Uno dei due nuovi sottosegretari (l’altro è Andrea Martella) alla Presiden­za del Consiglio. Lo ha voluto il premier Giuseppe Conte, che gli ha pure affidato una delega pesantissima: progammazione economica e investimenti.

Una nomina a sorpresa, la sua, dato che il suo nome non era mai emerso nel consue­to gioco del totonomine. Eppure, la sua dichiarata vicinanza a Conte e la sua pre­prazione in materia economica e finanzia­ria potevano essere un indizio importante per capire che, forse, per Mario Turco ci sarebbe stato un ruolo nel Conte bis. Tra l’altro, proprio nel pieno della crisi del pri­mo governo Conte, il nome di Turco era emerso tra quelli dei parlamentari vicini per approccio e contenuti al Presidente del Consiglio. Aspetti che lo stesso Turco ave­va poi confermato in una intervista rila­sciata proprio a TarantoBuonasera.

«Sono grato al Presidente del Consiglio – dice dopo la designazione il neo sottose­gretario al nostro giornale – che ha indivi­duato in me delle qualità e riconosciuto il mio impegno tecnico. Questo incarico non è importante solo per me, è una opportuni­tà anche per Taranto».

Taranto, appunto. Erano anni che il capo­luogo non esprimeva alcuna personalità di governo. E Turco questa carta promette di giocarla al massimo delle sue possibilità: «Voglio condividere questo riconoscimen­to con la comunità di Taranto, una terra dove sono nato, e di cui conosco le diffi­coltà e le emergenze che l’attanagliano da troppo troppo tempo. Non nego la mia pro­fonda emozione, ma allo stesso modo sono pronto a questa sfida nella quale riverserò tutto il mio impegno e la mia esperienza professionale, come economista e tecnico. Il mio impegno per la città sarà quello di sostenere le azioni per la riconversione economica, offrendo il mio contributo per realizzare un modello di sviluppo diversi­ficato, a forte diffusione di valore aggiunto e che sia moltiplicatore occupazionale».

Ovviamente non sarà solo Taranto il terre­no in cui Turco misurerà ruolo e capacità: «Vorrei portare avanti il mio grande pro­getto di contrasto alla finanza speculativa attraverso il superamento della Tobin tax (introdotta dal governo Monti nel 2012, ndr) con la Raider tax». Una proposta di legge che il senatore Turco ha già pre­sentato per la prossima legge di bilancio. Sarebbe un modo, secondo il nuovo sotto­segretario, di colpire le azioni speculative e di favorire gli investimenti produttivi, quelli che creano economia reale.

Cinquantuno anni, commercialista, esper­to di economia e finanza e docente uni­versitario, Turco è stato eletto con il M5S («che ringrazio per l’opportunità»). Il suo approccio, comunque, è sempre stato mol­to sobrio e molto lontano dagli eccessi tipici della parte più estrema del Movi­mento.

«Non mi reputo – dice ancora a Taranto­Buonasera – un vero politico. Sono un tec­nico e credo che oggi la stessa visione del politico debba essere rivista. L’economia è tecnica, i modelli economici vanno ri­scritti alla luce dei profondi cambiamenti in atto e per fare questo c’è bisogno di po­litici con una preparazione tecnica».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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