22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Attualità News

Gli antichi rimedi dei nostri nonni

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

Gli antichi rimedi dei nostri nonni
Gli antichi rimedi dei nostri nonni

Per la settimana che va dal 16 al 22 settembre, in attesa della terza festa settembrina, quella in onore dei Santi Medici, il prof. Antonio Fornaro ha pensato di incentrare l’approfondimento sui rimedi che i nostri nonni usavano per le malattie quando mancavano i medicinali.

Fornaro parlerà anche del varo del­la storica nave “Puglia” e della festa della Madonna della Pace, anche se si festeggerà domenica 29 settem­bre. Questi i santi della settimana: Santa Ludmilla, Sant’Ildegarda, San Giuseppe da Copertino che era un mistico e mentre pregava il suo corpo si sollevava da terra. Per que­sto motivo è diventato patro-no de­gli aviatori e degli astronauti. Era quasi analfabeta, ma ebbe il dono della scienza infusa e an-che i te­ologi gli chiedevano pareri. Viene invocato dagli studenti che devono sostenere gli esami. Altro santo popolare di questa settimana è San Gennaro, patrono di Napoli.

Dobbiamo ricordare che a Taran­to dal 1895 è presente nella Chie­sa di San Francesco di Paola la Confraternita di Santa Maria di Piedigrotta e dei Santi Gennaro e Catello. Questa Confraternita fu fondata per richiesta di un nutrito gruppo di operai napoletani che si trasferirono a Taranto per lavo-rare nell’Arsenale della Marina Milita­re. Si festeggiano anche Sant’Eu­stachio, San Maurizio e San Mat­teo apostolo ed evangelista, autore del primo Vangelo, il più antico e dettagliato, scritto in lingua ara­maica. Questa settimana la Chiesa festeggia la Madonna sotto il titolo di “Madonna delle Buone Notizie”, “Delle Rocce”, “Delle Vittorie”.

Questi i detti della settimana: “Pri­ma di volare, vedi se hai le ali”, “Chi ha coraggio, ha vantaggio”, “Le pecore contate le mangia il lupo”, “Dividi ricchezza e diventa povertà”, “Fiore d’inverno, fiore d’inferno”. Giuseppe Cravero nel­le sue effemeridi ci ricorda che il 22 settembre 1898 venne varata la Nave “Puglia” costruita nel nostro Arsenale. Pesava 3 mila tonnellate e costò 4 milioni e mezzo di lire. Tra le autorità presenti al varo ci furono il re Vittorio Emanuele III e la Principessa Elena alla quale fu dedicata la Serenata “A te” di Do­menico Bastia e Giuseppe Gigli.

In città ci furono grandi festeg­giamenti ma per un tragico errore durante lo spettacolo dei fuochi d’artificio morirono 3 artificieri e ci furono diversi feriti.

Del varo della Nave Puglia esiste una targa in bronzo sulla facciata di Palazzo di Città.

Dopo 25 anni di servizio la nave Puglia fu disarmata e la prora fu donata al poeta Gabriele D’Annun­zio che la sistemò nel Giardino del Vittoriale dove è ancora oggi pos­sibile visitarla.

Come si diceva il 29 settembre sarà festeggiata la Madonna della Pace che un tempo veniva ricorda-ta l’ultima domenica di agosto ed era conosciuta dai tarantini con il nome “Domenica delle chianca-relle” perché era questo il pranzo della festa. La Confraternita della Madonna della Pace fu fondata nel 1673 nella Chiesetta di Sant’An­drea alla Marina. L’attuale statua è di autore ignoto parigino e fu donata nel 1843 dal re Ferdinando II di Borbone. Durante il bombar­damento su Taranto del 28 agosto 1943 la statua della Madonna che si trovava nella Cappella della Pace a Porta Napoli fu miracolosamen­te estratta dalle macerie e ancora oggi sotto l’occhio sinistro si nota una piccolissima scheggia.

Oggi la statua si trova nella Chiesa della Madonna del Galeso al Quar­tiere Paolo VI da dove il 29 partirà la Processione con la statua della Madonna della Pace unitamente a quella di San Michele.

In maniera sintetica Fornaro ricor­da alcuni rimedi popolari contro le malattie. Per curare il mal di testa si facevano impacchi sulla fronte e sulla nuca, si fasciavano i polpac­ci e si lavavano i piedi. I nostri nonni curavano la bronchite con impacchi chiamati polentine e con sciroppi preparati da loro stessi. Si applicavano sul petto e sulla gola due cipolle tagliate a fette e cotte senz’acqua. Si preparavano anche sciroppi a base di miele. La tosse si combatteva facendo bollire latte caldo con cipolle. Si combatteva l’asma con uno sciroppo di rava­nello nero e di miele. Il mal di stomaco si curava con bagni di ac­qua tiepida o con succhi di cavolo. Numerose erano le malattie che si curavano con la cipolla, l’aglio e il prezzemolo e le non poche malattie infantili trovavano nei rimedi po­polari la loro soluzione. Dei rimedi ne abbiamo voluto ricordare quelli meno noti con l’augurio di poterne fare a meno, augurando, così, buo­na salute a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche