16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca News

Due reperti tarantini alla grande mostra archeologica

Al museo MarTa la presentazione dell’iniziativa

La mostra “Nel mare dell’intimità
La mostra “Nel mare dell’intimità

Anche il MarTa è stato coinvolto nella mostra “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta il Salento”, in corso dal 5 luglio scorso fino alla stessa giornata del 2020 all’Aeroporto di Brindisi. Ne ha riferito la stessa direttrice del Museo, Eva Degl’Innocenti ieri mattina, lunedì, nella sala della struttura museale (tappa tarantina di una serie di incontri in tutta la regione) sulla iniziativa e sulla problematica della rete dei musei.

Per i primi sei mesi della mostra, da Taranto sono stati prestati due importanti reperti delle proprie collezioni. Si tratta della statua in marmo di una giovane fanciulla (‘kore’) rinvenuta nel 1923 lungo la sponda di Mar Grande di contrada Montegranaro nel capoluogo ionico, databile nel tardo quarto secolo a. C, e la scultura in basalto verde raffigurante il dio Toth in forma di babbuino, originale egizio della prima metà del quarto secolo a.C., ripescata nelle acque di Porto Cesareo (Lecce) e acquisita dal Museo archeologico nazionale di Taranto nel 1934. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale all’industria turistica e culturale nonché alla gestione dei beni culturali della Puglia, Loredana Capone, che così ha riferito: “Dieci musei hanno lavorato per questa mostra, rinunciando temporaneamente a propri reperti per arricchire una mostra che parla del Salento e del suo mare. Abbiamo scelto come location l’aeroporto di Brindisi perché è il luogo della Puglia in cui passano migliaia e migliaia di visitatori.

Si è trattato quindi di una mirata strategia: abbiamo voluto che fossero i musei a parlare di sé con un assaggio delle proprie bellezze da loro custodite per stimolare la curiosità delle persone e portarle a visitare queste nostre stupende realtà espositive”. “Vogliamo far comprendere – ha continuato – che la Puglia non è soltanto la suggestione del paesaggio e del mare (quest’ultimo presente nel nostro brand), ma far comprendere come tutti i luoghi hanno le loro specifiche bellezze e che soprattutto come la cultura sia ben radicata nei suoi secoli di storia. Non era semplice, ci abbiamo provato e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti. Abbiamo raccontato di quando nei nostri mari transitavano navi cariche di tesori, sostando in luoghi di scambio. Talvolta non mancavano gli affondamenti e queste enormi ricchezze rimanevano a lungo nei fondali, fino al recupero e all’esposizione nei nostri musei. Di tutto ciò narra in maniera esauriente il catalogo ‘Nel mare dell’intimità’, realizzato in formato agevole da Antonella Antonazzo, Rita Auriemma e Giovanna Tinunin”.

“Per realizzare questa mostra, il direttore del polo biblio-museale di Lecce, Luigi De Luca – ha evidenziato – ha dedicato tanta della sua energia, centrando l’obiettivo, alla messa in rete dei musei. Un plauso va anche alla prof.ssa Rita Auriemma che è riuscita a coinvolgere noti studiosi affinchè la mostra fosse contemporaneamente locale e globale. Va citato anche il lavoro dell’Università della Puglia per una maggiore scientificità di tale iniziativa. Ringrazio anche Aeroporti di Puglia, per aver messo a disposizione gli spazi necessari e ha fatto sì che fossero utilizzati nel modo da noi chiesto: non è stato semplice per motivi di sicurezza. Nostro partner importante è stata la Sovrintendenza, perciò alla dott.ssa Maria Picarreta rivolgo il mio ringraziamento e un appello a continuare a lavorare insieme. Nel nostro territorio, allo scopo di evitare che i reperti subiscano aggressioni, talvolta prevale l’intenzione di evitare ogni attività di valorizzare. Invece posso dire che abbiamo intrapreso questa strada nuova, perchè le testimonianze della nostra storia più si vivono e più c’è un controllo sociale. E più si utilizza il capitale imano e più s’incrementa quello sociale. E su questo dobbiamo sforzarci- con un lavoro comune”. Così ha concluso: “Mi auguro che Taranto possa continuare credere in se stessa, in questo periodo sta emergendo in tutta la sua bellezza, ce lo dicono gli stessi operatori turistici. Grazie a iniziative come questa si può cominciare a pensare che Taranto è anche una città fatta per il turismo e per la cultura, non solo per l’industria pesante. Questa consapevolezza non può che generare una nuova opportunità per i giovani che quindi possono sperare di non andare più via da qui”.

1 Commento
  1. Marinella 2 anni ago
    Reply

    Ammirevole iniziativa culturale, ad maiora sempre!

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