L’ambasciatore Spogli, il prefetto Francesco Tagliente e Rudolpf Giuliani
L’ambasciatore Spogli, il prefetto Francesco Tagliente e Rudolpf Giuliani

“Occorre premet­tere che il successo di un evento, grande o piccolo che sia, è stretta­mente legato alla capacità dell’or­ganizzatore di mettere in campo una accurata pianificazione. La “buona organizzazione” si fonda su un “metodo” ben strutturato. Va da se che il primo step della fase di pianificazione è l’analisi: conoscenza dei luoghi, valuta­zione del contesto ambientale, dettagli organizzativi, obiettivi dell’iniziativa, percezione della comunità dell’evento ecc.

Messa a punto la pianificazione – ovvero la fase del governo all’e­vento – si guarda alla gestione. Anche qui il “metodo” rappresen­ta la via maestra: certezza della catena di comando, flusso delle informazioni verso la struttura organizzativa e capacità di pren­dere decisioni immediate diventa determinante.

Il concetto però non è quello di “un uomo solo al comando”; all’interno del processo decisio­nale va inserito il momento di condivisione, di analisi congiunta. Questo può accadere all’interno del centro per gestione dell’evento dove siedono tutti i rappresentanti delle varie funzioni in campo”.

Cosi ha esordito il prefetto Fran­cesco Tagliente nella sua relazio­ne introduttiva Forum “Criticità e punti di forza di un’Olimpiade invernale”, organizzato a Milano dall’Associazione Consiglieri re­gionali della Lombardia, in colla­borazione con Forum Security e Italian Team for Security, Terro­ristic Issues and Managing Emer­gencies

In vista delle Olimpiadi invernali 2026 assegnate a Milano-Corti­na, è stato il primo convegno a tema – patrocinato dal Consiglio regionale e dell’Associazione ita­liana per il Consiglio dei Comu­ni e delle Regioni d’Europa con sede in Roma (AICCRE) – per un approfondimento, con politici e tecnici, sugli aspetti di gestione del rischi nei grandi eventi.

Il prefetto Tagliente, uno dei massimi esperti nella pianifica­zione e gestione dei grandi eventi – che alla vigilia delle Olimpiadi del 2006 era stato chiamato dai vertici istituzionali a gestire la sicurezza dei Giochi invernali di Torino – ha proseguito la sua relazione introduttiva sul tema assegnatogli: “Punti di forza e criticità nella pianificazione delle misure organizzative per la ge­stione della sicurezza delle Olim­piadi invernali Torino 2006” mettendo in evidenza con i nu­meri la complessità dello scena­rio operativo.

“Per le olimpiadi invernali di Torino 2006 – ha detto – lo sce­nario era costituito da ben 37 siti olimpici dislocati in 7 comuni, 80 delegazioni protette provenienti da 90 Paesi, 10 milioni di pre­senze con 40.000 ospiti stranieri di cui 2.300 rappresentanti CIO, Comitati Olimpici Nazionali e Federazioni, 2.500 atleti e 2.500 tecnici ed accompagnatori, 9.400 giornalisti tra carta stampata e te­levisione. E ancora 127 dignitari esteri tra Capi di Stato, Sovrani, Primi Ministri, ministri ed Alti Dignitari.

Un evento che per la gestione delle misure organizzative e di sicurezza ha richiesto l’impegno di 18.000 volontari, 15.000 ope­ratori di polizia e 1.740 unita del Comitato organizzatore Toroc.

Complessivamente circa 35 mila operatori, chiamati ad operare su una vasta estensione territoriale in condizioni climatiche criti­che con la conseguente esigenza di un equipaggiamento speciale da montagna, mezzi di trasporto idonei ai percorsi alpini, selezio­ne del personale e addestramen­to specifico. Un teatro vasto con collegamenti stradali di lunga percorrenza e comunicazioni dif­ficoltose”.

“La gestione nel lungo periodo – ha proseguito Tagliente – ha comportato anche l’esigenza di mantenere alto il livello di atten­zione per i 17 giorni consecutivi di attività e la rimodulazione con­tinua dei servizi di vigilanza per la sicurezza dei circa 3.000 obiet­tivi sensibili sulla base della valu­tazione della minaccia.

Ed ancora la gestione di circa 400 pubbliche manifestazioni di rilievo che si sono tenute dal 10 al 26 febbraio 2006 compresa la partita di calcio ad elevato rischio giocata a Torino in concomitanza con la cerimonia di chiusura dei Giochi”.

“Lo scenario critico che si pre­sentava alla vigilia dell’evento- ha detto ancora Tagliente con un patrimonio di conoscenze nella gestione di grandi eventi anche da Questore di Firenze e di Roma e Prefetto di Pisa – spaziava dal­la inziale incertezza sulla catena di comando in tema di gestione della sicurezza, alla costituzione di differenti tavoli tecnici per la pianificazione dei dispositivi di sicurezza; dalla proliferazione di offerte tecnologiche da parte di società presentate da altri Paesi, al rischio della presenza di un numero eccessivo di addetti alla sicurezza armati al seguito dei di­gnitari esteri compreso il pericolo di alimentare allarme terrorismo da parte di soggetti non informa­ti, desiderosi di apparire a tutti i costi.

Uno scenario che ha richiesto una pianificazione finalizzata anche a provare a trasformare le po­tenziali criticità in punti di forza, alimentando lo spirito di squadra, creando le migliori condizioni per la sinergia e l’armonia tra tutti i rappresentanti delle Istituzioni governative e sportive italiane ed estere a vario titolo interessate alla pianificazione e gestione del­la sicurezza dell’evento”.

Per ribadire il pericolo dell’in­certezza della catena di coman­do e mettere l’accento sul valore della squadra Tagliente ha volu­to sottolineare che “Proprio per alimentare il concetto di “anali­si e condivisione delle decisio­ni” espresso in premessa, è stato istituito un organo collegiale, il Centro Nazionale di Informazio­ne sulle Olimpiadi (CNIO) anche per la raccolta di tutte le infor­mazioni sulla valutazione della minaccia c.d. criminale non solo terroristica, in perfetta armonia con le strutture esistenti; preve­dere un triplo filtro – Servizi di Intelligence, CASA (Comitato di analisi strategica antiterrorismo) e CNIO – per la verifica della attendibilità delle informazioni concernenti possibili minacce di attentati terroristici; esaltare il ruolo delle istituzioni governative italiane nella gestione della sicu­rezza con il concorso, informati­vo e non operativo, delle forze di polizia di altri Paesi; ed ancora rendere protagonisti i gruppi di operatori specializzati nella pia­nificazione di differenti settori di attività: coordinamento centrale, pianificazione territoriale, logisti­ca, operatività, ecc.

Al Centro Nazionale di Informa­zione sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006, è stato tra l’altro affidato il compito di rafforzare la catena di comando attraverso il supporto informativo al Que­store (anello tecnico deputato al coordinamento delle risorse) e a rendere chiara la suddivisione delle responsabilità del Comitato organizzatore (TOROC) e degli organismi centrali e periferici del Ministero dell’Interno, senza sovrapposizioni con gli apparati dipartimentali ed i Centri di re­sponsabilità territoriali”.

Passando poi a parlare della ge­stione della minaccia terroristica sempre attuale sui grandi eventi il prefetto ha messo in eviden­za l’importanza del CNIO. “Una struttura idonea, se non a elimi­nare, almeno a ridurre al minimo, possibili allarmi sull’evento, ge­nerati da informazioni inserite nel circuito da soggetti estranei.

Un obiettivo raggiunto – ha det­to – non solo grazie al continuo interscambio informativo con il C.A.S.A e i Servizi di Intelligen­ce dei paesi partecipanti attraver­so la trasmissione in tempo reale di notizie fornite dagli ufficiali di Collegamento circa possibili pro­gettualità terroristiche. Al CNIO arrivavano tutte le notizie ritenu­te d’interesse da parte di tutti gli ufficiali di collegamento appo­sitamente designati per ciascuna componente (Dignitari, famiglie olimpiche, media e sponsor. Que­sto flusso continuo di informazio­ni consentiva focus informativi nel corso dell’evento calibrati alle criticità emergenti e l’immediata trasmissione delle informazioni al Questore, Autorità responsa­bile della gestione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica; Uno scambio continuo di informazioni che alimentava la finestra di dia­logo continuo tra le Autorità di sicurezza e il Comitato organiz­zatore al fine di rilevare e imme­diatamente e risolvere, anche le criticità di natura organizzativa”.

Per evidenziare l’importanza del CNIO nelle relazioni con gli altri Paesi Tagliente ha ricordato che “Per le relazioni internazionali, i punti di forza erano rappresenta­ti dalla esaltazione della coope­razione internazionale di polizia allargata agli Ufficiali di colle­gamento di 25 Paesi (UE – G8 – Paesi a rischio); dalla completa apertura con i partner internazio­nali nello scambio di informazio­ni; della fermezza nella gestione delle offerte di tecnologie da parte di società presentate da altri Paesi e nel rigetto di ogni tentativo di interferenza da parte di potenziali candidati a sentirsi protagonisti; nel rigoroso divieto di portare armi sul territorio nazionale da parte di operatori di polizia inte­ressati alla cooperazione di poli­zia e nella limitazione a sole due persone armate da parte degli ad­detti alla sicurezza delle delega­zioni istituzionali estere compresi Capi di Stato e di Governo.

Per la comunicazione – ha detto ancora – il punto di forza è stato l’informazione omogenea sia a li­vello nazionale che internazionale agli organi di stampa, senza pro­tagonismi individuali”.

“In conclusione – ha detto il pre­fetto Tagliente con una punta di orgoglio – il CNIO è risultato uno strumento importante anche per gli ufficiali di collegamento dei paesi partecipanti e per il Comi­tato organizzatore. Un grande punto di forza che ha contribuito a consentire all’Italia di riscuotere il plauso dei vertici delle istituzio­ni governative e sportive italiani e internazionali.

Non posso dimenticare – ha ag­giunto – le parole dette alle agen­zie di stampa dall’allora Ministro dell’Interno Pisanu: “Il modello italiano di gestione dei grandi eventi è stato all’altezza, susci­tando l’ammirazione del direttore dell’Interpol, dell’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e di altri osservatori internazionali.

Rudolph Giuliani infatti per esprimere il suo appezzamento per il lavoro compiuto affermò che: L’Italia e Torino hanno avu­to un grande successo, per quel che riguarda la sicurezza olimpi­ca che “è un esempio perfetto di quello che dobbiamo fare in altre occasioni in cui esistono minacce anche di tipo terroristico”

L’ex direttore dell’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell’In­terno e presidente del CNIO ha concluso mettendo l’accento sul valore della “SQUADRA” vero motore della gestione di situazio­ni complesse.

“Il mio riconoscimento convin­to – ha detto – va al mio vice e soprattutto amico, ora Questo­re, Roberto Massucci; all’allora Questore di Torino Rodolfo Poli, firmatario dell’ordinanza di ser­vizio; al Prefetto Goffredo Sot­tile; al Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Angelo Agovino; al Colonnello Giuseppe Della Gala a tanti dirigenti della Polizia di Stato come Giuseppe Petronzi, Silvia Burdese, Salva­tore Sanna, Massimo Passariel­lo, Fabio Germani e a tutti gli altri preziosi protagonisti della riuscita dell’evento come l’allora sottosegretario Mario Pescante e Giovanni Pulice del TOROC. L’impegno ed il loro senso di ap­partenenza e dello Stato hanno garantito al Paese di presentarsi all’avanguardia ad un appunta­mento che ha messo l’Italia, con stile e professionalità, al centro del Mondo.

Gli interventi, moderati magi­stralmente da Maria Grazia Santi­ni presidente del Forum Security sono stati preceduti dai saluti del Presidente del Consiglio regiona­le della Lombardia, Alessandro Fermi e del Alessandro Patelli, segretario generale dell’Associa­zione consiglieri.

Dopo la relazione introduttiva del prefetto Tagliente, sono in­tervenuti Riccardo De Corato, Assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia; Anna Sca­vuzzo, Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza del Comune di Mi­lano; Luigi Alverà, Vicesindaco del Comune di Cortina d’Ampez­zo; Marco Lombardi, Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Mila­no; Edoardo Cavalieri d’Oro dei Vigili del fuoco di Milano; An­drea Zaccone, Responsabile del­la Protezione Civile in Regione Lombardia.

In rappresentanza del Diparti­mento della Pubblica Sicurezza ha partecipato il Primo dirigente della Polizia di Stato Fabrizio Fu­cili, dell’Ufficio Ordine Pubblico, il quale con un apprezzatissimo intervento ha illustrato “L’attuale sistema di sicurezza degli eventi di particolare rilievo in Italia”.

 

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