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I brani della tradizione classica in tour con l’Ico

Balcanian: l’Orchestra racconta gli Ori. Presentato il progetto

I brani della tradizione classica in tour con l’Ico
I brani della tradizione classica in tour con l’Ico

Ulcinje (Mon­tenegro), Tirana (Albania), Fier (Albania) e Arta (Grecia) : sono queste le quattro cit­tà in cui approderà l’edizione di quest’anno del “Balcanian tour”, il progetto che ancora una volta vede protagonista l’Orchestra della Magna Gre­cia.

Martedì, 17 settembre, la pre­sentazione alla stampa dell’i­niziativa che prenderà il via il 18 settembre con L’Ico taran­tina impegnata a presentare un repertorio di brani della tradizione classica, diretta dal Maestro Piero Romano.

I brani della tradizione classica in tour con l’Ico
I brani della tradizione classica in tour con l’Ico

Durante la conferenza, un in­tervento audio di Eva Degli’In­nocenti, direttrice del Museo MarTa che ha sostenuto il progetto “Musiké Areté 2019” grazie al quale i vincitori del bando, Claudia Lucia Ostuni e Simone Falcone, hanno svol­to un viaggio di studi di qua­rantacinque giorni alla fine del quale hanno composto il bra­no originale “Mysteria”. Il bra­no, diviso in cinque “stanze musicali”, sarà eseguito nelle quattro città inserite nel tour insieme con estratti da ope­re di Donizetti, Lehar, Puccini, Verdi e altri grandi autori.

«È un grande progetto che durerà nel tempo – ha dichia­rato Romano – quest’anno ar­ricchitosi ulteriormente di un bando di ricerca che ha favo­rito due giovani ricercatori nel recarsi nei territori delle anti­che colonie greche per acqui­sire informazioni, elementi, emozioni utili alla realizzazio­ne di un’opera musicale che raccontasse la Magna Grecia attraverso aspetti musicali.

Claudia e Simone, vincitori del bando e autori di “Myste­ria”, parteciperanno al nostro tour in Montenegro, Albania e Grecia, negli stessi luoghi che hanno ispirato la scrittura del brano; esperienza importante il Balcanian Tour che consen­tirà ai nostri partner stranieri di ascoltare questa opera ori­ginale unitamente a un reper­torio in buona parte italiano; insostituibile anche in questa occasione ruolo di partner istituzionali, quali il Ministero dei Beni culturali, il Comune di Taranto, proseguendo con il MarTa e gli istituti di cultu­ra di Montenegro, Albania e Grecia, che hanno dato forza alla progettualità».

«Ogni progetto importante illustrato dall’Orchestra della Magna Grecia – ha sottoline­ato l’assessore Marti – vede al loro fianco l’Amministra­zione comunale che sostiene contributi dall’alto spessore culturale. In questo caso si in­contrano storia, musica, arte di questa città; mai come in questo caso l’Ico tarantina di­venta “Orchestra della Magna Grecia”: quando il maestro Romano me ne ha parlato ha subito trovato la disponibi­lità del sottoscritto, natural­mente del sindaco Melucci e dell’Amministrazione comu­nale, a nome della quale au­guro un in bocca al lupo per questo e altri progetti futuri».

«È stata una grande sfida – ha detto l’archeologo del MarTa, Lorenzo Mancini, intervenuto all’incontro con i giornalisti insieme al direttore artistico del L.A. Chorus, Pierfranco Semeraro – considerando non frequente il ruolo di un archeologo in veste di tutor, ruolo da me svolto nell’assi­stenza dei due ragazzi vinci­tori del bando. Spero che il mio contributo sia stato utile nella scrittura del brano ori­ginale perché questo carat­terizzasse i vari Paesi, attori del progetto e confluiti nella storia della Magna Grecia». «Sono stato prima incuriosi­to – ha proseguito Semeraro – successivamente rapito dal lavoro della Ostuni e Falcone, autori di un’opera interessan­te e che favorisce la messa in rete di Taranto fra passato e futuro, quanto dimostra che si può costruire un futuro par­tendo dal nostro passato».

«Abbiamo messo a disposi­zione del progetto e, in parti­colare, dei due ricercatori – la dichiarazione di Eva Degl’In­nocenti – la nostra conoscen­za perché attraverso il viaggio di apprendimento curassero al meglio la loro opera. Non nascondo che proprio al la­voro svolto insieme all’Orche­stra e ai due giovani ricercato­ri, stiamo ponendo massima attenzione tanto da pensare a una sorpresa legata proprio a “Mysteria”, ma sulla quale non vorrei dare ulteriori anti­cipazioni».

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