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Sale in cattedra il prodotto dei vigneti di Grottaglie

Alla festa dell’uva in piazza Regina Margherita

Festa dell’uva a Grottaglie
Festa dell’uva a Grottaglie

GROTTAGLIE – L’uva grotta­gliese in cattedra

Giunta alla seconda edizione la “Festa dell’Uva grottagliese”, andata in scena venerdì e sabato scorsi in piazza Regina Marghe­rita, ha messo in cattedra il pro­dotto dei vigneti nel cui settore Grottaglie può e sa recitare un ruolo da primato.

Attraverso gli interventi qua­lificati di esperti del settore, il sindaco Ciro D’Alò ha dato il là ad una serie di interventi che hanno sortito il risultato sperato alla vigilia dell’evento.

Le parole chiave della seconda “Festa dell’Uva”: aggregazio­ne e competitività, logistica, innovazione nella varietà delle uve da tavola prodotte, royal­ties e “formula club” sono stati i concetti ricorrenti nelle brevi, ma efficaci, relazioni dei bravi esperti che hanno reso più facile la comprensione degli argomen­ti agli addetti ai lavori e ai citta­dini presenti.

Dalle relazioni ascoltate è emer­so che tali problemi rappre­sentano il futuro per il settore dell’uva da tavola grottagliese. E’ emerso anche che non è più sufficiente il trasporto ferro­viario e quello su gomma, ma è necessario incominciare a spe­rimentare quello aeroportuale e quello del porto del capoluogo ionico.

Senza mezzi termini è stato de­nunciato un calo nella esporta­zione causato proprio da mezzi di trasporto che si devono ade­guare alle nuove realtà e non certamente per l’eccellente qua­lità del prodotto.

La bella notizia l’ha portata l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portua­le del Mar Jonio, che ha fatto sa­pere che il porto ortofrutticolo e la relativa piattaforma logistica partiranno nel capoluogo jonico dal prossimo mese di gennaio.

Sono state anche prese in con­siderazione le opportunità che potrebbe offrire l’aeroporto “M. Arlotta” di Grottaglie e il Centro Servizi per l’Agricoltura per sviluppare a Grottaglie una piattaforma logistica efficiente per affacciarsi ai mercati esteri, ma soprattutto per farlo a costi concorrenziali.

D’Alò ha sostenuto che la lo­gistica è come un vero chicco che può dare grandi germogli. Intanto oggi si deve tenere te­sta alla concorrenza dei porti di Gioia Tauro, di Salerno e di Na­poli e agli alti costi riguardanti il trasporto dell’uva da tavola.

Si sono persi importanti mercati come quello russo e quello asia­tico.

A Grottaglie l’attività dell’uva da tavola viene sviluppata su un terreno coltivato di circa 2mila ettari con una produzione di 500mila quintali per un fattura­to di quasi 38 milioni di euro.

Pur se l’esportazione è calata del 15% ci sono buone prospet­tive per rilanciare un settore, quello dell’uva da tavola che, come ha sostenuto il sindaco, è il secondo gioiello di Grottaglie dopo l’affermatissima ceramica che viene veicolata in tutto il mondo.

Ma vediamo di conoscere da vi­cino l’uva da tavola grottagliese che da settembre fino a novem­bre veste la corona regale sulle mense dei pugliesi e di quanti possono fruire di questo pro­dotto veramente eccellente.

Protetta dal marchio IGP “Uva di Puglia”, l’uva da tavola di Grottaglie è rinomata per le sue varietà.

La fanno da padrona la varietà “Vittoria” e la varietà “Regina”. La prima si distingue per i suoi grappoli a forma di piramide, per i suoi chicchi grandi e la lieve dolcezza. La “Regina” è una tra le più attrezzate al mon­do e nasce da un incrocio dalle origini antichissime. E’ stato calcolato che la Regina produ­ce acini tondi che pesano fino a dieci grammi ciascuno e che il peso dei grappoli può arrivare fino ad un chilo. Una pianta di questa varietà arriva a produrre 25 chilogrammi di uve che sono resistenti ma che purtroppo si danneggiano durante i trasporti. E’ stato interessante apprendere che l’uva Vittoria è molto dige­ribile, nutriente, energetica, ric­ca di virtù terapeutiche come la capacità antiossidante, disintos­sicante, diuretica e di tante altre note nel campo della medicina.

La due giorni grottagliese nel nome dell’uva da tavola è stato anche altro perché ha portato nel centro storico della capitale della ceramica la buona musica folk unitamente all’altrettan­to buona enogastronomia che i partecipanti all’evento hanno potuto degustare nelle varie po­stazioni disseminate nel percor­so tracciato.

C’è stato anche spazio per i bambini che hanno gustato una merenda a base di uva biologica ma avrà fatto certamente bene agli stessi una lettura sull’uva spina. I piccoli visitatori della festa sono stati impegnati anche in piccoli laboratori sulla cor­retta alimentazione.

Questo, in sintesi, il bilancio di una festa che ha saputo coniu­gare l’eccellenza del prodotto grottagliese e che si è tuffata nelle problematiche da aggre­dire ed approfondire nei pros­simi anni.La festa è stata anche occasione per degustare i buo­ni piatti tipici della tradizione culinaria grottagliese e i suoi eccellenti vini.Si è fatta, insom­ma, cultura a 360 gradi e questo è certamente un fatto positivo.

 

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