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Cozze e ostriche, ora è crisi nera

Unicoop e Upalap si rivolgono al sindaco e all’assessore

Mitilicoltura
Mitilicoltura

«Anche quest’an­no il settore della mitilicoltura tarantina ha subìto gravi perdite a causa del rialzo termico del­le acque del mar piccolo nelle quali nel mese di agosto ancora ‘stabulava’ gran parte del pro­dotto destinato alla commer­cializzazione». Lo affermano, in una nota, Mario Imperatrice, responsabile regionale settore ittico Unicoop Puglia e Giorgio Guacci, presidente Upalap Pu­glia.

«In verità non è consuetudine la stabulazione del prodotto nel periodo di agosto allorquando la produzione tarantina sono state avviate già alla commer­cializzazione, tale ritardo è da ascriversi esclusivamente alla presenza sul mercato di prodot­to importato dalla vicina Grecia che di fatto è stato acquistato inconsapevolmente dai consu­matori poichè nella maggior parte dei casi privo di confezio­ne ed etichettatura in barba alle prescritte norme sulla tracciabi­lità. Appare intuitivo – spiegano Imperatrice e Guacci – come tutta la problematica investe non solo aspetti squisitamente commerciali ma anche aspetti di carattere igienico sanitario. Tale problematica oltre a que­stioni di carattere tecnico am­ministrativo inerenti la gestione burocratica e programmatica del demanio marittimo saranno oggetto di un incontro richisto al sig. sindaco ed all’assessore al ramo del Comune di Taran­to».

Ecco il testo della lettera invia­ta da Unicoop Puglia e Upalap al sindaco Rinaldo Melucci ed all’assessore allo Sviluppo economico, Gianni Cataldino. «Sollecitiamo unincontro ur­gente al fine di affrontare nu­merose problematiche inerenti il settore, atteso lo stato di con­tinua emergenza che caratteriz­za, da sempre, le attività ammi­nistrative degli Uffici preposti alla gestione del Demanio Ma­rittimo verso gli operatori del settore. In particolare – si legge nella missiva – le ultime vicende che hanno provocato l’ennesima moria di prodotto nel mese di agosto sottolineano un grave disagio del settore sia sul piano zootecnico sia sul piano com­merciale».

«Tale disagio fra l’altro trova la sua ragione d’essere in quanto la ‘ridondante burocrazia’ non consente un’agevole gestione del prodotto consentendo in­terpetrazioni lacunose al limite della “legittimità” delle norme che di fatto comporta condotte “elusive”. Alla luce delle nume­rose istanze provenienti dagli operatori del settore auspichia­mo l’adozione di strumenti am­ministrativi e tecnico-commer­ciali in una visione di fattiva collaborazione con il Civico Ente».

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