14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

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Il ciclone Renzi travolge il Pd ionico

Chi resta e chi invece aderirà al nuovo partito dell’ex premier

Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci
Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

Trascinerà con sè una tren­tina di parlamentari, ma il ciclone Renzi arriverà a scuotere consigli comunali e regionali. A Taranto come nel resto della Puglia e d’Italia.

Partiamo dal capoluogo. Nei prossimi giorni si vivrà una situazione kafkiana, perché la scissione annunciata da Matteo Renzi viene a coincidere con i giorni in cui alla Villa Peripato sarà celebrata la Festa dell’Unità. Un ossimoro. Una situazione che qualche imbarazzo all’interno del Pd ionico la sta creando. La prima ospite do­vrebbe essere il sottosegretario allo svilup­po economico Alessia Morani, renziana che però ha dichiarato fedeltà al Pd.

A Taranto i vertici provinciali sono ren­ziani. Renziano è il segretario Giampiero Mancarelli, renziano è il presidente Lu­dovico Vico. Che scelta faranno? Entram­bi, in particolare Vico che proprio dome­nica scorsa a Grottaglie ne ha tracciato un profilo sinceramente appassionato, sono politicamente legati a Teresa Bellanova, il ministro dell’agricoltura, renziana di ferro, che proprio dal palco di Grottaglie aveva lasciato intuire come il divorzio fosse or­mai imminente («Non si può passare dagli insulti agli appelli all’unità», aveva detto a proposito degli scontri interni e delle feroci opposizioni a Renzi che nel Pd si sono svi­luppate in questi anni). Teresa Bellanova dovrebbe essere proprio il capo delegazio­ne dei gruppi renziani in seno al governo Conte bis. Vico e Mancarelli seguiranno Renzi e Bellanova? È presumibile che ogni decisione sarà rimandata quando calerà il sipario sulla Festa dell’Unità. Da qui a do­menica è prevedibile che si susseguiranno incontri e colloqui importanti per capire quale direzione imboccare.

Grandi attenzioni sono rivolte al sindaco Rinaldo Melucci, che negli ultimi tempi sembra essersi riavvicinato al presidente della Regione, Michele Emiliano.

Staremo a vedere quale sarà la scelta del primo cittadino e quali contraccolpi ci saranno nella geografia del consiglio co­munale, dove le posizioni sono sicuramen­te più fluide. L’unico renziano di antica origine è Emanuele Di Todaro. Ad oggi non si è pronunciato, ma la sua migrazione dal Pd al nuovo partito appare abbastanza scontata. Poi c’è Vincenzo Di Gregorio: anche lui potrebbe seguire Renzi, ma que­ste sono ore di meditazione in attesa che il leader fiorentino sveli puntualmente il suo progetto. Sicuro di restare nel Pd è invece il presidente del consiglio Lucio Lonoce.

La Regione sarà un crocevia fondamenta­le per il Pd pugliese, in vista delle elezioni per eleggere il nuovo governatore.

Difficile credere che le scelte non saranno condizionate dalle candidature e dai po­sizionamenti elettorali. E veniamo infatti ai consiglieri regionali uscenti: Michele Mazzarano è un fedelissimo di Emiliano e dell’area Zingaretti, quindi è senz’altro da escludere un suo passaggio tra le fila di Renzi. Diverso il discorso per Donato Pentassuglia, che invece potrebbe seguire l’ex presidente del consiglio in questa sua nuova avventura.

Ma attenzione, perché il nuovo partito po­trebbe essere una sirena tentatrice anche per consiglieri che oggi sono fuori dal Pd: la scissione voluta da Renzi, insomma, potrebbe sedurre ad esempio qualche in­dipendente se non addirittura qualche con­sigliere di opposizione.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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