12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

La presentazione del 59° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia
La presentazione del 59° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia

Presentato a Palazzo d’A­quino il 59 Convegno dell’Isamg. Gre­mita di referenti sociali la conferenza stampa: Pierluca Turnone L C Ta, Car­men Galluzzo Motolese Club Unesco Ta, Vittoria Tommassetti Amici dei Musei, Alba Nigro C L Taranto Due Mari, Carmela Angarola AICC, Paolo Salerno Mele LC Taranto Host, Ric­cardo Pagano Dipartimento Jonico UniBA, Arcangelo Fornaro LC Grotta­glie, Mario Rinaldo LC Taranto Host, Lucio Pierri, Piero Massafra Scorpio­ne Editrice, Carmine De Gregorio No­bilissima Taranto. «Sono in malafede – ha esordito Aldo Siciliano Presiden­te Isamg – se dicono che vogliamo portare l’Istituto a Lecce; siamo ospiti di Università e Comune, ma servono spazi per i libri dell’immensa biblio­teca patrimonio della collettività. No a soluzioni tampone nè che ognuno vada per conto suo. Ringrazio Univer­sità, Rotary, Soroptimist, Associazio­ne Motolese per le borse di studio: su 43 richieste ne copriamo solo 18/19». Rassicura l’assessore Fabiano Marti sul capitolo borse di studio in bilan­cio: 5.000 euro. Bravissimi i “ragazzi” della Museion, la Segreteria. Vittoria Tommassetti nuova Presidente Amici dei Musei ha annunciato una visita te­matica sulla donna al MArTA; la stori­ca past president Annapaola Petrone Albanese ha mandato un messaggio come l’Ammiraglio Ricci e Loredana Capone; auguri per telefono di Anto­nio Uricchio, Corrado Petrocelli; assi­curata la convenzione del Presiden­te della Repubblica con patronato e medaglia da Roma, la Caput Mundi. E allora bentornato caro Convegno ul­tracinquantenne! In una Taranto che pur non essendo la “capitale” della Magna Grecia, termine improprio, ha il dovere di essere la capitale del Sud Italia. E come? La ricetta per il presi­dente Siciliano è di mettere da parte i personalismi e lavorare in autentica sinergia. Dello stesso parere Gian­ni Liviano in una città di monadi ed esagerato individualismo. Doveroso il ringraziamento all’amm. Salvatore Vi­tiello con le carte in regola per essere nominato cittadino di Taranto. “Non ci fa mancare mai niente la Marina- dice Siciliano-nemmeno la banda”. E se vogliamo la banda e non i fuochi meglio stringersi nell’unità d’intenti e non ciascuno a zappare i propri orti. Coltura o cultura? Dilemma.

“Abbiamo la disponibilità dell’attore Massimo Cimaglia per una serata al Castello ma servono le convenzioni perché noi i debiti li assolviamo”. L’in­tervento dell’Assessore Fabiano Mar­ti a nome del Comune rassicura sulla disponibilità per le borse di studio e la sede perché è giusto così. Il prof. Siciliano- ha sottolineato- ha tutte le ragioni del mondo per chiedere aiuti. Meno male che non mette in pratica quando dice che quest’anno è l’ulti­mo. Lunga vita al convegno!

Su apertura gli argomenti non sono fruibili da tutti ma è anche bello il confronto tra menti eccelse che a Ta­ranto non mancano con quelle che vengono da fuori e s’innamorano della città. Rassicurando sulla diret­ta streaming ed anticipando prossimi incontri con le ha dato la parola alla consigliera provinciale Sabrina Pon­trelli che ha invitato a fare rete con l’impegno di tutti. L’intervento di Ric­cardo Pagano riporta al 2013 nascita del Dipartimento Jonico con Taranto appena uscita dal dissesto; fu una ripresa culturale grazie ad Uricchio. Bruno Notarnicola Direttore Diparti­mento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: societa’, ambiente, culture Università di Bari ricorda che Stefano Bronzini è stato eletto nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e si in­sedierà dal 1 ottobre 2019.

“L’argomento di quest’anno sulle donne è bellissimo- ha continuato- e son convinto che in questo palazzo che doveva essere sede del rettorato deve stare la Magna Grecia; oggi da 30 professori siamo passati a 60 con 47 dottorandi: la platea è ampia; io mi occupo di simbiosi industriale ma qui si fa simbiosi culturale. Imminente la notte dei ricercatori”.

Che sulla Magna Grecia la ricerca sia essenziale per Taranto lo testimonia l’istituto. Maria Piccarreta ha sottoli­neato la costante vicinanza del Mini­stero perché servono i momenti spe­cialistici ed in questo il convegno ha avuto continuità nel tempo ed è rima­sto fedele a se stesso; è giusto che resti specialistico ma nel nuovo corso di una Taranto nuova in cui avere la barra dritta, senza perdere la propria identità; la sfida sta proprio qui in una società dinamica sono essenziali le giornate specialistiche; il patrimonio nel corso dei millenni ha parlato a diverse generazioni dialogando con tutti; un reperto vuole la contempla­zione, le sfide passano dai caposaldi e la sfida è che la società è in un vor­tice di cambiamento; lo stesso tema tocca corde sensibili, attualissimo; il nuovo fermento è entrato nelle corde del convegno, persino nella grafica e questo lo rende duraturo nel tempo. Grazie a Siciliano niente affatto un brontolone ma una persona cabar­bia ed il Ministero (che dà all’Istituto un contributo fisso) deve sostenere l’archeologia e ringrazio che ci dà la possibilità di raccontarci nel nostro fare nel territorio. Presente il funzio­nario archeologo Roberto Rotondo.

L’aspetto scientifico del Tema “Don­ne di Magna Grecia. Visibilità. Rap­presentazione. Ruoli” presentato da Mario Lombardo: la storia antica riaffiora nella contemporaneità ed il tema di quest’anno è avanti ed in­veste il ruolo centrale delle donne in Magna Grecia. Ci siamo interrogati sulla rappresentanza delle donne nel mondo antico con strumenti specia­listici: dalle pratiche alla documen­tazione. Com’erano rappresentate? Che ruoli svolgevano? Due i versanti nel metodo d’indagine: archeologia e storia, una banca dati fatta di mo­nete, letteratura, epigrafia reperti che nell’insieme danno la nuova archeo­logia detta gender archaeology cioè il modo con cui si traduceva l’essere donna nel mondo antico negli aspet­ti sociali più che fisici; le fonti scritte sono la base che ci parlano di don­ne, uomini, avvenimenti, cariche ruoli; di particolare importanza la sezione sull’archeologia funeraria perché le tombe sono tra i pochi contesti chiu­si che vediamo così come erano stati messi in scena: rituale, suppellettile, gruppi familiari, linguaggio; attraver­so i reperti si studia il rituale e la po­sizione del defunto e si scopre che i riti funebri di ieri li ritroviamo nel lutto come la prothesis o esposizione del cadavere; l’analisi delle ossa è fonte d’informazione per distinguere tra se­polture maschili e femminili e se ve­diamo donne armate non dipende dal sesso ma dal genere che determina il ruolo, la valenza sociale della don­na antica. Nei vasi c’è molta icono­grafia e la produzione vascolare della Magna Grecia dalla fine VIII a.C. alla koinè ellenistica rivela la peculiarità dell’orizzonte magnogreco nell’ambi­to dell’archeologia funeraria.

Le dinamiche di genere saranno os­servate confrontando gli ambienti greci con le comunità dell’entroterra; si metteranno in luce pratiche socia­li, funerarie, miti, culti. Al termine di questa sintesi scientifica ha portato i saluti dell’ammiraglio Vitiello Fer­nando Fersini Marina Sud, tarantino d’origine ed attento alla cultura del territorio.

Il 59 Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia si svolgerà dal 26 al 28 settembre 2019 presso il Polo Universitario Jonico di via Duomo 259. Lo seguiremo per i nostri lettori.

 

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