Cronaca News

Lettera scherzosa (ma non troppo) ad un neonato critico

Le parole del dottor Oronzo Forleo, direttore dell’Utin dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto

Oronzo Forleo
Oronzo Forleo

Carissimo Luca dopo tanti anni, in tutte le stagioni, in tutti i giorni, in tutte le ore e dopo tante presunte verità sono qui a scriverti le impressioni che ho maturato insieme a te a e a tutti i neona­ti critici e ai neonati pretermine. Sono in un raro giorno di ferie e per questo credo che,in questo scritto, sarò solo quello che sono.

Intanto, di cuore ringrazio te e tutti gli altri neonati per l’esperienza umana che mi ave­te offerto insieme a tutto l’arricchimento culturale , professionale e tecnico che at­traverso voi ho accumulato.

Mi avete insegnato ad essere uomo, padre e medico chiedendomi poco e solo quel poco che atteneva al mio ruolo istituzionale di medico, senza grandi meriti se non quello di essere stato chiamato ad assistere e con­trollare i tuoi bisogni.

Un neonato
Un neonato

Ma ho da chiederti scusa perché col tem­po e con una giusta esana introspezione ho capito di essere stato poco esaustivo e,come oggi si dice, non sempre efficace ed efficiente. Sarà per colpa dei capelli che diventano sempre più canuti, sarà perché l’incedere dell’età porta con se un ricco bagaglio di emozioni e considerazioni, … sarà come sarà…ma è proprio ora di chie­derti perdono.

Perché ti chiedo di perdonarmi?
Penso a quanto tempo mi ci è voluto per capire che tu pretermine, di peso basso o molto basso, di età gestazionale severa­mente bassa e comunque in condizioni critiche, tu avevi una tua capacità sensoria­le ed emozionale come la mia e come la nostra.

Ho capito con ritardo che provavi emo­zioni e dolore e che il dolore è una esperien­za che lascia tracce indelebili nel grande magazzino della nostra mente. E probabil­mente sono quelle esperienze negative e quelle tracce di sofferenza a richiedere poi negli anni successivi un risarcimento ido­neo che, quando assente ,produce il nostro “male di vivere”.E nessuno osi oggi darti dolore anche se in fine vita per cui anche il nostro approccio verso di te deve essere dolce ,delicato e capace di darti ristoro an­che nelle numerose procedure.

Ho capito in ritardo che avevi grandi capacità di ascolto  e allora ho imparato a modulare la mia voce per poterti accarez­zare solo con vezzi e sussurri

Ho capito in ritardo che la luce intensa non la gradivi e attraverso te ho supera­to l’egoismo di voler vedere illuminato il reparto a giorno in tutte le ore ma la luce vera è quella della nostra vicinanza

Mi hai chiesto di chiamarmi per nome rifiutando di essere “il bambino della ter­za culla” o peggio “quello che sta più di lì che…”

Io questo l’ho sempre fatto e sempre lo farò ma ti chiedo ugualmente scusa per quegli adulti (talora gli stessi genitori) che ti uti­lizzano come oggetto “social” da esporre senza dignità ( ma che significa oggi digni­tà?)

Mi hai insegnato che i tuoi genitori non sono attori non protagonisti, ma che de­vono vivere con te e con noi una esperien­za da condividere nella migliore condi­zione empatica. Ma pur chiedendoti tante scuse, caro Luca devo dire che da tempo i nostri vissuti si sono modificati,quasi una nefasta digitalizzazione impropria del no­stro vivere e, dei nostri vissuti e della scala dei nostri valori .

Invecchiando comincio anon capire più lo sconfinamento oltre i limiti della biologia: i figli voluti ad ogni costo anche per donne vicino ai 60 anni o con famiglie surrogate.Forse un modo per razionalizzare una fal­sa idea di libertà di pensiero e di pluralità allontanandoci da quello che semplice­mente chiamerei buon senso e buon gusto .

Non capisco l’attuale denatalità: ci stia­mo illudendo che da soli i problemi si af­frontano meglio e ci stiamo accontentando di un falso edonismo egocentrico che non prevede un critico passo indietro.

Non capisco lo scarso interesse naziona­le per la famiglia con sostegni piuttosto modesti per la sua crescita e sviluppo.E la famiglia?Esiste ancora?

La nostra attuale cultura relativista e nichi­lista sta ancora promuovendo l’idea di una integrità familiare come reale modello di una sana società ?

Perdonaci e metticela tutta anche quan­do diventi oggetto di tensioni assicurative in quel dilemma di noi neonatologi sulla qualità e sacralità della vita.Troppe volte vieni utilizzato anche utilizzato per scopi risarcitori assicurativi e di volgare “doloris pecuniae”.

Mi scuso poi perché quando con l’aiuto del Signore io ti farò guadagnare la via di casa probabilmente ti dovremmo offrire di più.

Ma siamo in grado di darti dipiù? E lo fac­ciamo?
Dobbiamo sforzarci tutti di agire, non ba­sta più il solo tuo perdono, dobbiamo ridi­segnare un nuovo modello di interesse ed assistenza per te dalla culla alla vita adul­ta, una buona vita insieme alla famiglia .

Gli ospedali che ti accolgono e che dovreb­bero darti il massimo stanno implodendo a macchia d’olio come il propagarsi di un virus silente , minaccioso e distruttivo.

Stiamo facendo poco per affrontare il pro­blema dei pediatri che disertano gli ospe­dali per il sacrificio che viene richiesto e per l’appeal professionale che l’ospedale ha perduto.

Per questo spesso corriamo il rischio di ac­coglierti in grande insicurezza offrendoti poco rispetto ai tuoi bisogni. E’ necessario far rivivere gli ospedali con medici che riprendano l’orgoglio di essere medici in ospedale, che siano contenti di stare con te Luca , con te e tutti i tuoi amici neonati bisognosi. E’ però necessario che tutto sia eseguito in sicurezza , bisogna con coraggio, avere dei progetti e non potrai scusarci se sappiamo quali sono ma non li attuiamo. La via maestra è oramai unica ed è quella della condivisione vera del sapere comune, dell’assistenza condivisa .

Tu Luca ,figlio della mia amata città, non sarai diverso da Luca di un’altra città o al­tra regione, né alla nascita né dopo.

Le diseguaglianze sono il frutto di un fal­limento organizzativo e della distribuzio­ne delle risorse. E allora impegniamoci su questo: rivediamo quello che facciamo per te e quello che facciamo per noi.

Rivediamo come ridistribuire le nostre ri­sorse tra territorio e ospedale ,senza pri­vilegi per nessuno, ma con il solo fine del bene comune .

Essere ed apparire non saranno mai sinoni­mi se non nell’angustia dei nostri egoismi.

Un forte abbraccio a te Luca

Oronzo Forleo
Direttore Neonatologia Taranto

8 Commenti
  1. Michelangelo Lentini 4 settimane ago
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    Non sono il Papà di Luca, ma di Leonardo, da Lei curato a pochi dalla nascita per una grave carenza di calcio. Proprio perché siete speciali, singolari per professionalità e umanità, siete riusciti a diagnosticare una rara malattia genetica che era la causa del disturbo.
    Una diagnosi che, poche settimane dopo, al Bambin Gesù a Roma, hanno definito straordinaria, se non miracolosa. Grazie al lavoro scrupoloso, Leonardo, un fratello di Luca, oggi vive una vita normale. Dissento solo su una cosa, noi genitori siamo solo delle comparse in queste situazioni, chi giganteggia nella sceneggiatura sono i ( pochi) grandi Uomini e scienziati come Lei. Con Immensa gratitudine. Michelangelo Lentini

  2. giuseppe calderaro 4 settimane ago
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    Non è l’età perché sei sempre stato così, trentasei anni fa come oggi. Un grande. Un abbraccio.

  3. Marinella 4 settimane ago
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    Cosa altro si può aggiungere se non un “grazie” caro Dr Forleo

  4. maurizio 4 settimane ago
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    ha curato i miei primi due figli ora 36 e34 anni .Debbo dire che ogni volta che uscivo coni bimbi dal suo studio ero sempre tranquillo e rassicurato di quello che mi diceva e della diagnosi certa al100%.Mi e’ sempre andata bene non per fortuna ma perche’ ero certo della preparazione del professionista quale era.Grazie ORONZO ,sono sicuro che i futuri Tarantini saranno in buone mani nel reparto neonatologico che con tanto merito dirigi.

  5. Vincenza 4 settimane ago
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    Salve Dottore, sono una donna che non potuto provare la gioia di essere madre sino in fondo. Ma sono, mi sento madre di ogni bambino che incontro. Una nuova vita è un regalo prezioso alla Società in cui viviamo, un ulteriore, potenziale arricchimento della stessa. E va quindi educata e difesa come fosse Patrimonio dell’Umanita’. Fiera di Uomini del suo spessore umano e professionale, Le invio i miei più cordiali saluti.

  6. Mariangela Morano 4 settimane ago
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    Dottori come voi non esistono!A lei devo la vita di mia figlia Asia!Grazie ancora…

  7. Francesco Spada 4 settimane ago
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    Buon giorno dottore… Ricordo ancora come fosse ieri, il pomeriggio in cui, grazie ad una scrupolosa ed attenta visita ed una semplice ecografia addominale, diagnostico’ con estrema precisione una stenosi del piloro a mio figlio Lorenzo. Se Lorenzo ha superato quel problema è stato solo grazie a lei, alla sua professionalità, ed anche al buon dio che si serve di gente come lei per poter fare dei miracoli… Non le sarò mai grato abbastanza. Cordiali saluti F. Spada

  8. Anonima 4 settimane ago
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    Grazie Grande Uomo

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