Cronaca News

«Il sistema Taranto diventi centrale nell’agenda governativa»

Parla Antonio Marinaro, presidente della Confindustria di Taranto

Antonio Marinaro
Antonio Marinaro

recente intervento all’83ma Fie­ra del Levante, ha preannuncia­to un piano straordinario per il Sud da sviluppare lungo quattro direttrici principali: lo sviluppo del capitale fisico, la valorizza­zione del capitale umano, il po­tenziamento del capitale sociale e la cura del capitale naturale. C’è, in sostanza, un forte rife­rimento alle infrastrutture, alla sostenibilità sociale e ambienta­le, al Mezzogiorno inteso come risorsa da capitalizzare per far ripartire il Paese.

I presupposti ci sono sicuramen­te tutti affinché il sistema Taran­to diventi centrale nell’agenda governativa e si consenta quindi alla città ed alla sua provincia di tentare una risalita vigorosa e tangibile lungo quella classi­fica che da anni ci colloca, nel panorama italiano, poco meno che fanalino di coda. Pur non appassionandoci le classifiche sulla qualità della vita o su altri indicatori, riteniamo tuttavia che i traguardi da raggiungere e i cli­ché da sfatare debbano passare anche da una complessiva opera­zione di restyling -o rebranding – che restituisca a Taranto l’im­portanza e la considerazione che merita.

Il momento è propizio: il terri­torio, grazie anche ad una rin­novata sinergia fra attori terri­toriali manifestatasi in recenti occasioni, si sta riposizionando gradualmente in un percorso virtuoso. Partendo da piccoli ma significativi segnali di ripresa, Taranto risulta infatti “trainan­te” sul fronte del turismo nel sistema Puglia (prima meta tu­ristica preferita dagli italiani), grazie anche alla crescente valo­rizzazione di eccellenze ricono­sciute oramai anche oltreconfine come il Museo Marta; torna ad essere competitiva come offerta formativa universitaria con la re­cente attivazione della facoltà di Medicina; riapre cantieri – come Palazzo degli Uffici – che per la città assumono una valenza ar­chitettonica e di grande interesse storico in quanto fulgida testi­monianza del passato.

Il sistema cresce ancor di più rispetto alla ripartenza ed al potenziamento delle grandi in­frastrutture: dal porto, che con la concessionaria Yilport ha già avviato i primi lavori di manu­tenzione delle gru, e che si avvia a conferire una nuova centralità allo scalo portuale, all’aeropor­to di Grottaglie, recentemente destinatario di fondi regiona­li che, in un’ottica di riassetto complessivo, ne confermano la destinazione di spazioporto per voli commerciali suborbitali, ma allo stesso tempo lo dotano di infrastrutture per ospitare anche voli civili. Un importante passo in avanti che ha potuto godere di uno sprint ulteriore grazie alla designazione di Taranto quale sede dei Giochi del Mediterra­neo, (per noi una eccezionale occasione di rilancio dell’imma­gine e delle infrastrutture, frutto di quel gioco di squadra fra at­tori territoriali di cui parlavamo poc’anzi) che trova un’ulteriore motivazione anche nella isti­tuzione della Zona Economica Speciale, altra straordinaria op­portunità per l’intero territorio che consentirà alle imprese di­sposte a scommettere sulle aree interessate di fruire di incentivi fiscali e semplificazioni ammi­nistrative, dando luogo ad un in­cremento degli investimenti e ad un aumento delle esportazioni.

Più di qualcosa si muove, in­somma, nel sistema Taranto, snodo nevralgico del complesso e diversificato “fascicolo” Mez­zogiorno e in quanto tale punto dirimente dell’agenda di Gover­no. Dal nuovo esecutivo ci aspet­tiamo innanzi tutto la ripresa di importanti dossier che ci ri­guardano da vicino: primo fra tutti il Contratto Istituzionale di Sviluppo, strumento importante che funziona solo in virtù di una reale continuità e anche di nuove risorse, da troppo tempo lasciato a se stesso e privato di quel ruo­lo di “regia” fondamentale per la sua piena attuazione. E ancora, una dovuta attenzione verso la complessa materia della side­rurgia, con le sue implicazioni sociali ed ambientali oltre che economiche e produttive. Una questione che per Taranto, pur proiettata negli anni – e sempre più – verso politiche economiche diversificate, rimane dirimente in funzione sia dello sviluppo sostenibile sia della crescita del tessuto socio-economico presen­te e futuro.

I segnali che arrivano fino a que­sto momento dal neonato esecu­tivo sono sicuramente di segno positivo, in questa fase di avvio, sul piano della mera rappresentanza geografica. Si coglie tutta­via, oltre ad una trazione palese­mente “sudista” e ad una buona rappresentanza pugliese, un’at­tenzione verso il Mezzogiorno che lascia ben sperare: a questo, last but not least, si è aggiunto l’importantissimo incarico da sottosegretario alla program­mazione economica ed agli in­vestimenti conferito al senatore tarantino Mario Turco,: un ruolo che siamo sicuri saprà interpre­tare al meglio, avendo peraltro già dimostrato una particolare attenzione verso il sistema im­prenditoriale jonico, anche in funzione della particolare pecu­liarità di Taranto quale area di crisi industriale complessa. Il la­voro da fare sarà tanto, le scom­messe da vincere molteplici e non facili. A Mario Turco vanno tutti i migliori auguri di buon lavoro da Confindustria Taranto.

Antonio Marinaro
Presidente
Confindustria Taranto

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