Cronaca News

Ilva in amministrazione straordinaria e appalto, l’altra faccia della crisi dell’acciaio

Sindacati contro Regione ed Arcelor Mittal

Operai Ilva

I lavoratori in am­ministrazione straordinaria, da una parte; quelli dell’appalto, dall’altra.

Sono due delle facce della crisi dell’acciaio a Taranto, che ruo­ta attorno alla Grande Fabbrica, lo stabilimento oggi gestito dalla multinazionale Arcelor Mittal.

Ieri, giovedì 19 settembre, le or­ganizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato in Regio­ne Puglia, il presidente della Task Force, l’assessore Sebastiano Leo e i funzionari per quanto attiene i corsi di riqualificazione professio­nale dei lavoratori in cigs di perti­nenza della Regione Puglia.

«Ancora una volta abbiamo as­sistito allo scarico barile della politica che non corrisponde agli annunci lanciati a mezzo stampa e nei vari dibattiti dei massimi re­sponsabili della Regione Puglia» dicono i sindacati.

«Dopo che la stessa Regione Pu­glia ha esplicitato le modalità ope­rative di avvio corsi» i metalmec­canici di Cgil, Cisl e Uil «hanno manifestato netta contrarietà sulle tempistiche e sulle risorse. Dopo un accesa discussione, la Regione si è impegnata entro una settima­na a formulare una proposta con­grua in merito all’aggiornamento e riqualificazione professionale e di sostegno al reddito. Ritenia­mo che il tempo sia abbondante­mente scaduto e al termine della settimana annunciata, senza le dovute risposte, preannunciamo iniziative di mobilitazione presso la Regione Puglia». Ma Vincenzo Castronovo (Fim), Fernando Colo­pi (Fiom) e Cosimo Amatomaggi (Uilm) si focalizzano anche sulla questione dell’appalto, parlando di rischio di «macelleria socia­le». «Il 18 settembre si sono svolti presso gli uffici Arpal Puglia gli incontri per definire le modalità di passaggio dei lavoratori ormai ex Castiglia con le nuove cinque im­prese aggiudicatrici del servizio, a seguito del licenziamento colletti­vo effettuato dalla Castiglia».

Ca­stronuovo, Colopi e Amatomaggi accusano: «Nella discussione è emersa chiaramente la volontà di dette imprese, compresa la Ags Alliance Green Service, di assu­mere il personale attualmente im­piegato a condizioni capestro per i lavoratori stessi effettuando una classica operazione di dumping determinando così la condizione di trasferire operai con il con­tratto nazionale metalmeccanico (maggiormente tutelante dal pun­to di vista del salario e dei con­tributi), al contratto Multiservizi che garantisce ed agevola sole le imprese». Castronuovi, Colopi e Amatomaggi usano la formula «ricatto occupazionale»: «Tut­to questo in barba alle promesse fatte dalla Committenza Am Ita­lia, anche attraverso comunicati stampa ufficiali, di garantire nei cambi di appalto la conservazio­ne delle condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori interessati». «Per Fim, Fiom e Uilm» prosegue la nota sindacale «tutto questo è inaccettabile e pertanto a partire da domani 20 settembre (ogg, ndr) proclameremo lo stato di agitazio­ne dei lavoratori ex Castiglia e de­cideremo insieme a loro in assem­blea già concordata il proseguo delle iniziative di lotta». Per la prossima settimana sono già stati calendarizzati ulteriori incontri di aggiornamento presso Arpal nelle giornate del 24 e 25 settem­bre. Fim, Fiom e Uilm «auspicano che per queste scadenze ci sia una schiarita definitiva che tuteli tutti i lavoratori».

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