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Intorno al Mar Piccolo per tenersi in forma


E se la fne dell’estate coinci­desse con una bella e to­nificante passeggiata in bi­cicletta? Il clima più fresco rispetto al caldo afoso di luglio e agosto è l’ideale per una sana pedalata all’aria aperta ad ammirare panorami che magari su due ruote possono apparirci in­soliti o a scoprire scorci e percorsi in campagna che ci aprono lo sguardo e contribuiscono a farci conoscere ed apprezzare meglio il nostro territorio. Sì, perché al di là della cronica carenza di piste iclabili, Taranto offre dei percorsi ciclabili di grande interesse se non addirittura di particolare fascino. Dove? Ad esempio sulla Circum­marpiccolo. Già il percorrrere i circa 9 chilometri della Circum che costeggia il Mar Piccolo è passeggiata che ti riconcilia con la natura: il paesaggio è tra i più belli che possano offrirsi agli oc­chi dei ciclisti, tra mare, barche, pescatori, la città sullo sfondo e, dall’altro lato, la campagna con i campi coltivati, gli ulivi, i vigneti, il fiume Cervaro, il convento dei Battendieri, la gravina che si apre al suo fianco, le collinette che proteggono quella vasta area che si estende verso l’entroterra. Uno squarcio improvviso di storia millenaria e piccoli segreti del­la natura ancora incontaminata che in bicicletta si possono sco­prire e apprezzare molto meglio che con qualsiasi altro mezzo.

Vediamo, allora, quali sono i per­corsi per una lunga e appagan­te passeggiata in bicicletta. Uno su tutti: si chiama “Dal monte al mare”, è segnalato dalla cartello­nistica e conduce da Mar Piccolo fino a Grotttaglie per strade vici­nali e tratturi. Consigliata, ovvia­mente, una mountain bike. Sono tredici chilometri che si svilup­pano proprio dal convento dei Battendieri, per incontrare mas­serie – purtroppo alcune abban­donate – campagna selvaggia e campi coltivati, oltre ad un ma­gnifico belvedere. Una piacevole scoperta del territorio che da Mar Piccolo tocca Monteiasi per poi approdare a Grottaglie. Un sug­gerimento: trattandosi di percorsi poco frequentati (può anche ca­pitare di non incontrare nessuno) meglio evitare di avventurarsi da soli, perché a volte anche solo forare una gomma (si tratta pur sempre di un fondo misto) può richiedere bisogno di assistenza. Poi non dimenticare mai di porta­re con sé una borraccia d’acqua, qualche piccolo utensile e una camera d’aria di riserva per ripa­razioni al volo e, soprattutto, mai come in questi casi è utile avere con sé lo smartphone. Oltretutto le diverse app disponibili consen­tono di misurare percorso, velo­cità, dati altimetrici: insomma, ci si può divertire. Durata ipotetica della passeggiata: circa 50 minu­ti. Calcolateci anche il ritorno.

Una variante, senza arrivare a Grottaglie, è l’itinerario Monteme­sola-Marrese (masseria San Pie­tro, oggi Histò). Anche in questo caso si tratta di circa 13 chilometri percorribili in una cinquantina di minuti, sempre su fondo misto. Da Mar Piccolo si arriva a Monteiasi superando un paio di ponti tra provinciale 130 e provinciale 77. Arrivati a Monteiasi si prende la strada provinciale 80 fino a Mon­temesola attraversando la zona della masseria Era.

Naturalmente, nessuno obbliga a compiere i percorsi per intero. Ognuno sceglie quanto spingersi a seconda delle proprie capa­cità e del tempo che si ha a di­sposizione. Ne vale comunque la pena.

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