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A Francesca Franzoso il “Premio Paisiello”

Sipario sul Festival con il successo della “Finta amante”

A Francesca Franzoso il “Premio Paisiello”
A Francesca Franzoso il “Premio Paisiello”

Serata di gala venerdi scorso per la chiusura del XVII Festival Giovanni Paisiello al Teatro Comunale Fusco. La finta amante è un’opera che Paisiello recuperò, ampliando, il libretto anonimo dell’intermezzo intitolato, “Don Falcone”, reso famoso da Jommelli nel 1754. Una prima esecuzione assoluta in tempi moderni poichè fu data a Sanpietroburgo due anni fa solo in forma di concerto. L’opera venne rappresentata per la prima volta a Moghilev il 5 giugno 1780 quando Paisiello era al vertice della sua carriera alla corte di Caterina II in Russia.

Moghilev, città equidistante tra Sanpietroburgo e Vienna, era una sorta di terreno neutro, un Governatorato, sotto la diretta influenza di Caterina II che fu teatro nella primavera del 1780 di un incontro al vertice tra l’Imperatore d’Asburgo e la zarina. Per celebrare questo incontro la stessa zarina volle un’opera composta dal nostro Paisiello. L’opera è breve nella durata, sobria nella trama e con pochi personaggi, così come voleva sempre la zarina che probabilmente non era molto amante della musica ma ad essa faceva ricorso per conformarsi al gusto dominante che ricercava l’opera italiana quale elemento strutturale dell’estetica del tempo. Ne La Finta amante vi sono solo i tre personaggi chiave dell’opera buffa: la prima donna buffa, il tenore che fa l’innamorato e il basso caricato, in pratica un comico. Dopo una briosa e breve sinfonia iniziale di apertura, la scena si apre con tre scugnizzi napoletani che giocano con pizzi e merletti dando il senso dell’ambientazione che la regia di Alessandra Premoli ha voluto dare a questo libretto che parla di trame occulte, congiure ordite, inganni intessuti, dando corpo e mutuando un lessico quotidiano che utilizza questi vocaboli quando si parla di tradimenti.

La trama è infatti quella solita comune alla commedia all’italiana che parte da una una condizione di povertà dei protagonisti, per uscire dalla quale gli stessi inventano raggiri ed artifici ai danni del possidente della situazione per finalizzarli al proprio matrimonio. Tre solamente i personaggi sulla scena. Don Girone innamorato di Camilletta a sua volta amata da Gelino che va al suo servizio volendo fare da ruffiano al solo scopo di aver la meglio sul padrone per estorcergli denaro e sposare Camilletta. Quando la situazione inizia a diventar pericolosa, Gelino travestito, si finge fratello di Camilletta per difendere questa da Don Girone. Ne ottiene inizialmente un anello, una tabacchiera d’oro, un orologio e un sacco di cento zecchini ma non è abbastanza, i due continueranno nel loro occulto piano fino ad essere scoperti da Don Girone ma anche perdonati per dar un lieto fine all’opera. Il cast era composto dagli allievi dell’Accademia Musicale Isolana, Fiammetta Tofoni (Camilletta), soprano molto sicuro vocalmente e scenicamente, Il tenore Daniele De Prosperi (Gelino) che ha dato il meglio di se nel secondo atto ( Del tuo labbro amor tiranno) e dal baritono Johnny Bombino, (Don Falcone), i costumi erano firmati da Anna Missaglia. Ha ben diretto l’orchestra Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival il giovane Vsevolod Borzak.

Preludio della serata è stato l’assegnazione del Giovanni Paisiello Festival alla Consigliera della Regione Puglia Francesca Franzoso, vicepresidente della Commissione Bilancio a cui si deve l’inserimento di un articolo nella Finanziaria della Regione Puglia per sovvenzionare con 500mila euro “interventi di messa in sicurezza, recupero e restauro di Casa Paisiello”. Il riconoscimento che viene conferito al personaggio o all’ente che si è adoperato per la riscoperta, la valorizzazione, la promozione dell’arte di Paisiello ha avuto come motivazione l’aver compreso la portata di un investimento che mira a soddisfare non solamente una ristretta cerchia di appassionati ma di ampliare e diversificare gli attrattori turistico culturali del capoluogo ionico.

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