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Massoneria, il Gran Maestro cita la questione Taranto

L’allocuzione di Stefano Bisi per l’Equinozio d’Autunno

Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

La questione Taranto nelle speculazioni massoniche. In modo del tutto inaspettato, infatti, il tema dell’inquinamento ambientale e del difficile equilibrio tra salute e lavoro è stato al centro dell’allocuzione pronunciata dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, nelle celebrazioni per l’Equinozio d’Autunno che si sono svolte a Roma il 21 settembre, nella villa Il Vascello, al Gianicolo, dimora della sede nazionale del Grande Oriente.

L’intervento di Bisi è stato tutto incentrato sul concetto di Bellezza e sulla necessità di ritrovare una armonia nell’esistenza dell’uomo contemporaneo. «Una più responsabile tutela del Pianeta oggi – ha detto il Gran Maestro – è la base da cui ripartire per salvaguardare l’armoniosa Bellezza del Creato e la nostra stessa sopravvivenza. Dobbiamo guardare al Cielo rendendo ancora più forti le radici del terreno di cui ci nutriamo e dell’aria che respiriamo. E a questa terra, alla Grande Dea, dobbiamo pensare di più. Come si conciliano il progresso, il lavoro, con il diritto alla salute, alla conservazione dell’ambiente? Un bell’interrogativo. Va trovato un equilibrio, significa avere coscienza che ogni nostra azione, anche la più piccola, influenza l’umanità. L’equilibrio, una parola difficile». E qui Bisi ha aperto una riflessione sul caso Taranto: «Pensate al dramma che vivono i cittadini che risiedono a Taranto, nel quartiere Tamburi, lì, accanto all’ex Ilva. Lavorano per vivere ma rischiano di morire avvelenati dall’inquinamento. E noi da qui inviamo ai cittadini di Taranto un messaggio di solidarietà e vicinanza. Come inviamo un messaggio di solidarietà e vicinanza a tutti i fratelli che lì vivono. La domanda che ci poniamo è semplice: come mai nel terzo millennio non si riesce a utilizzare la tecnologia per superare questo dilemma terribile: lavoro o conservazione dell’ambiente. Come si fa a trovare un equilibrio?».

La risposta: «Dobbiamo utilizzare la tecnologia. Ci aiuta a vivere meglio, può facilitare gli incontri tra le persone, a diffondere condivisione e solidarietà, cultura e bellezza. Quella Bellezza che ci è stata tramandata dai sapienti filosofi del passato. La filosofia greca antica proprio alla Bellezza, all’armonia delle forme, attribuiva il compito di educare i giovani ad una vita virtuosa e buona, perché fossero spinti a «contemplare la Bellezza nelle attività umane e nelle leggi, e a vedere come essa è dappertutto affine a se stessa. E anche i Pitagorici attribuivano al Bello i caratteri della simmetria e della proporzione. Torniamo a parlare di quella Bellezza cui si affida l’importante compito di condurre l’uomo alla ricerca della conoscenza dell’Essere, in cui risiede la vera sapienza. Torniamoci, fratelli e amici. Facciamo di tutto per rimettere l’Uomo sulla strada della Bellezza. Con forza e ottimismo».

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