27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 16:59:00

Cronaca News

L’attacco ai giornali è una marcetta nel deserto

Giornali
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Più che un sit – in è stato un ritrovo tra pochi intimi, diciamo una decina, curiosi compresi. Non si può dire che sia stata un successo di pubblico l’iniziativa del consigliere comunale Massimo Battista e dell’ambientalista Luciano Manna, che ieri sera hanno voluto fare una sorta di processione propagandistica sotto le redazioni dei tre quotidiani TarantoBuonasera, Quotidiano e Gazzetta del Mezzogiorno.

Probabilmente fagocitati dall’illusione di poter raccogliere in piazza chissà quanti follower, Battista e Manna si sono esibiti in una mini conferenza volante replicata ad ogni stazione di questa loro personalissima via crucis. Intorno a loro, però, quasi il deserto, nonostante la gazzarra scatenata sui social dove non è mancata la solita sboccata palata di insulti contro giornali e giornalisti. Una piccola ma significativa lezione per chi crede che il mondo reale sia una copia di quello virtuale. Battista e Manna avranno modo di meditare su questa loro passeggiata solitaria, una marcetta nel deserto, perché delegittimare i giornali che in questi anni sono stati gli strumenti, al di fuori dei social, che hanno regalato loro visibilità e notorietà, non sembra una mossa particolarmente intelligente dal punto di vista dell’opportunità.

Un punto sul quale anche altri consiglieri comunali, loro fiancheggiatori in iniziative similari, dovrebbero riflettere. Ma se questa sortita contro i giornali non richiede lo spreco di altre battute, più preoccupante è quanto accaduto sabato sera alla Villa Peripato: lì si è passati dalla semplice quanto legittima protesta ad una forma di squadrismo verbale inaccettabile. Un problema col quale Taranto si ritrova a fare i conti da quando è esplosa la vertenza ambientale. Una deriva violenta e sfacciatamente antidemocratica, maturata tutta nella galassia ambientalista, alimentata da chi ha voluto cinicamente sfruttare dolori e tragedie per creare consenso imbastito su campagne di odio sociale. Questa violenza squadristica va fermata. Senza se e senza ma. La civiltà e la libertà d’espressione stanno da un’altra parte. 

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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