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La xylella avanza nel Tarantino

Quindici alberi infetti a Montemesola e sei a San Marzano di San Giuseppe

Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa
Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa - archivio

La Xylella fastidiosa avanza inesorabilmente. All’esito delle prime analisi a seguito del monitoraggio avviato il 5 agosto scorso dalla Regione Puglia, attraverso l’Arif (l’Agenzia regionale per gli interventi irrigui e forestali), sono 61 i nuovi alberi ritrovati infetti nelle province di Brindisi e Taranto: quindici a Montemesola, sei a San Marzano di San Giuseppe, due a Fasano, uno a Ostuni, uno a Francavilla Fontana, uno a San Michele Salentino, quindici a Carovigno, venti a Ceglie Messapica.

Il presidente della Cia Agricoltori Italiani Due Mari (Taranto–Brindisi) Piero De Padova dice: “I nuovi focolai ritrovati a Montemesola e San Marzano, purtroppo, confermano come anche in provincia di Taranto vi sia un consolidamento delle infezioni. Non bisogna abbassare la guardia e occorre seguire alla lettera i protocolli scientifici senza rincorrere notizie false e teorie surreali”. I due alberi ritrovati a Fasano rappresentano il fronte più a nord dei ritrovamenti, e sono distanti circa 7 chilometri più a nord dall’altro albero infetto che era stato ritrovato sino all’altro giorno a Fasano in agro di Torre Canne (ritrovamento del dicembre 2018). «Da sempre sosteniamo che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della politica, della burocrazia e della giustizia – dichiara il vicepresidente della Cia Agricoltori Italiani di Puglia Giannicola D’Amico – tempi sui quali hanno anche influito i tanti condizionamenti avvenuti negli anni scorsi ad opera di negazionisti che non hanno fatto altro che ritardare interventi di prevenzione che avrebbero certamente limitato il fenomeno. Il ritrovamento di due alberi a Fasano, nella Piana degli Ulivi monumentali, desta molta preoccupazione e apprensione, sia perché confermano l’avanzata della infezione che ormai sta mettendo a serio rischio la Piana, che oltre ad avere un valore produttivo ha anche un impor tante valore paesaggistico e di forte appeal turistico; sia perché i due ritrovamenti all’estremo nord della provincia di Brindisi determineranno una nuova delimitazione delle aree interessate dalla Xylella”.

“Speriamo – prosegue D’Amico – che le altre decine e decine di alberi per i quali si attendono le analisi sia a Fasano che nel resto dei territori monitorati, sia in provincia di Brindisi che in provincia di Taranto, risultino negativi, altrimenti la situazione si comprometterà ulteriormente. Auspichiamo che sul fronte eradicazioni, al momento unica azione preventiva possibile insieme alle buone pratiche e ai trattamenti fitosanitari, si proceda speditamente sia per l’espianto dei 650 ulivi già oggetto di decreto di abbattimento sia per i nuovi focolai riscontrati dalle ultime analisi”.

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