24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cultura News

L’incontro con il poeta Elio Pecora

Nel Salone degli Specchi su iniziativa della sezione di Taranto della Società Dante Alighieri

Il poeta Elio Pecora accanto alla prof.ssa Josè Minervini
Il poeta Elio Pecora accanto alla prof.ssa Josè Minervini

È stato un incontro singolare, nel segno della poesia, quello svoltosi venerdì 20 nel salone degli Specchi di Palazzo di città, per iniziativa della sezione tarantina della Società Dante Alighieri. Un incontro che resterà nella memoria dei presenti. Ospite d’onore e relatore della serata il poeta romano, di origine campana, Elio Pecora, che ha discusso a lungo sulla poesia, a partire dalla sua ultima raccolta: “Rifrazioni” edita da Lo Specchio Mondadori. Elio Pecora è uno dei poeti viventi più noti. Amico di Pasolini, Fellini, Elsa Morante, di Palazzeschi, di artisti e registi, ma profondo conoscitore della poesia italiana, cui ha dedicato anche alcune antologie, oltre che di quella straniera, ha all’attivo venti libri di poesia, oltre a saggi e romanzi.

Ha collaborato con i più diffusi giornali italiani, oltre che con la Rai ed un punto di riferimento per tutti i poeti e per la critica letteraria. Presentato da José Minervini, presidente della Dante Alighieri, che con la sensibilità propria di una poetessa ha estrapolato alcuni dei temi centrali della sua poetica, come il ruolo stesso della poesia e la scarsa consistenza del pubblico dei lettori, i temi famigliari all’interno delle sue composizioni, l’interesse vivido per la classicità, ha rivolto una seria di domande che hanno consentito a Pecora di rivelarsi e di dare la propria idea di poesia. Tutto viene dal passato e se, per la sua formazione, sono stati fondamentali i lirici greci e i poeti latini, che hanno unito il racconto di grandi passioni con la musicalità, a spingerlo decisamente alla poesia è stato l’amore per Leopardi, che resta centrale nella storia della poesia e che pure ha avuto così tante difficoltà anche solo nell’essere accettato. Quanto allo scarso interesse del pubblico nei confronti della poesia e degli scarsi riscontri commerciali, Pecora ha sottolineato che è stato così anche in passato e che molte sono la ragioni, a partire dall’indisponibilità ad addentrarsi nelle vicende esistenziali per finire con l’astrusità di parte dell’avanguardia, risultate indecifrabili per molti lettori.

Al giorno d’oggi, però, il posto della poesia è stato in parte occupato dalla canzone che permette la diffusione e la condivisione immediata di testi musicati che a volte, come nel caso di Paolo Conte, sono vere e proprie poesie. Toccato negli affetti personali, Elio Pecora ha poi stupito il pubblico, che gli ha rivolto numerose domande, (una di queste l’ha posta anche la consigliera comunale Carmen Galluzzo, che ha portato i saluti del sindaco di Taranto) parlando del rapporto con i genitori. In particolare del rapporto molto difficile con la madre, che pure nei suoi versi è trattata con delicato riguardo tanto da far pensare a un legame profondo, donna bellissima e dedita alla musica, troppo presa da se stessa per occuparsi adeguatamente dell’unico figlio. Elio ha invece manifestato un grande amore per il padre, ufficiale della Marina Militare, che è stato anche a Taranto, per la progettazione di alcune unità navali. Il guaio di molti che, scrivendo poesie, si ritengono poeti è di non aver mai letto i libri di altri poeti e neanche dei grandi del Novecento, rimanendo così convinti che basti usare un linguaggio passatista o i bei luoghi comuni delle stagioni, della natura, dei buoni sentimenti, per fare buone poesie. Invece il verso richiede lungo studio e una adeguata gestazione, per poter condensare le parole che sono il mezzo più diffuso ma anche più complicato al servizio dell’uomo. Così, per una volta, Taranto ha ospitato un grande poeta, che ha saputo calamitare l’attenzione del pubblico parlando con grande generosità e senza alcuna magniloquenza.

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