Cronaca News

No al business sul randagismo

Appello al presidente Emiliano dei componenti animalisti della Commissione regionale

Cani randagi
Cani randagi

«No al business del randagismo. Presidente Emiliano dica anche lei no! La legge 12/95 non si cambia, si applica». è quan­to si legge in una lettera-appello dei componenti “animalisti” della commissione regionale randagi­smo Floriana Catanzaro, Maria Carla Alessandrelli, Maria Digiro­lamo e delle associazioni animali­ste iscritte all’Albo regionale delle associazioni per la protezione de­gli animali facenti parte del “Co­ordinamento delle Associazioni Animaliste Pugliesi”.

«Secondo un dossier della Lav pubblicato del 2016 relativo ai co­sti del randagismo nelle varie Re­gioni, i comuni pugliesi spendono per il mantenimento “ad vitam” dei cani nei canili 73.108 euro al giorno, per un totale annuo di circa 27 milioni di euro!! La Puglia in­sieme alla Campania è la Regione dove si registrano i costi più eleva­ti, mentre, i comuni del Piemonte spendono invece circa 470 mila euro, ma all’anno! Questo perché la Legge Regionale 12/95 non è mai stata volutamente applicata ma boicottata

Ebbene, fatta questa necessaria premessa dobbiamo dire che con profonda indignazione abbiamo letto la proposta di modifica ed abrogazione della legge regionale 12/95 “Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” che si intende presentare nei prossimi giorni in Consiglio Regionale con ddl n.15. Questa proposta, che di tutela ha ben poco, ci riporta indietro di ben oltre 25 anni e vanifica i tanti sfor­zi fatti da una pluralità di soggetti ed enti ed in realtà rappresenta e palesa il sabotaggio di una legge perfetta, che se fosse stata cor­rettamente applicata attraverso la prevenzione, l’iscrizione in ana­grafe di tutti i cani e la loro iden­tificazione per mezzo microchip, le sterilizzazioni ed i dovuti con­trolli, avrebbe portato nel medio/lungo termine ad una definitiva risoluzione del fenomeno randa­gismo dandoci la possibilità di allinearci, forse non al Piemonte, ma comunque alle tante Regioni virtuose di Italia ed è per questo che, evidentemente, bisognava pri­ma boicottarla e adesso definitiva­mente stopparla».

«E infatti – spiegano gli animalisti – il ddl n.15 è a esclusivo vantaggio dei tanti canili privati che, ancora oggi, hanno una posizione domi­nante nella nostra Regione, esiste un business randagismo in Puglia che come sopra detto sfiora i 30 milioni di euro, ricchezza in buona parte appannaggio dei canili pri­vati. Vogliamo rammentare a tutti che il Tar Puglia ha più volte riba­dito che il servizio di gestione del fenomeno randagismo era da rite­nersi interdetto a società private a fini di lucro, ed in effetti l’organo Amministrativo era ben conscio delle ricadute negative in termini economici a carico dei Comuni e della stessa collettività che avreb­be comportato la gestione del fenomeno in mano ai privati pro­prietari di strutture, che del resto sono solo aziende, in cui impera la logica del profitto a scapito della dignità dei nostri amici animali, quei canili in cui è difficoltoso ac­cedere per i comuni mortali, quei luoghi desolati dove gli animali – considerati dalla stessa Corte di Cassazione quali esseri “senzien­ti” e non mere res ovvero “cose” da fare oggetto di mercimonio – rappresentano invece solo un nu­ mero. E ad essere tutelati dal ddl n.15 sono anche quei canili che abbiamo imparato a conoscere attraverso le foto raccapriccianti delle condizioni dei cani rinchiusi e rese pubbliche all’indomani dei sequestri giudiziari che hanno col­pito alcune di queste strutture nella nostra Regione.

E’ inutile negarlo ma questa pro­posta, oltre a rappresentare un pessimo esempio di gestione del­le risorse pubbliche, si traduce in sonoro schiaffone alle centinaia di Associazioni e alle migliaia di volontari che operano sul territo­rio regionale e che tentano, giorno dopo giorno, di rimediare alle ca­renze e alle deficienze di una poli­tica irresponsabile che con la sua perdurante inerzia ha fatto si che i canili rappresentino solo un cen­tro di costo, notevole e gravoso per i Comuni e i cittadini, e in futuro destinato ad aumentare se questa proposta verrà accettata. Perché per alcuni il business randagismo deve continuare ad oltranza e pro­liferare. Ci viene da pensare che nessuno di questi consiglieri ab­bia percezione della povertà che affligge tante persone nella nostra Regione perchè altrimenti altri sarebbero gli ambiti, soprattutto a fine mandato, di cui occuparsi e le proposte da avanzare. Al tempo stesso, siamo certi che non si sia­no mai recati in un canile e men che mai un canile privato, perchè il dolore e la tristezza che avreb­bero colto negli sguardi dei nostri amici reclusi in box sempre troppo stretti, li avrebbero fatti desistere dal presentare una modifica così inadeguata e di certo non al passo dei tempi di una società che si de­finisce “civile”. Se non fosse tragi­co verrebbe da sorridere a pensare che questa indegnità viene perse­guita prevalentemente proprio da soggetti appartenenti ad una com­pagine politica che da sempre pro­clama di lavorare per gli interessi dei più deboli, di chi non ha voce per difendersi, dicono di voler tu­telare gli ultimi degli ultimi ma in questo caso, perseguono di interes­si di parte di una “categoria” che non dovrebbe neanche esistere e per farlo non esitano a condannare migliaia di animali alla reclusione. Ci chiediamo a questo punto – pro­segue la lettera – quale sia la con­tropartita, e ribadiamo che siamo a fine legislatura, perchè di certo con questa modifica non si miglio­rano le condizioni degli animali ed il numero dei cani sul territorio aumenterà a dismisura e così i re­lativi costi. Noi diciamo un secco “no” a questa proposta e combat­teremo affinchè questa ingiusti­zia non venga portata ad ulteriori conseguenze, ed attendiamo, che il Presidente Emiliano si esprima sulla vicenda, certi che la visio­ne della nostra Puglia come “un unico grande canile privato” non possa essere condivisa dal massi­mo esponente regionale. La legge 12/95 non si tocca».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche