22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Palazzine ex Erp: sfratti, confronto in prefettura

La richiesta di Cgil e Sunia: «Convocare tutte le parti in causa»

L'incontro di Cgil e Sunia
L'incontro di Cgil e Sunia

«La lettera inviata dalla società privata Carim srl alle famiglie degli stabili di via Pio XII e via Napoli a Taranto e di quattro palazzine di San Giorgio Jonico è chiara: “Questa società… dopo aver esaminato la documentazione pervenuta dal Comune di Taranto, relativa al citato immobile, non ha rinvenuto alcun atto che ne giusti­fichi e legittimi la detenzione dello stesso. Pertanto, la invitiamo alla riconsegna del citato appartamen­to libero e sgombero da persone o cose, con avvertimento che decor­si i 30 giorni dal ricevimento, in mancanza di vostra assicurazione in tal senso, si procederà al recu­pero giudiziario del bene”. In una parola “sfratto”. Si tratta delle 200 famiglie che in quelle palazzine ci vivono ormai da anni, titolari, nella stragrande maggioranza dei casi, di decreti di assegnazione che ne giustificano la permanenza».

Ed è proprio su questo corto cir­cuito che si focalizza l’attenzione della Cgil e del Sunia.

«Apprezziamo l’immediato inter­vento dell’assessore al ramo del Comune di Taranto, Francesca Viggiano (ne parliamo in questa stessa pagina, ndr) – dice Paolo Peluso, segretario della Cgil di Ta­ranto, ma abbiamo ancora qualche dubbio proprio sulla documen­tazione che l’ente civico avrebbe fornito alla società immobiliare titolare della convenzione di carto­larizzazione».

«A noi del Sunia l’assenza de­gli atti non risulta assolutamente – dice Luigi Lamusta, segretario del Sunia di Taranto – perché inve­ce nei carteggi di queste famiglie ci sono i decreti di assegnazione, ma anche le ricevute dei canoni di locazione per edilizia residenziale pubblica regolarmente pagati».

La Cgil e il Sunia chiedono di ve­derci chiaro.

«Le dichiarazioni della Ca.rim dicono che in base alle informa­zioni assunte dal Comune quelle famiglie non avrebbero diritto ad essere in quelle abitazioni – affer­mano i referenti della Cgil nella conferenza stampa di lunedì mat­tina – ma a questo punto, in base alle informazioni invece assunte presso le famiglie le cose sareb­bero messe in maniera diversa. E’ necessaria una verifica».

«Se quelle famiglie hanno conti­nuato a versare i canoni di loca­zione, è chiaro che lo abbiano fatto in virtù di un accordo, un contratto – sottolinea Lamusta – molti di loro hanno 70 anni e di fronte all’even­tualità di perdere la casa sono spa­esati e impauriti. Qui non si tratta più di uno sfratto ma di un sgom­bero vero e proprio».

«Anche il regolamento che di­sciplina la cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico deliberato dal Comune di Taran­to a settembre del 2005 – affer­ma Alexia Serio, legale del Sunia – all’art. 10 pone delle garanzie a favore degli assegnatari degli al­loggi Erp, perché di alloggi di edi­lizia residenziale pubblica si tratta, lo dicono i contratti e i decreti di assegnazione rivenienti da una emergenza abitativa ormai ultra ventennale».

«Dobbiamo sciogliere ogni dubbio – chiarisce, infine, Peluso – ed è per questa ragione che chiederemo al Prefetto di convocare tutte le parti in causa, dal Comune alla Carim, passando per la rappresentanza de­gli assegnatari del Sunia, affinché si faccia chiarezza sui documenti e i titoli in possesso. Serve una ve­rifica congiunta per scongiurare il rischio di una emergenza sociale che scarichi sui cittadini le scelte, a suo tempo compiute dall’allora giunta Di Bello, in merito alla ge­stione del patrimonio immobiliare pubblico».

Nel frattempo per mercoledì 2 ot­tobre a partire dalle 9.30 sotto la sede della Carim (ex Soget) in via Solito è previsto un sit-in degli as­segnatari assistiti dal Sunia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche