19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

News Provincia

Leporano, «Pronto a scrivere il ricorso al Tar»

L’ex sindaco D’Abramo interviene sull’impianto di compostaggio a Pulsano

Angelo D’Abramo
Angelo D’Abramo

LEPORANO- «A chiunque si op­ponga al progetto del compostag­gio in contrada “La Palata”, così come lo vorrebbe il sindaco neo leghista Francesco Lupoli, a chiun­que porti avanti questa battaglia, senza fini secondari, dico solo di essere pronto a scrivere gratuita­mente il ricorso al Tar che si ren­derà necessario per fermare questa beffa».

Angelo D’Abramo, ex sindaco e consigliere d’opposizione a Le­porano, con un annuncio netto ha sgombrato il campo dalle incer­tezze sulla sua posizione nei con­fronti dell’impianto che potrebbe sorgere a pochi chilometri dalle due cittadine. Dopo l’approvazione del documento con il quale il con­siglio leporanese, all’unanimità, ha espresso il suo categorico “no” al progetto, l’avvocato è voluto an­dare oltre anche per respingere gli attacchi subiti dalla maggioranza, «più preoccupata a denigrare il sottoscritto – ha aggiunto – che a lavorare per rafforzare la barriera contro questo progetto». Che non è stato sempre lo stesso. Negli anni ha cambiato pelle, anche pesante­mente, passando da un progetto a servizio delle comunità locali, mi­surato per garantire risparmi nella gestione del ciclo ristretto dei rifiu­ti, a un impianto monstre, destina­to a lavorare tonnellate su tonnel­late di rifiuti di ogni provenienza. «Non ho difficoltà ad ammette­re – ha spiegato D’Abramo – che quando il sindaco Giuseppe Ec­clesia mi scrisse nel 2016 mostrai la mia disponibilità: i presupposti erano vantaggiosi per i cittadini, si parlava di risparmi sulla Tari, e comunque quella nota di risposta fu un atto attribuibile solo a me, non certamente un provvedimen­to vincolante per l’intera ammini­strazione. Non lo dico io, lo dice la seconda sezione del Tar del Veneto con la sentenza 17/11, pubblicata il 24 febbraio 2011: la nota del sinda­co non è qualificabile come prov­vedimento amministrativo. Per intenderci, Ecclesia con o senza il mio parere sarebbe andato avanti. Come ha fatto, insieme al suo suc­cessore, quando il progetto ha mu­tato geneticamente».

D’Abramo, quindi, non ha mai im­pegnato il Comune di Leporano per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. «Sia chiaro – ha aggiunto – che non rinnego quan­to scritto. Chi come me mastica diritto, però, sa che la mutazione delle circostanze contrattuali ren­de nullo il contratto: è quel che è accaduto e, oggi, con la stessa de­terminazione di allora, dico che l’impianto “sognato” dal sindaco Lupoli non dovrà vedere la luce». Obiettivo che potrà contare sull’e­sperienza professionale di D’Abra­mo, già pronto a imbastire il ricor­so e a spendersi personalmente per fermare le procedure avviate dal Comune di Pulsano.

Dal Comune di Leporano, invece, D’Abramo si aspetta coerenza. «La smettessero di usare questa storia per colpirmi – ha dichiarato – le elezioni sono finite, hanno vinto loro e a loro tocca dare risposte. Spettacoli come quello dell’ulti­ma seduta di consiglio comunale dovrebbero essere risparmiati ai cittadini, che da chi governa pre­tendono concretezza, sobrietà e de­terminazione, soprattutto quando bisogna difendere il territorio che non è merce elettorale.

Se al sindaco Vincenzo Damiano interessa più ricordare ai lepora­nesi quel che ho fatto tre anni fa, comunque nel loro interesse, e non quel che intende fare lui nei pros­simi, si dedichi alla storiografia e non all’amministrazione della cosa pubblica. È un consiglio che sento di dare a lui e a chiunque gli dia indicazioni su come condurre que­sta partita, perché magari qualcuno dimentica che l’attuale maggioran­za non è altro che una minestra ri­scaldata».

I modi, infatti, sono i medesimi utilizzati da alcuni “illustri” prede­cessori: «Damiano gioca di tattica, evita posizioni nette fin quando è possibile e poi usa armi di distra­zione di massa per spostare l’atten­zione su di me – spiega l’ex sindaco – evitando di spiegare perché, se la sua è sempre stata una ferma con­vinzione, non abbia mai detto nulla sull’impianto durante la campagna elettorale e abbia atteso quattro mesi prima di convocare un consi­glio monotematico».

Per D’Abramo, però, alla fine poco importa. Il tema centrale è fermare il compostaggio.

«Concentriamoci su quel risulta­to – il suo appello –, per denigrare l’avversario avremo tempo. Anche se, e concludo, la buona politica non è mai frutto di distruzione re­ciproca».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche